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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 380
VITTORIA - 08/01/2011
Cronache - Vittoria: raid vandalico provoca danni nei quartieri storici della città

Vandali scatenati distruggono la sala Mazzone

Giovinastri hanno messo fuori causa la telecamera di sorveglianza per divellere indisturbati tubi di rame e vetri. Danni anche al boschetto della villa comunale. La risposta all’amministrazione che aveva abbattuto un casolare per incontri sessuali fra minorenni?
Foto CorrierediRagusa.it

I teppisti sfidano le istituzioni. Danneggiata seriamente la sala Mazzone, la ex centrale elettrica divenuta da qualche anno il luogo delle manifestazioni culturali della città. Prima o poi doveva accadere, perché la bonifica di una sola parte di quella zona ha dato fastidio a soggetti che ancora vi abitano. Il raid vandalico di un gruppo di quindicenni ha distrutto un pezzo della struttura. Alcuni, dopo avere messo fuori causa la centralina elettrica per evitare di essere ripresi dalla telecamera, hanno forzato i cancelli, divelto tubi di rame e rotto vetri (come si vede nella foto). Una bravata che ha provocato danni ingenti all’amministrazione comunale.

Il secondo raid vandalico è stato compiuto contro la villa comunale, dove i teppisti hanno distrutto il parco giochi del boschetto e il presepe che era stato allestino all’interno del giardino comunale. Senza parole l’assessore alle Manutenzioni Filippo Cavallo, che abita proprio nel quartiere storico della città, vicino alla villa comunale.

Si pensa che quanto accaduto sia la «punizione» che la gang di teppisti abbia voluto dare all’amministrazione, «rea» di avere bonificato quell’area per adibirla a luogo di cultura, di rassegne e di manifestazioni ricreative di vario genere. Qualcuno sostiene che non sia stata gradita la demolizione di una casa-alcova dove i ragazzini si appartavano per incontri sessuali.

Ogni parola o commento su quanto accaduto appare superfluo, rischia di essere male interpretato. Rimane l’amara consapevolezza che in questa città non cresca più un filo d’erba come simbolo della rinascita e del riscatto sociale che da tanti anni i vittoriesi onesti e civili attendono. Bisogna prendere atto dell’impotenza delle istituzioni di fronte a certa tracotanza minorile. Sullo stradale per Scoglitti la centralina dell’autovelox automatico appena installata è stata data alle fiamme e distrutta prima che spuntasse l’alba. Come dire: «non vogliamo controlli di velocità su questa strada». La ex centrale elettrica da poco ristrutturata e resa fiore all’occhiello del quartiere nobile e antico della città, nella mani dei vandali. Come dire: «il quartiere San Giovanni è nostro e non lo daremo a nessuno».