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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 975
VITTORIA - 14/12/2010
Cronache - Vittoria: si sono svolti i i funerali di Giuseppe Licitra, il dj assassinato dal suo avvocato

Funerali Licitra in dignitoso dolore. In chiesa la ex moglie

Il prete ha ricordato il valore della vita, «conta meno dei tornaconti personali»
Foto CorrierediRagusa.it

Con i funerali di Giuseppe Licitra (nella foto), il dj e centralinista del Comando dei Vigili urbani assassinato dal suo legale martedì scorso si chiude una delle pagine più nere degli ultimi anni. In chiesa massima compostezza. Dietro il feretro la moglie di Licitra, con la quale era in corso una causa di separazione, e i figli. Pochi parenti, essendo la vittima figlio unico e senza genitori. In chiesa e dietro il feretro, anche il sindaco Giuseppe Nicosia, l’assessore allo Sviluppo economico Carmelo Diquattro, il comandante della Polizia municipale Cosimo Costa.

Protagonista del rito funebre, il prete Salvatore Vaccaro, che con una predica di alto contenuto sociale e morale ha catturato l’attenzione dei presenti. Don Vaccaro ha centrato la sua omelia sul valore della vita. «Quanto vale oggi la vita umana? Un interrogativo che deve essere un sentire comune. La vita vale meno dei nostri tornaconti. Ci sentiamo padroni della vita degli altri fino a compiere angherie fino all’esasperazione. Un’esasperazione che può anche fare perdere la testa».

Parole toccanti ma ricche di contenuto e di allusione ai motivi della tragedia, della quale non sapremo mai fino in fondo il movente, il vero motivo che ha armato la mano dell’avvocato Scribano per sparare al cliente Licitra. I riferimenti alla bibbia e al messaggio cristiano non sono mancati a don Vaccaro. «Caino non è lontano da noi- ha detto il prete- come Giuseppe venduto dai fratelli insegna molto».

Il caso Licitra per il prete è solo una mosca bianca rispetto a quanto succede. «Se ci guardiamo intorno ci sono tante persone esasperate perché non hanno nulla da mangiare. E allora bisogna fare in modo che nessuno giunga all’esasperazione. Licitra è una vita che s’è spezzata molto presto senza avere avuto il tempo di convertirsi».

Resta aperta adesso la fase processuale e giudiziaria. In carcere c’è un uomo che ha confessato l’omicidio per un movente che a molti appare ingiustificabile per tanti motivi e sfaccettature. Un movente che di fronte a una confessione piena e vera appare di secondaria importanza. Ci sarà l’accusa che chiederà il massimo della pena a prescindere dal movente, perché nessuno ha il diritto di stroncare la vita di un altro con la violenza; e ci sarà una difesa, formata dai colleghi dell’avvocato Scribano, i legali Santino Garufi e Valerio Palumbo, che porteranno avanti la tesi dell’infermità psichica dell’assassino. La parola alle aule giudiziarie.

Il primario Palumbo: "Il cadavere di Licitra mai portato al Pronto soccorso"
«Il cadavere di Giuseppe Licitra non è mai passato dal Pronto soccorso di Vittoria». Il primario del reparto del «Guzzardi» Franco Palumbo (nella foto), si fa portavoce della sua équipe piuttosto risentita. A ragione. Perché fra le notizie frammentarie e non veritiere che circolavano subito dopo l’omicidio, uscite anche dalle agenzie di stampa, c’era quella che riferiva che il corpo del dj fosse stato ispezionato al Pronto di soccorso di Vittoria.

I medici del reparto chiedono che si ristabilisca la verità dei fatti, perché nessuno pensi che nella struttura sanitaria si agisca con negligenza e superficialità. «A margine di questa triste vicenda – precisa il primario dott. Franco Palumbo- va chiarito che il cadavere di Licitra non è mai entrato al Pronto soccorso di Vittoria. Chiedo che venga dato spazio a questa precisazione, giusto per smentire le voci che con molta superficialità qualcuno ha messo in giro. Il corpo di Licitra è stato portato dal luogo del delitto direttamente a casa. L’équipe che mi collabora è esente da negligenze e colpe proprio perché non ha mai ispezionato il cadavere».

Scribano conferma al gip d´aver ammazzato Giuseppe Licitra
Francesco Scribano ha confessato l´omicidio anche al gip Giovanni Giampiccolo. L’aspetto che va chiarito, per evitare le troppe, false e tendenziose voci a Vittoria, su questo delitto dal movente strano, è che la richiesta di una seconda autopsia da parte dei magistrati non c’è stata. E’ stato semmai richiesto un supplemento di ispezione cadaverica, effettuato ieri dal medico legale Giuseppe Algieri.

Per quanto riguarda le indagini, va detto che il gip Giovanni Giampiccolo ha interrogato Francesco Scribano alla presenza dei legali difensori Santino Garufi e Valerio Palumbo. Scribano, oltre ad avere una sede di lavoro personale a Comiso, esercitava anche presso lo studio Garufi, rispondeva i clienti alla chiamata telefonica interna numero 3. L’imputato ha confessato l’omicidio anche davanti al gip. Proprio le stesse cose che aveva riferito ai Carabinieri e al magistrato inquirente. Era talmente ossessionato dal cliente Licitra che ha deciso di liberarsene ammazzandolo.

Può una persona normale di testa, pensa e dice l’avvocato Garufi, attuare un piano di questo tipo? No, è la risposta che il legale si dà. Tanto che al gip Giampiccolo, che oggi trasformerà il fermo dell’imputato in arresto, ha preannunciato che chiederà l’incidente probatorio perché il suo cliente venga sottoposto a perizia psichiatrica da parte di periti nominati dal giudice.

Un reato del genere prevede l’ergastolo e se va meglio 30 anni di carcere. Una vita di 35 anni che si chiude dietro le sbarre quasi per sempre lasciando fuori un bambino di 2 anni e una moglie, «una splendida famiglia» afferma Santino Garufi.

L’avvocato Garufi non riesce ancora a rendersi conto. Non mangia e non dorme da 48 ore. Perché quanto successo lascia basito un cittadino normale figuriamoci uno che ha cresciuto professionalmente Francesco Scribano. «Ho sentito in carcere Scribano- rivela l’avvocato Garufi- e m’ha detto che il movente è solo quello; ho parlato con psichiatri per farmi spiegare un caso del genere e m’hanno convinto che è possibile che una persona possa sconnettersi psicologicamente fino al punto da compiere un omicidio di tale portata».

Ma la domanda spontanea e logica è perché Scribano non ha denunciato a nessuno le sue inquietudini interiori, neanche ai colleghi di studio? «Dice bene lei, proprio perché non era normale, altrimenti l’avrebbe detto ai colleghi di studio, avrebbe denunciato il cliente alle forze dell’ordine, avrebbe rinunciato alla sua difesa. Invece no, preso dal raptus dell’odio ha armato la sua mano e ha fatto fuoco. Atteggiamento tipico di chi in quel momento non era capace di intendere e di volere».

Gli esiti ufficiosi dell´autopsia
L’esito autoptico ha confermato. I proiettili esplosi dalla calibro 7,65 dell’avvocato Francesco Scribano hanno perforato il cuore e il polmone di Giuseppe Licitra. I proiettili sono entrati man non usciti dalla cassa toracica della vittima fino a quando non li ha estratti il medico legale dott. Giuseppe Algieri durante l’esame autoptico. Due lesioni letali che hanno dato a Licitra solo qualche minuto di vita e di lucidità, il tempo di mettere in moto la macchina, percorrere non più di 200 metri di strada e sbattere contro il muretto a secco.

Per il medico legale il decesso sarebbe avvenuto intorno alle 14,30. E’ questa l’ultima triste novità di quello che nella storia della città sarà definito il delitto del dj Peppe Licitra, il ragazzo che appena ventenne fondò Radio centro Vittoria, emittente comunal popolare, tutta musica, amarcord e dediche per gli innamorati. Trasmissioni musicali a due voci: quella di Pippo Licitra e della moglie, qualche anno dopo separate anche nella vita.

La causa dell’omicidio? La paura per l’incolumità fisica, a sentire il movente raccontato dall’avvocato Scribano, stressato e angosciato, minacciato e terrorizzato dal cliente che gli metteva troppa fretta per chiudere la pratica di separazione. Fin qui la parte legale-sanitaria dell’indagine. Che potrebbe essere chiusa definitivamente.

E’ ancora all’inizio, invece, l’aspetto giudiziario. Ieri il pm Monica Monego ha lavorato l’intera giornata per completare l’istruttoria del fermo e consegnarla al gip, il quale dovrà trasformare in arresto il provvedimento restrittivo. Per la magistratura inquirente, movente a parte, il punto di partenza è l’omicidio. Il resto conta poco. Da stabilire se premeditato o no, ma questo sarà stabilito nel corso del processo.

Si comincia dalla confessione del presunto omicida. Francesco Scribano è assistito dagli stessi colleghi di studio dove lavorava fino a martedì, gli avvocati Palumbo e Santino Garufi. Entrambi avranno il compito di alleggerire il macigno accusatorio che pesa sulle spalle del collega, accusato di un reato che prevede molti anni di carcere.

Com’era l’uomo e com’era l’avvocato? abbiamo chiesto al collega Palumbo. «Ci dia 48 ore di tempo- risponde l’avvocato- ci faccia studiare bene il caso, ci consenta di ascoltare l’interrogatorio davanti al gip che dovrebbe avvenire venerdì e poi saremo in condizioni, insieme al collega Garufi di poter dire qualcosa. Dal punto di vista umano le posso affermare che Francesco, con cui abbiamo lavorato insieme, è un ragazzo fantastico».

L´avvocato Scribano ha ammazzato il suo cliente Licitra perché si sentiva minacciato
Il presunto assassino di Giuseppe Licitra ha confessato alle 11 di mercoledì dentro la caserma dei Carabinieri di Vittoria alla presenza del sostituto procuratore Monica Monego e del capitano Giovanni Palatini. E’ il legale della vittima, l’avvocato Francesco Scribano, 35 anni, comisano, sposato e padre di un bambino. E’ stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio, detenzione e porto illecito di arma da fuoco. Il gip dovrà convalidare o meno il fermo e trasformarlo in arresto nel giro di 48 ore.

Pressato dalle domande del sostituto procuratore Monica Monego e dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Vittoria Giovani Palatini, l’avvocato ha dovuto ammettere l’omicidio. Ma il movente appare incredibile, se dietro questo drammatico delitto non si nasconde qualcosa di maggiore contenuto di un semplice litigio, che per ora non appare o non si vuole fare apparire, c’è da rimanere increduli. Ha nominato difensore di fiducia, il collega Palumbo, che esercita nello stesso studio dell´avvocato Santino Garufi.

Scribano avrebbe ammazzato il suo cliente Licitra perché si sentiva minacciato e pressato psicologicamente da diverso tempo. Licitra chiedeva al legale più impegno nella causa di separazione dalla moglie, che andava avanti da 5 anni. Una delle tante cause che rimangono imbrigliate nei meandri della giustizia. Che se non sono consensuali possono avere risvolti drammatici. La sentenza, dice il colonnello Nicodemo Macrì, sarebbe arrivata fra pochi giorni, definitiva, dalla Corte d’Appello. L’avvocato ha accelerato i tempi, con due colpi di calibro 7,65 sparati da distanza ravvicinata all’altezza della spalla destra di Giuseppe Licitra. Due colpi a bruciapelo che si sono conficcati sotto l’ascella e accanto al deltoide destri.

Secondo la ricostruzione dei fatti, confermata in conferenza stampa dai capitani Palatini e Carmine Gesualdo, del Nucleo operativo, dopo una violenta discussione avvenuta in contrada Giardinello, a due passi dalla ex cartiera di Comiso e vicino all’abitazione di campagna del padre dell’avvocato Scribano, quest’ultimo avrebbe aperto lo sportello sinistro della Ford Fiesta per centrare con due colpi di pistola Licitra, seduto al volante, in posizione verticale.

Questa postura del corpo spiegherebbe la quasi totale assenza di fuoruscita di sangue dalle ferite, che ha tratto in inganno persino il personale medico del «118». Il corpo di Licitra è stato riconsegnato ai familiari per i funerali. Domanda inquietante. E se gli addetti dell’agenzia di pompe funebri che hanno spogliato il cadavere non si fossero accorti dei due piccoli fori alla regione toracica? Avremmo potuto avere anche un giallo irrisolto?

Da quella scoperta sono scattate le indagini dei carabinieri. Gli inquirenti prima hanno sentito la ex moglie di Licitra, che ha confermato i cattivi rapporti familiari e il regime di separazione. Allargando il raggio delle indagini, i militari hanno imboccato la pista giusta da un testimone. Sono arrivati all’uomo che si era incontrato per ultimo con Giuseppe Licitra. L’avvocato Scribano, subito rintracciato ma in un primo momento reticente alle risposte degli inquirenti. Alle 11 di mercoledì, invece, la svolta. L’avvocato ha confessato. Ha ammesso le sue responsabilità e ha fatto ritrovare la Beretta calibro 7,65, di proprietà del padre, regolarmente denunciata e detenuta nella casa di campagna, dopo il delitto nascosta sotto la sella dello scooter di sua proprietà. Una confessione che ha sbalordito persino gli inquirenti. Il movente del delitto può anche non convincere del tutto, ma è questo: rapporti professionali fra vittima e assassino.

Cadrebbe anche l’ipotesi circa un collegamento con la bomba fatta trovare davanti al Comando dei vigili urbani e per caso rotolata sotto la ruota della Ford di proprietà di Licitra. Per gli inquirenti non c’è nessun nesso tra bomba e delitto. Giuseppe Licitra viene descritto come persona appassionata di radio. Un ventennio fa aveva aperto insieme alla moglie Radio centro Vittoria, un’emittente commerciale che privilegiava musica leggera dando spazio alle telefonate per dediche fra amici e innamorati. Poi la separazione e l’inizio di una fase molto concitata che aveva trasformato il carattere di Licitra, diventato più irascibile anche nei rapporti con la famiglia della ex moglie.

Per quanto riguarda il prosieguo delle indagini, adesso il fascicolo accusatorio si trasferisce nella mani del giudice per le indagini preliminari, che dovrà come primo atto confermare il fermo e trasformarlo in arresto.

La cronaca di un delitto insolito
Sembrava un incidente stradale causato da malore, forse un infarto, ma col passare delle ore si è scoperto che si trattava di omicidio. Giuseppe Licitra, 44 anni, è morto ammazzato in contrada Giardinello, vicino all´ipermercato Le Dune, in una stradina secondaria lungo la Vittoria - Comiso. Licitra era da 25 anni lo storico editore, titolare e dj di Radio Centro Vittoria.

L´uomo era all´interno della sua Ford Fiesta schiantatasi contro il muro a secco che delimita la stretta arteria. Era stato un passante a lanciare l´allarme. Il personale del 118 avevano ipotizzato la morte per arresto cardiocircolatorio. Sono stati successivamente gli addetti alle pompe funebri ad accorgersi dei fori alla spalla destra e a chiamare il medico legale Giuseppe Algieri il quale, durante l’ispezione cadaverica sul corpo di Giuseppe Licitra, ha accertato che la morte era avvenuta per colpi da arma da sparo. Anziché riconsegnare la vittima ai familiari, il medico ha ovviamente chiamato i Carabinieri. Il cadavere di Licitra è stato portato all’obitorio, a disposizione del magistrato di turno per disporre l’autopsia. A poche ore dall’omicidio ci sono ancora interrogativi poco chiari e dettagli da accertare.

Giuseppe Licitra, 44 anni, è noto a Vittoria come persona tranquilla e molto interessato alle tendenze giovanili. Incensurato, sposato e separato da cinque anni dalla moglie che aveva lavorato insieme a lui in radio, padre di due figli. Da più di un ventennio Licitra gestiva la radio commerciale, nota per le dediche richieste dagli ascoltatori. Licitra lavorava anche come centralinista al Comando dei vigili urbani di Vittoria, dove alcune settimane fa fu rinvenuta una bomba a mano, fatta poi brillare dagli artificieri di Catania senza danni a persone o cose. Gli inquirenti ipotizzano che l’ordigno potesse a questo punto essere destinato proprio a Giuseppe Licitra, come avvertimento.

I Carabinieri hanno effettuato minuziose perquisizoni nella casa di Giuseppe Licitra e nella sede di Radio Centro Vittoria in via Como, alla ricerca di indizi utili al prosieguo delle indagini.

Indagano i Carabinieri di Comiso, Vittoria e del Nucleo operativo di Ragusa. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la vita di Giuseppe Licitra, soprattutto negli ultimi tempi, con particolare riferimento alle sue frequentazioni. Da verificare inoltre se la vittima sia andata in contrada Giardinello per incontrare qualcuno o si sia trovata lì per caso.

Indagini a 360 gradi sono in corso, come confermato dal capitano Carmine Gesualdo e dal comandante della Compagnia di Vittoria Giovanni Palatini. Si escluderebbe la matrice mafiosa o tipicamente malavitosa, anche se nessuna pista viene del tutto tralasciata. Uno sgarro provocato magari involontariamente nei confronti di qualcuno, oppure un delitto a sfondo passionale? Tutto è al momento ipotizzabile, ma per avere la certezza bisogna aspettare l’esito dell’esame autoptico e gli indizi che i militari dell’Arma raccoglieranno nelle prossime ore.

Foto Franco Assenza. Nelle foto sotto ancora i militari all´esterno del palazzo dell´emittente radiofonica e il luogo dell´incidente autonomo, dov´è stata ritrovata la Ford Fiesta con all´interno il corpo senza vita di Giuseppe Licitra. Nell´ultima foto la conferenza stampa dei carabinieri.
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