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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 825
VITTORIA - 07/10/2010
Cronache - Vittoria: dopo l’episodio dei disegni equivoci su un giornale

Già riaperta la Caffetteria Grasso, revocata la chiusura

Il rigoroso provvedimento era stato adottato per un fatto collegato alla rapina alla gioielleria Oro Inn di via Cavour

Sono stati due giorni difficili per la "Caffetteria Grasso" di via Generale Diaz. Il questore Filippo Barboso ne aveva disposto la chiusura per trenta giorni. Ieri, a conclusione degli accertamenti, ha revocato il provvedimento di chiusura.

Il rigoroso provvedimento era stato adottato per un fatto collegato alla rapina alla gioielleria Oro Inn di via Cavour, conclusasi con l´arresto del presunto responsabile Giovanni Interlici grazie all´intervento del presidente dell´Ascom Antonio Prelati, entrato in colluttazione con il giovane incensurato mentre tentava di fuggire dalla gioielleria.

I commercialisti e i legali dei titolari, i fratelli Grasso, hanno subito presentato ricorso per chiedere la revoca del provvedimento perché estranei ai fatti. La decisione di chiudere il locale sarebbe stata presa a seguito di un rapporto al questore. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, qualche giorno fa agenti di Polizia sono entrati nel bar per consumare un caffè. Hanno notato che sul bancone c´era un giornale aperto sulla cui pagina, accanto a un articolo che conteneva dichiarazioni di Antonio Prelati sulla rapina, c´erano degli scarabocchi a penna, fra cui una figura geometrica rassomigliante un bara. Gli agenti hanno fatto rapporto e sulla base di questo è scattato il provvedimento di chiusura del bar, ritenendo quei disegni esplicite minacce a Prelati.

Increduli e disperati, i fratelli Grasso hanno attivato le procedure per la revoca del provvedimento. Ad avvalorare la loro estraneità, le dichiarazioni di una dipendente del bar, la quale avrebbe riferito che quel giorno tre persone scarabocchiavano il giornale. I tre sarebbero stati invitati a comparire in Questura, ammettendo di essere gli autori degli scarabocchi.
Soddisfatti i fratelli Grasso dopo la revoca. «Esprimiamo – hanno affermato – gratitudine al questore per la celerità con cui ha disposto la revoca, permettendoci di limitare il danno economico subito e di non arrecare danni alla nostra immagine. Il locale – concludono – non è assolutamente ritrovo abituale di pregiudicati o di soggetti pericolosi».