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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1332
VITTORIA - 10/09/2010
Cronache - Vittoria: incursione banditesca ai danni della gioielleria di Antonio Prelati

Rapina alla gioielleria «Princess», picchiata la titolare

I banditi erano 4, due sono rimasti fuori e due sono entrati. Hanno chiesto la cassaforte, la signora che era dentro, moglie del titolare, ha fatto resistenza ed è stata picchiata. Arangio Mazza: «Vogliamo l’esercito». La solidarietà della Confcommercio
Foto CorrierediRagusa.it

Due anni dopo i banditi sono tornati alla gioielleria «Princess» di Antonio Prelati, in via La Marmora a Vittoria. Il titolare, che è anche presidente dell’Ascom comunale, si trovava fuori sede. Nella gioielleria in quel momento c’era la moglie di Prelati, che ha fatto resistenza prima di aprire la cassaforte ed è stata aggredita e picchiata dai banditi. La donna è stata trasportata in ospedale per sottoporsi alle cure sanitarie: per fortuna nulla di grave, pochi giorni di prognosi, a parte la paura per la vile e crudele aggressione subita.

Resta lo sbigottimento per quanto accaduto. Verso le 10,30 circa quattro persone si fermano all’angolo di via La Marmora con via via Bixio. Due entrano e due restano fuori. Agiscono a volto scoperto. Intimano alla titolare di aprire la cassaforte, lei ritarda, resiste e viene picchiata, fors´acneh perché il contenuto della cassaforte non era di grande valore. I malviventi arraffano pezzi di argenteria e fuggono. Il resto è il solito rituale.

Arriva la Polizia, iniziano le indagini ma dei banditi per ora nessuna traccia. Il vice direttore provinciale dell’Ascom, Giovanni Arangio Mazza denuncia la debolezza dell’organico delle forze dell’ordine e chiede l’intervento dell’esercito a Vittoria. «Non ne possiamo più- dice- carabinieri e poliziotti lavorano tanto ma sono pochi. Sono ripresi i furti in campagna, dappertutto, facciamo un appello al prefetto e al questore perché informino il ministero dell’Interno riguardo a quanto sta succedendo a Vittoria».

Due anni fa il «Princess» di Prelati subì una devastante rapina nel periodo natalizio. I banditi in quella occasione svuotarono del tutto la giolleria. Immediato l’intervento della Confcommercio provinciale. «L’episodio di questa mattina a Vittoria- scrive il presidente Angelo Chessari- conferma, qualora ce ne fosse ulteriormente di bisogno, la necessità di puntare l’attenzione su determinati fatti che mettono in chiaro rilievo la difficoltà dei commercianti ad operare e a poter svolgere nella massima tranquillità la propria attività».

La Confcommercio esprime solidarietà ad Antonio Prelati, presidente della sezione Ascom di Vittoria, nonché componente dell’esecutivo provinciale dell’associazione di categoria, per l’inopinato fatto di cronaca di cui lo stesso, assieme alla famiglia, è rimasto vittima. «Un episodio di una gravità estrema – sottolinea Chessari – che concretizza la necessità di potenziare i controlli, da parte delle forze dell’ordine che già si prodigano in maniera fuori dal comune, nonostante la scarsità di uomini e mezzi, su tutte quelle aree provinciali, e Vittoria è tra queste, che fanno registrare eventi legati alla criminalità, eventi che, purtroppo, impediscono lo sviluppo del territorio così come viene auspicato da più parti. Il fatto che questi episodi continuino a ripetersi sancisce, con tutta evidenza, l’apertura di una nuova soglia di attenzione in determinati ambiti. E’ chiaro, a questo punto, che bisognerà compattarsi, a livello di categoria, e provare a ricercare quelle risposte che, sul fronte della sicurezza, è necessario ottenere».

Solidarietà a Prelati e alla moglie è giunta anche dal sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, dal Partito democratico di Vittoria, dal presidente dell´Associazione gioiellieri Enzo Buscemi, che ha dichiarato: «L’intera categoria è preoccupata. Perché questi episodi continuano a ripetersi con una frequenza non usuale. Occorre fare qualcosa. E subito. Non sappiamo dire se manchino mezzi o uomini, ma è indispensabile che, in questa fase, arrivino risposte certe. Altrimenti la provincia di Ragusa rischia di trasformarsi in un far west. E noi gioiellieri saremo le prime vittime di questo nuovo corso».