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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 964
SIRACUSA - 09/10/2016
Cronache - Indagini della mobile a buon punto

L´anziano Scarso bruciato vivo dai bulli

Il vecchietto si barricava in casa per non essere preso in giro Foto Corrierediragusa.it

Restano gravi le condizioni di Giuseppe Scarso, il fruttivendolo ambulante 80enne ricoverato al reparto Grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania dopo l´aggressione subita in casa da quattro ragazzi che lo hanno picchiato e dato alle fiamme. Accanto a lui, in questi giorni, il fratello e i nipoti a cui continuano ad arrivare messaggi di solidarietà e affetto da parte dei siracusani. La città e soprattutto il quartiere di don Pippo si è stretta attorno all’anziano vittima del branco, una settimana fa, nella sua abitazione al ronco II di via Servi dei Maria. Con pervicacia e cattiveria sadica, agendo come i Drughi del film di Kubrick "Arancia meccanica", due o quattro criminali hanno picchiato e poi dato fuoco cospargendolo di alcol il mite e benvoluto 80enne, peraltro epilettico, che viveva da solo in una casa al pianterreno in Ronco II, una traversa di via Servi di Maria a Siracusa. Il tentativo di omicidio - così lo inquadra la procura siracusana - è avvenuto sabato scorso e da sette giorni l´anziano lotta con la morte ricoverato nel reparto di Anestesia e rianimazione dell´ ospedale Cannizzaro a Catania, seguito da esperti del Centro grandi ustioni. Il raid nefando è stato messo in atto contro un anziano inerme che è vittima da tempo dei bulletti di quartiere che lo dileggiano, gli lanciano pietre alle finestre, lo spingono per strada, nell´indifferenza, forse mista a paura, della gente della zona lasciato solo anche dalle istituzioni.

La squadra mobile dà la caccia ai banditi e il cerchio si sta stringendo, dopo la visione dei filmati dei due impianti di videosorveglianza di un vicino e del magazzino di un esercizio commerciale che si trovano su due vie adiacenti alla casa. La polizia ha acquisito anche altre riprese di un supermercato e di un panificio della zona e avrebbe visto gli aggressori nelle immagini anche se i criminali non sono ancora stati identificati. Sembra che ad agire questa volta siano stati dei giovani di 20-25 anni mentre nel tempo Scarso è stato preso di mira da ragazzini di 12-16 anni.
L´80enne è stato bruciato dopo due tentativi andati a vuoto nel giro di 48 ore.

Il primo tentativo risale al 28 settembre scorso: qualcuno è riuscito ad aprire la porta dell´abitazione di don Pippo, così è conosciuto nel quartiere, al pianterreno gettando liquido infiammabile e dando fuoco al pavimento, l´anziano però era riuscito a spegnere le fiamme. Il giorno dopo la vittima, insieme al fratello, aveva denunciato l´episodio ai carabinieri. Ma il giorno successivo, poco prima della mezzanotte, tre persone incappucciate sono entrate nuovamente nell´appartamento, gettando liquido infiammabile sul petto e sull´orecchio dell´anziano, che se l´era cavata con lievi ustioni.

Sabato notte, poco prima delle 2, l´azione brutale si è ripetuta: ad agire sarebbero stati in due e questa volta hanno centrato l´obiettivo, colpendo l´anziano sul viso, sulla testa, sulla spalla. Pippo Cugno, insegnante di matematica in pensione, amico di Scarso che abita ad una cinquantina di metri dalla vittima dice: "Lo conosco da venticinque anni. A volte lo invitavo a pranzo perché don Pippo era una persona che vive da sola. Forse per questo sabato notte ha citofonato a casa mia. Mi sono affacciato e mi ha chiesto aiuto. Ho capito che questa volta avevano colpito in maniera grave".
"Abbiamo chiamato subito il 118 e sono arrivati i medici con la polizia - spiega -. Purtroppo lo prendevano in giro, lo stuzzicavano. ´Pippo re rutte´, Pippo delle Grotte, lo chiamavano, perché vicino alla sua abitazione ci sono delle grotte. Me lo diceva che quei ragazzi arrivavano da ´sotto´, dalla zona di via Algeri e della Mazzarrona. Ma ultimamente quella presa in giro era degenerata".

"Aveva denunciato più volte di essere stato preso di mira. Alcune domenica fa aveva pranzato con noi. Mi viene da piangere se penso che l´ultima volta che lo visto era tutto bruciato e respirava a fatica perché aveva inalato fumo", conclude il professore.