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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 909
SIRACUSA - 05/03/2014
Cronache - Il presidente del consiglio sprona i primi cittadini e non solo

Da Siracusa il premier Renzi esorta industriali a investire

Auspicate misure choc per non vanificare la ripresa Foto Corrierediragusa.it

«Dobbiamo fare misure choc o sprechiamo la ripresa. Mi prendono in giro se dico che faccio una riforma al mese, ma non c’è alternativa. Non si può cambiare un Paese se non si inizia dalla politica e dalla pubblica amministrazione». Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando agli imprenditori a Siracusa. «A chi vuole intraprendere nei beni culturali voglio dire che questo Paese è attrattivo, consente di fare investimenti; vorrei sfidare gli imprenditori e dire cosa state aspettando? E questo vale per Pompei, per Siracusa come per altri posti» – ha affermato Renzi. «Non è accettabile – ha argomentato il capo del Governo – che si faccia finta di niente di fronte ai muri di Pompei che crollano, pur avendo fondi pubblici pronti da essere spesi e pur sapendo esserci interessi di privati che potrebbero investire o attraverso la sponsorizzazione o la gestione». Renzi ha puntato il dito contro «il rifiuto ideologico, come se il servizio pubblico della fruizione del bene culturale si garantisse attraverso la gestione pubblica». «Dobbiamo fare misure choc o sprechiamo la ripresa. Mi prendono in giro se dico che faccio una riforma al mese, ma non c’è alternativa. Non si può cambiare un Paese se non si inizia dalla politica e dalla pubblica amministrazione». «Fino a ieri ero un sindaco anch’io». E’ ai suoi ormai ex colleghi del siracusano, che incontra nel Palazzo Comunale, che Matteo Renzi annuncia che «ieri ho optato per la carica di premier». Il premier, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, ha incontrato i sindaci della provincia siracusana. Tanti i temi toccati dal premier, dal ruolo del Mediterraneo alla burocrazia. «Il Mediterraneo non è il confine, ma il cuore dell’Europa – ha detto il premier -. Come diceva Giorgio La Pira è il cuore del futuro». «Noi abbiamo fatto i sindaci nei periodi peggiori, senza fondi e risorse. Fatevelo raccontare da Orlando e Bianco cosa era fare i sindaci negli anni 90 e cosa è farlo adesso».

«Sbloccare il patto di stabilità soprattutto al Nord». E’ l’impegno del premier, che punta tutto sull’edilizia scolastica. «Ci saranno corsie preferenziali per edilizia scolastica. Si da un segnale ad un settore che soffre come l’edilizia». »Ci sono 2 miliardi per l’edilizia scolastica. Non sono sufficienti per tutti i Comuni, ma vanno spesi anche per dare un segnale all’edilizia. Non ci saranno grandi appalti, ma se fai un appalto per 130 mila euro per riparare una scuola, l’imbianchino e il muratore lavorano». «Noi dobbiamo rimettere a posto i luoghi dei nostri figli», ha aggiunto Renzi. «Mercoledì prossimo farò a Roma una corposa conferenza stampa di lancio di alcuni provvedimenti molto importanti, perché siamo pronti». Lo ha anticipato il premier che spiega che dopo la conferenza stampa di mercoledì, giovedì ci sarà una nuova tappa in una scuola e in comune d’Italia.

«Ci aspettiamo da te molto: che cambi l’Italia senza troppe mediazioni con la politica politicante. Ci aspettiamo che tu faccia ‘il Renzi’». Lo dice il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, nel portare il suo saluto al presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Crocetta elenca al premier i provvedimenti che ha assunto da governatore. Tra gli altri cita la legge sulle coppie di fatto che e’ stata bocciata in tribunale: «Ci auguriamo che il tuo governo possa adottare una legge nazionale per introdurre i diritti delle coppie di fatto», dice Crocetta a Renzi. »Chiedo a Renzi di portare avanti questo programma di riforme alla luce delle cose belle fatte in Sicilia, dalle zone franche urbane alla riorganizzazione del sistema delle province. La Sicilia ha bisogno di mettersi a posto con se stessa: sulla situazione che si e’ determinata, la classe dirigente siciliana ha le sue responsabilita’. Il bilancio del 2011 aveva un passivo di 2 miliardi quello del 2012 di un miliardo. I soldi li abbiamo dovuti scovare e non possiamo prendercela con il governo nazionale». Chiederá maggiore attenzione per «la Sicilia orientale, che ha problemi legati all’immigrazione». E’ la richiesta del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo al presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Adesso la situazione è ancora sotto controllo – ha aggiunto Garozzo -, ma con l’arrivare del periodo estivo potrebbero presentarsi nuovamente problematiche registrate negli anni scorsi. Quindi prevedere e mettere argine ad eventuali difficoltà».

Il tema della lentezza della burocrazia è stato tra quelli posti dai sindaci della Provincia di Siracusa nell’incontro col premier Matteo Renzi, che lo ha subito fatto proprio. E’ stato il sindaco di Lentini, Alfio Mangiameli, a lamentare che tra l’aggiudicazione di un appalto e l’avvio dei lavori passano a volte anni. E Renzi, rivolto ai giornalisti, ha detto: «E’ vero, ma questo è un tema che non si riesce a far passare sui media». Tra i 21 sindaci siracusani, Paolo Amenta, di Canicattini, vice presidente regionale dell’Anci, che ha porto i saluti del presidente Leoluca Orlando. Il colloquio del premier con gli ex colleghi e’ stato improntato alla concretezza. Si e’ parlato di scuole, di appalti, di bilanci, di costi del personale.