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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 915
SCICLI - 25/03/2010
Cronache - Modica: la svolta nelle indagini. L’immigrato è stato bloccato in un albergo in Francia

Nel carcere di San Remo lo stupratore della dottoressa

Intanto ieri sera circa un migliaio di persone hanno partecipato alla fiaccolata Foto Corrierediragusa.it

E’ rinchiuso nel carcere di San Remo Anis Khalifa (nella foto), il tunisino di 22 anni, bracciante agricolo con il permesso di soggiorno scaduto da poco, ritenuto essere dagli investigatori lo stupratore della dottoressa 53enne alla guardia medica di Scicli. L’immigrato è stato bloccato dalla gendarmeria in un albergo di Tolone, in Francia, dove l’uomo era in attesa d’imbarcarsi per la Tunisia facendo un ampio giro, per evitare d’essere individuato. Tutta fatica sprecata.

Il tunisino è stato alla fine bloccato anche grazie alle segnalazioni delle comunità islamiche sparse per l’Italia, e alle quali il tunisino si era appoggiato per far perdere le sue tracce. La polizia d’oltralpe, dopo aver individuato il tunisino, lo aveva respinto in Italia perché clandestino. Quando dal carcere di San Remo sarà trasferito all’istituto penitenziario di Modica, Anis Khalifa sarà sottoposto alla prova del dna, grazie alle tracce organiche raccolte dal Ris nella guardia medica posta sotto sequestro. Le indagini sono quindi state estese in ambito internazionale, grazie alla foto del sospettato diramata dai Carabinieri, dopo che la vittima aveva riconosciuto in quel volto l’aggressore di quella tragica notte di una settimana fa, mentre era in servizio, sola, alla guardia medica.

Il tunisino ha stuprato, picchiato e derubato la vittima. Determinanti per le indagini anche le rivelazioni del fratello del presunto aggressore, che abitava da poche settimane in uno stabile di via Bovio a Scicli, a pochi passi dalla sede della comunità islamica, che i due tunisini avevano frequentato per qualche tempo. Anis Khalifa deve rispondere di violenza sessuale, rapina e lesioni personali aggravate, porto illegale di oggetti atti ad offendere e violazione di domicilio.

I dettagli sulla chiusura delle indagini sono stati resi noti dal procuratore capo Francesco Pulejo, dal pubblico ministero Gaetano Scollo e dal capitano della compagnia dei Carabinieri di Modica Alessandro Loddo. La fine di un incubo, anche se la vittima dello stupro ne porterà ancora i segni per parecchio tempo.

Ieri sera, dopo la fine dell´incubo, Scicli si è riunita in piazza Municipio per una fiaccolata. Il lungo corteo, composto da circa un migliaio di persone, ha percorso le principali vie cittadine, con in testa il sindaco Giovanni Venticinque e il rappresentante della comunità islamica, che ha collaborato alle indagini.

L´INCONTRO TRA IL CONSOLE TUNISINO E LA VITTIMA
Tanta sincera solidarietà e l’auspicio che si possa presto risalire al responsabile della violenza. E’ stato breve ma intenso l’incontro tra il console generale della Repubblica Tunisina a Palermo, Ben Mansour Alderrahmen, e la dottoressa di 53 anni di cui un nordafricano ha abusato, nella notte tra mercoledì e giovedì, nella guardia medica di via Mazzini a Scicli, mentre la vittima era in servizio. L’incontro si è svolto nell’abitazione della donna medico, a Modica.

Il console si è detto solidale a nome dell’intero popolo tunisino. «Vi assicuro – ha dichiarato il console – che non è nella tradizione di noi tunisini manifestare una simile aggressività e compiere atti così gravi ed esecrabili. Ma il colpevole pagherà". La dottoressa, ancora visibilmente sconvolta per l’accaduto, ha accettato la solidarietà del console, alla presenza del marito che la sta assistendo in questi momenti difficili.