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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1013
SCICLI - 13/03/2010
Cronache - Scicli: a distanza di un anno esatto dalla tragedia in cui perse la vita il piccolo Giuseppe Brafa

Cani assassini, indagini chiuse. Il sindaco di Scicli accusato di omicidio colposo

Oltre a Giovanni Venticinque, sono sette le altre persone indagate, a cominciare da Virgilio Giglio, il proprietario dei cani e del casolare dove gli animali vivevano e nei pressi del quale il malcapitato bambino venne sbranato vivo
Foto CorrierediRagusa.it

Omicidio colposo. E’ l’ipotesi di reato prospettata a carico del sindaco di Scicli Giovanni Venticinque e ad altri indagati a seguito della conclusione delle indagini sui cani assassini da parte del procuratore capo Francesco Pulejo. In origine il primo cittadino doveva rispondere di lesioni colpose. La triste vicenda prende le mosse da quel fatidico 15 marzo 2009, quando i randagi sbranarono al Pisciotto Giuseppe Brafa, 10 anni, di Modica.

Oltre al sindaco Giovanni Venticinque, sono sette le altre persone indagate, a cominciare da Virgilio Giglio, il proprietario dei cani e del casolare dove gli animali vivevano e nei pressi del quale il malcapitato bambino venne sbranato vivo. Nel registro degli indagati anche il comandante della polizia municipale di Scicli Franco Nifosì, ed i veterinari dell’ Ausl 7 Roberto Turlà, Antonino Avola e Saverio Agosta. Indagati anche l’ingegnere del Comune di Scicli, Salvatore Calvo, il geometra comunale, Giuseppe Pisana. L’altro troncone dell’inchiesta è incentrato esclusivamente sui reati ambientali, con 8 indagati iscritti nel registro.

Le posizione di due di loro sono abbastanza marginali e non è escluso che possa essere inoltrata una richiesta d’archiviazione nei loro confronti, con il conseguente proscioglimento. Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, che si era detto solidale con il suo omologo di Scicli, aveva avanzato agli altri primi cittadini dei comuni iblei la provocatoria proposta di restituire al governo nazionale le fasce di sindaci. Lo scorso ottobre era intanto stata accolta l’istanza di dissequestro del casolare – canile di Virgilio Giglio, tornato già da tempo in libertà. La richiesta, reiterata dall’avvocato Francesco Riccotti, era stata in precedenza respinta dal riesame di Ragusa. Giglio viveva nell’immobile allo stato rustico in stato di semi indigenza assieme ad almeno una trentina di cani, alcuni dei quali avrebbero sbranato vivo il bambino.

Proprio lunedì, a distanza di un anno esatto dalla tragedia, è prevista a Modica la celebrazione di una messa in suffragio del piccolo Giuseppe, nella chiesa di San Giorgio alle 15.30.

(Nella foto il sindaco Giovanni Venticinque nel cortile del casolare di Virgilio Giglio all´epoca della tragedia. TUTTI I DIRITTI RISERVATI, VIETATA LA RIPRODUZIONE)