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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1028
SCICLI - 08/11/2007
Cronache - Scicli - Il caso sulle violenze ad una 18enne in inferiorità psichica

I 4 anziani presunti "orchi"
nel registro degli indagati

Parecchie analogie con l’operazione "Pollicino" di 6 mesi fa Foto Corrierediragusa.it

A distanza di sei mesi si è ripetuto in città un agghiacciante episodio di violenza a sfondo sessuale maturato in un ambiente di degrado sociale e per certi versi insospettabile. Una sorta di dejà vu che riporta alla mente l’operazione «Pollicino», conclusasi con l’arresto di otto orchi in età, uno dei quali addirittura 83enne e tra i quali la madre della stessa vittima, che avrebbero abusato di una ragazzina che, all’epoca dei fatti verificatisi un anno prima, aveva 13 anni. Tutti si professarono innocenti.

Adesso il turpe reato è stato invece commesso in danno di una 18enne in inferiorità psichica, sempre da anziani, il più «giovane» dei quali ha 61 anni. Gli altri sciclitani finiti nel registro degli indagati dell’inchiesta avviata dalla Procura hanno un’età di 72, 74 e 76 anni. E’ stato uno di loro a far venire a galla la vicenda, tenuta nascosta dal riserbo delle indagini, vantandosi in un bar con gli amici della perquisizione domiciliare effettuata nella sua abitazione dai militari, che non avevano rinvenuto nulla. Il vegliardo sventolava il documento, sghignazzando e parlando a voce alta, incurante delle orecchie indiscrete, vantandosi d’aver accompagnato alla porta i militari, senza che costoro avessero scoperto alcuna prova. Invece i Carabinieri qualcosa l’hanno trovata, visto che l’auto di uno dei quattro compagni di abusi sarebbe stata posta sotto sequestro.

Una sorta di arancia meccanica in salsa geriatrica, con i quattro anziani che, nonostante l’età avanzata, non avrebbero avuto nulla da invidiare ai delinquentelli in erba: pare di fatti che, dopo aver abusato della 18enne, l’avessero pure minacciata con un coltellaccio, promettendole serie ritorsioni se avesse aperto bocca. Sono stati gli assistenti sociali a subodorare il marcio, notando che la giovane si mostrava troppo chiusa in sé stessa, scoppiando spesso in lacrime senza apparente motivo. Le indagini condotte con la massima discrezione dai militari hanno portato alla luce questo ennesimo squallore.

I due episodi, verificatisi a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, sono accomunati dalla nomina di due consulenti tecnici d’ufficio che, su incarico della Procura, dovranno effettuare una perizia sulle due giovani vittime di questi esecrabili reati.