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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 564
SCICLI - 27/07/2009
Cronache - Scicli: il comandante della polizia municipale vuole chiarire subito la sua posizione

Inchiesta cani assassini, Nifosì chiede incidente probatorio

Nei prossimi giorni l’indagato sarà sentito dal sostituto procuratore Maria Mocciaro, titolare del fascicolo

Il comandante della Polizia municipale di Scicli Franco Nifosì intende subito chiarire la sua posizione in merito alla sua iscrizione nel registro degli indagati dell’inchiesta sui cani assassini. Per questa ragione, l’interessato ha chiesto, tramite il suo avvocato Emanuele Gulino, che si proceda con l’incidente probatorio. Nifosì intende essere ascoltato nei prossimi giorni dal sostituto procuratore Maria Mocciaro, titolare del fasciolo, per fornire la sua versione dei fatti.

Il legale fornirà altresì una corposa documentazione, allo scopo di suffragare la tesi difensiva scelta per il suo assistito, che, a suo tempo, venne nominato custode giudiziale del casolare-canile abitato da Virgilio Giglio, il possessore dei cani. Si tratta di quei randagi, che, si presume, possano aver sbranato a morte il bambino modicano di 10 anni Giuseppe Brafa lo scorso marzo al Pisciotto, aggredendo il giorno dopo la turista tedesca che faceva jogging sulla spiaggia di Sampieri. Il casolare, a pochi passi dal quale i Carabinieri ritrovarono il bimbo in fin di vita, è a tutt’oggi sotto sequestro, dopo i due sopralluoghi effettuati nelle scorse settimane.

La richiesta di incidente probatorio avanzata da Nifosì fa slittare il conferimento dell’incarico peritale da parte della procura al professore Michele Panzera, ordinario di etologia veterinaria e benessere degli animali dell’università di Messina. L’incarico sarebbe dovuto essere conferito al docente domani mattina, per stabilire il livello di sicurezza per uomini e animali nell’area dove si registrò l’aggressione mortale. Panzera doveva altresì valutare l’effettiva aggressività dei randagi a suo tempo catturati dagli accalappiacani della «Maya» e della «Dog professional», vale a dire i due canili convenzionati con la provincia.

L’ultimo compito di Panzera era forse il più difficile: valutare il grado di prevedibilità, e quindi di evitabilità, dei tragici eventi che hanno causato tanto dolore per la morte di un bimbo innocente e per l’aggressione quasi letale alla turista tedesca, rimasta sfigurata al viso. Oltre ai già citati Nifosì e Giglio, sono iscritti nel registro degli indagati del troncone principale dell’inchiesta anche il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque, il maresciallo dei Carabinieri e comandante della stazione di Sampieri Giuseppe Agosta, l’ingegnere del comune di Scicli Salvatore Calvo, il geometra comunale Giuseppe Pisana, l’operaio Carmelo Burletti, l’assistente sociale Patrizia Di Stefano e i medici veterinari dell’Ausl 7 Roberto Turlà, Antonino Avola e Saverio Agosta.

L’altro troncone dell’inchiesta è incentrato esclusivamente sui reati ambientali, con 8 indagati iscritti nel registro. Le posizione di due di loro sono abbastanza marginali e non è escluso che possa essere inoltrata una richiesta d’archiviazione nei loro confronti, con il conseguente proscioglimento. Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, dicendosi solidale con il suo omologo di Scicli, aveva la scorsa settimana avanzato agli altri primi cittadini dei comuni iblei la provocatoria proposta di restituire al governo nazionale le fasce di sindaci.

Il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, in qualità di coordinatore provinciale dell’Anci, aveva accusato Stato e Regione d’aver «scaricato sui Sindaci responsabilità e incombenze, compresa quella di vigilare sui cani presenti sul territorio di competenza, anche dopo essere stati sterilizzati. Ancora una volta un primo cittadino – aveva concluso Nicastro – è stato chiamato a rispondere per le inadempienze degli altri apparati dello Stato».