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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:27 - Lettori online 766
SCICLI - 23/07/2009
Cronache - Cani assassini: il coordinatore provinciale Anci e il sindaco di Vittoria solidali con il collega

Venticinque indagato. Nicastro e Nicosia: "Restituiamo le fasce di sindaci"

Intanto c’è attesa per la perizia disposta dalla Procura. Ma che fine fece il fascicolo sull’affidamento dei cani a Giglio e sul loro sequestro?

Si rivelerà di fondamentale importanza l’esito della complessa perizia che il professore Michele Panzera si appresterà a portare avanti in piena estate, per determinare le rispettive quanto presunte responsabilità degli undici indagati del troncone principale dell’inchiesta sui cani assassini. L’incarico al docente ordinario di etologia veterinaria e benessere degli animali dell’università di Messina sarà conferito dalla Procura mercoledì prossimo.

Il nocciolo della vicenda sta tutto in quel settembre 2008, sei mesi prima che i randagi sbranassero a morte il bambino modicano di 10 anni Giuseppe Brafa al Pisciotto e sfigurassero il giorno seguente la turista tedesca di 24 anni Marya mentre faceva jogging sulla spiaggia di Sampieri. Nei primi giorni di quel mese, il maresciallo dei Carabinieri e comandante della stazione di Sampieri Giuseppe Agosta affidò gli 11 animali adulti, tra cui alcune cagne gravide, e 20 cuccioli, alla custodia di Virgilio Giglio, che sarebbe poi stato arrestato nel marzo 2009 per la morte del bambino, forse causata da quegli stessi cani.

Proprio per l’affidamento degli animali allo sciclitano il maresciallo è stato iscritto nel registro degli indagati assieme alle altre 10 persone, tra cui lo stesso Giglio. Il sequestro fece seguito alla denuncia sporta da una turista che venne aggredita dal branco, per fortuna in maniera non grave. Il verbale di sequestro fu poi depositato regolarmente dai Carabinieri in procura, ma non se ne seppe più nulla. Solo sette mesi dopo, a seguito dei tragici fatti registratisi al Pisciotto, di quel famoso sequestro parlò per la prima volta, in una conferenza stampa per pochi intimi, il procuratore Domenico Platania, che, quando il fascicolo fu depositato in procura nel settembre 2008, era il sostituto di turno.

Lo stesso Platania bollò quel sequestro come «simbolico», dichiarando altresì che il provvedimento era stato «eseguito impropriamente» dai Carabinieri, quando «raccomandarono – dichiarò Platania – a Virgilio Giglio di stare attento ai cani che possedeva». Ma del sequestro perché non se ne seppe più nulla? Il procuratore, lo scorso aprile, si limitò a specificare che, in ogni caso, «il reato di omessa custodia degli animali non è punibile penalmente, ma solo come illecito amministrativo, a seguito della depenalizzazione di due anni fa». Platania rigettò pertanto ogni responsabilità, leggendo testualmente un documento dell’Ausl 7 servizi veterinari in cui «si attesta che il casolare abitato da Giglio è agibile e che i cani vivono con lui in un clima salubre e legati al padrone da un reciproco attaccamento affettivo».

«Non era nostra competenza – aggiunse Platania – stare attenti al successivo comportamento di Giglio, così come non sono mai stati affidati cani o altri animali a questa persona. Se poi sia stato egli stesso a raccogliere randagi per strada – proseguì Platania – non lo potevamo sapere, così come non avremmo comunque potuto togliere a Giglio gli 11 cani adulti e i 20 cuccioli che già aveva con sé, semplicemente perché non avevamo dove metterli. Li avremmo dovuti buttare per strada e questo non era possibile. Ricordo – concluse Platania – che non fu possibile individuare nessuna struttura alternativa dove ospitare i cani, pertanto lasciati con Giglio, esortato dai Carabinieri a vigilare su di essi».

Eppure, proprio per questi fatti, oltre ai già citati Agosta e Giglio, risultano iscritti nel registro degli indagati proprio i medici veterinari dell’Ausl 7 Roberto Turlà, Antonino Avola e Saverio Agosta, il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque, il comandante della polizia municipale di Scicli Franco Nifosì, l’ingegnere del comune di Scicli Salvatore Calvo, il geometra comunale Giuseppe Pisana, l’operaio Carmelo Burletti e l’assistente sociale Patrizia Di Stefano.

L´IRA DEL COORDINATORE PROVINCIALE ANCI NICASTRO: "LO STATO HA LE SUE COLPE"
Di Antonio Nicosia

Il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, in qualità di coordinatore provinciale dell’Anci, interviene nella querelle, oggi giudiziaria, del randagismo. Lo fa con una nota a difesa del primo cittadino di Scicli, Giovanni Venticinque, raggiunto con altre dieci persone da un avviso di garanzia per la tragica fine del piccolo Giuseppe Brafa, ucciso da un branco di cani randagi.

Non ha mezzi termini il sindaco Nicastro, che accusa lo Stato e la Regione d’aver «scaricato sui Sindaci ogni responsabilità, anche quella di avere il controllo sui cani immessi sul territorio, una volta sterilizzati. Ancora una volta, un primo cittadino, ha aggiunto Nicastro, è chiamato a rispondere per le inadempienze degli altri apparati dello Stato. Siamo dei veri e propri parafulmini su cui ricadono le altrui responsabilità. Nel caso specifico il Sindaco Venticinque è chiamato a rispondere su un fenomeno fuori controllo, quale quello del randagismo, non certo per imperizia o negligenza, ma per l’impossibilità, con i mezzi comunali, di contrastare questa autentica piaga».

Per il coordinatore dell’Anci, che già in passato si è polemicamente posto contro chi dovrebbe garantire risorse finanziarie e norme adeguate, «Giovanni Venticinque, in tutta questa storia ha una sola colpa: trovarsi a fare il Sindaco. Per queste ragioni a nome mio personale e dell’Anci esprimo tutta la solidarietà al collega di Scicli, convinto che riuscirà a dimostrare che le responsabilità sui drammatici fatti della scorsa primavera risiedono altrove».

IL SINDACO DI VITTORIA NICOSIA: "RESTITUIAMO LE FASCE DI SINDACI AL GOVERNO NAZIONALE"
Esprimendo solidarietà al collega Giovanni Venticinque, il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia lancia la provocatoria proposta di restituire per protesta le fasce di sindaci.

«Siamo arrivati al ridicolo – ha dichiarato Nicosia - e era i sindaci devono anche diventare accalappiacani. Chiedo al presidente provinciale dell’Anci, Giuseppe Nicastro, di farsi portavoce di una forte azione di protesta, oltreché di una proposta ai più alti livelli dell’associazione, per una modifica legislativa. Non è addossando responsabilità penali ai sindaci che si risolve il problema del randagismo o del pessimo mantenimento in cattività dei cani. I sindaci, oggi, hanno mille competenze e spesso non riescono spesso, a causa del drastico taglio dei fondi, nemmeno a garantire l’assistenza agli anziani, ai minori in difficoltà, ai diversamente abili.

I vari Sgarbi, Chiamparino, Iervolino, Cacciari, Cammarata o, per restare a livello provinciale, Nicosia, Venticinque, Di Pasquale - aggiunge Nicosia - non possono essere trasformati in ossi da sbranare allorquando si ricercano responsabilità sociali e di altre istituzioni superiori che non riescono ad emanare normative di reale sostegno agli enti locali. Al collega Venticinque va tutta la mia solidarietà; tra l’altro, so che si è esposto personalmente per salvare la turista tedesca aggredita dai cani che hanno ucciso il piccolo Giuseppe. E allora - conclude il primo cittadino di Vittoria - non resta che la protesta, e per questo propongo di consegnare le fasce di sindaci al governo nazionale».

IL SINDACO DI RAGUSA DIPASQUALE: "LO STATO CI DEVE AIUTARE ECONOMICAMENTE"
Ennesima riunione dell´Unità operativa territoriale in Prefettura, presieduta dal prefetto Carlo Fanara per discutere del fenomeno del randagismo. Il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale ha dichiarato: »Ancora una volta debbo lamentare l´assoluta mancanza di interlocuzione diretta con i livelli nazionali e regionali che, su un problema non secondario come questo, sono assenti e parlano per interposta persona.

Per quanto mi riguarda, mi sono persuaso che il Sottosegretario Martini su questo problema porta avanti solo azioni basate su vuoti slogan ma nel concreto nel suo operato nulla si intravede che possa veramente contrastare il fenomeno del randagismo. Attenendomi in particolare all´incontro svoltosi in Prefettura, debbo segnalare che, per debellare definitivamente tale fenomeno, l´ intervento del Sottosegretario Martini e dell´Assessore Russo si limita per il Comune di Ragusa alla somma di 50 mila euro, a fronte di una spesa che il Comune stesso ha sostenuto nel periodo dal 2004 ad oggi di oltre 700 mila euro.

ศ troppo facile rimandare tutte le responsabilità ai Sindaci che devono garantire i servizi necessari ai cittadini, quando a questi non vengono assegnate le risorse necessarie a tale scopo.

Intendo ribadire come - conclude Dipasquale - a fronte della nostra (mi riferisco ai Sindaci della provincia iblea) volontà di affrontare concretamente il problema, l´ intervento dei Governi nazionali e regionali si basi solo su strumenti demagogici e sterili provocazioni»