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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1135
SCICLI - 17/06/2009
Cronache - Scicli: il presunto custode dei cani assassini del Pisciotto

In libertà Virgilio Giglio dopo oltre 2 mesi ai domiciliari

La richiesta avanzata dal sostituto procuratore Maria Mocciaro è stata accolta dal magistrato. Soddisfatto l’avvocato Riccotti
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo oltre due mesi agli arresti domiciliari, è stato rimesso martedì pomeriggio in libertà lo sciclitano Virgilio Giglio (nella foto), arrestato lo scorso marzo dai Carabinieri per omicidio colposo. Il 64enne era ritenuto essere il possessore dei cani che sbranarono vivo in contrada Pisciotto il piccolo Giuseppe Brafa, 10 anni, e che aggredirono il giorno seguente una giovane turista tedesca sulla spiaggia.

E’ stato lo stesso sostituto procuratore Maria Mocciaro, titolare dell’inchiesta sui cani assassini, a richiedere la remissione in libertà dello sciclitano, dopo aver letto un corposo dossier di 250 pagine ed aver ascoltato per oltre quattro ore la scorsa settimana lo stesso Giglio, alla presenza dell’avvocato di fiducia Francesco Riccotti.

Il gip Maurizio Rubino ha sciolto la riserva, accogliendo l’istanza di scarcerazione e rimettendo in libertà l’anziano sciclitano, con il solo obbligo di non uscire di casa nelle ore notturne. L’avviso è stato notificato dai Carabinieri al domicilio di Giglio intorno alle 18. Lo sciclitano potrà continuare ad abitare nella casa del padre, peraltro deceduto di recente, dal momento che il casolare rustico di contrada Pisciotto resta sotto sequestro. Giuseppe Brafa fu ucciso ad una manciata di metri dall’abitazione dello sciclitano, senza che questi si accorgesse di nulla.

Quando arrivarono i soccorsi e il bimbo in fin di vita venne trasportato in ospedale, era ormai troppo tardi. L’avvocato Riccotti ha sempre sostenuto che i randagi assassini non appartenessero alla ventina di cani affidati in custodia a Giglio, che, in base alle foto mostrate in sede d’interrogatorio, avrebbe riconosciuto uno ad uno quelli suoi, di cui si occupava ogni giorno. Le precedenti istanze di scarcerazione erano state rigettate dallo stesso gip e dai giudici del tribunale del riesame di Catania.