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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 682
SCICLI - 15/03/2009
Cronache - Scicli: riceviamo e pubblichiamo

Presunti abusi al "Cataudella" di Scicli, rettifica del legale

In riferimento all’articolo da noi pubblicato riportiamo integralmente la lettera inviataci in redazione dall’avvocato Cesare Borrometi

In riferimento all´articolo da noi pubblicato sui presunti abusi al "Cataudella" di Scicli, riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di rettifica inviataci in redazione dall´avvocato Cesare Borrometi.

Scrivo la presente in nome e per conto del Prof. Salvatore Emmolo, che assisto, manifestando stupore ed indignazione per l´articolo apparso su codesta testata in merito al processo cui il Prof. Emmolo è, in atto, sottoposto e relativo, detto articolo, all´udienza tenutasi il pomeriggio dello scorso 11 marzo avanti il Tribunale di Modica.

Trattasi, invero, di processo a porte chiuse, al quale, dunque, nessun estraneo, giornalisti compresi, è ammesso. Ciò posto, il Prof. Emmolo, onde esercitare ogni tutela cui ha diritto, desideragli sia fornito il nominativo di chi avrebbe riferito a codesta testata le notizie riportate nell´articolo di cui sopra, nel quale in particolare si riferisce del presunto aggravamento della posizione processuale del Prof. Emmolo e la circostanza, non vera, che i quattro testi sottoposti ad esame avrebbero confermato i fatti di cui all´imputazione.

Mi corre l´obbligo di far presente che, in mancanza di tale indicazione, dovrà presumersi che l´articolo sia frutto di pura fantasia di codesta testata, di talchè, su espresso mandato già conferitomi dal Prof. Emmolo, procederò legalmente in sede civile e penale in danno di codesta testata
In ogni caso resta la palese scorrettezza sostanziata dalla informazione che è stata da voi resa e ciò per i seguenti motivi:

1) nell´articolo non si fa presente che, all´udienza del 11 u.s. sono stati sentiti come testi solo quattro alunni su diciannove di cui la classe in questione è composta (uno degli alunni è la presunta parte offesa, altro alunno era assente il giorno dei fatti ma verrà ugualmente sentito);

2) è assolutamente falso che i quattro alunni sentiti abbiano confermato fatti di cui all´imputazione che, più d´uno di essi ha, piuttosto, dichiarato di non aver visto (le registrazioni dei verbali delle deposizioni ne sono riprova);

3) anche qualora fosse ammessa la pubblicazioni delle notizie (si ribadisce: non veritiere) di cui si discute, posto che si tratta di notizie delle quali il cronista non può avere contezza diretta, sarebbe stato obbligo, non solo deontologico, di verificarne l´attendibilità sentendo anche "l´altra campana";

4) si tralascia ogni commento sul concetto di "aggravamento" della posizione del Prof. Emmolo, aggravamento cui l´articolo, pure, fa riferimento. Trattasi di espressione, in realtà, priva di qualsivoglia possibilità di oggettiva valutabilità, tant´è che, in tutta onestà e buona fede, questa difese è convinta, invece, dell´esatto contrario; è convinta, cioè, che, proprio in esito all´udienza considerata, la posizione del Prof. Emmolo si è ancor più alleggerita, ove mai ne avesse avuto bisogno, e ciò grazie alle ricorrenti e palesi contraddizioni in cui anche alcuni dei testi sentiti all´udienza dell´11 scorso, sono incorsi, se non si vuol addirittura considerare che, sempre alcuni dei testi predetti hanno contribuito a far luce sui fatti opponendo alle domande rivolte loro assordanti silenzi.

Ritenuto che la pubblicazione dello stigmatizzato articolo, viola il principio della riservatezza degli atti giudiziari non pubblici, e, in aggiunta, quello della correttezza dell´informazione, nonchè quello dell´obbligo di rispettare l´altrui dignità ed onorabilità, principio, quest´ultimo, del quale l´obbligo di riferire la verità è irrinunciabile corollario.

Avvocato Cesare Borrometi