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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1544
SCICLI - 16/02/2009
Cronache - Scicli: la giovane vittima dell’incidente di lunedì

Scicli ha seppellito Ciccio Veneziano tra dolore e incredulità

Una folla commossa ai funerali nella chiesa del Carmine
Foto CorrierediRagusa.it

Il cielo di Scicli ha pianto. Un’atmosfera irreale, di sospensione si respirava mercoledì per le vie di Scicli. Negozi chiusi, saracinesche abbassate, tutti incamminati silenziosi verso piazza Carmine.

I funerali di Francesco Veneziano, il 32enne morto in un incidente stradale sul ponte Guerrieri, hanno incupito l’animo della comunità che in quel ragazzo semplice, sorridente, giocoso, aveva riconosciuto un suo figlio.

Maria Teresa Spanò, la mamma di Francesco Veneziano, ha trovato la forza di parlare, in chiesa: "Francesco non lo sapeva dire, non era bravo a usare le parole, ma il suo bisogno di stare sempre in compagnia degli amici era amore. Francesco amava. E il bisogno di stare sempre insieme ai compagni era amore. Francesco voleva dirci di stare vicini. Grazie. Grazie a tutti".

Un suo amico legge una poesia: «La morte ti ha colto alle spalle, non ha avuto il coraggio di guardarti in faccia. Perché se ti avesse guardato in viso, avrebbe capito di sbagliare.»

A portare in spalla la bara i colleghi di lavoro di Francesco, i dipendenti della ditta giarratanese dove lavorava come operaio, i compagni di squadra del calcio a cinque, in tuta. «Chè deve esserci un modo di vivere senza dolore», sembra di leggere nei loro volti.

Padre Ruta, durante l’omelia parla della Pasqua di Resurrezione a Scicli, festa amata da Francesco, sempre confuso tra il corpo bandistico, a inneggiare alla Gioia e alla vita, in quella stessa piazza che oggi è il luogo del suo arrivederci.

Non si danno pace i compagni, gli amici. Qualche giorno ancora, e Francesco avrebbe terminato, per sua scelta, di fare su e giù da Giarratana. E’ morto mentre andava a lavorare, Francesco Veneziano. Di notte, quando gli altri in genere dormono. Ma i suoi occhi continueranno a vedere la luce negli occhi di un’altra persona, i familiari hanno donato le cornee.

Sui boccioli di rose rosse i compagni di squadra hanno posato la maglietta numero 46, «Ciccio», così, per antonomasia.

L’amore per il calcio, le canzoni di Ligabue, la sua vita sociale inscindibile da quella dei compagni di gioco, la semplicità del suo porgere schietto e senza formalità, il suo legame per la vita e per gli amici sono apparsi silenziosi nei volti delle migliaia di persone che lo hanno omaggiato. Stretti intorno al padre Giuseppe, alla mamma Maria Teresa, al fratello maggiore Emanuele. Anche il cielo ha pianto.

(Fonte: sciclinews.com)


LA CRONACA DELL´INCIDENTE MORTALE
di Duccio Gennaro


Francesco Veneziano è morto nel cuore della notte di lunedì. Da un tragico evento è scaturito un atto d´amore: l’operazione di prelievo delle cornee, dopo l’assenso dato dai familiari, eseguita all’ospedale Maggiore di Modica sotto il coordinamento del direttore sanitario Raffaele Elia ed eseguita dal primario di oculistica Nino Bongiorno con la collaborazione dell’anestesista Santo Milardi. Le cornee sono state trasferite alla banca centrale regionale a Palermo.

Francesco Veneziano, noto agli amici come Ciccio, che viaggiava in sella ad uno scooter, è morto sul colpo a seguito dell’incidente verificatosi all’imbocco del viadotto Guerrieri a Modica nello scontro con una "Renault Megane" alla cui guida era M.R., 34 anni, di Modica. Secondo la ricostruzione della polizia stradale il motociclo Kymco su cui viaggiava Francesco Veneziano è stato urtato dalla Renault mentre questa era in fase di sorpasso visto che i due mezzi si dirigevano entrambi verso Ragusa.

I rilievi della stradale tuttavia fanno anche pensare ad un violento tamponamento della macchina contro il motociclo visto che il parabrezza della macchina ed il frontale sono stati danneggiati in modo significativo. Francesco Veneziano è stato sbalzato prima sul parabrezza tanto che questo è andato in frantumi ed è poi finito sul selciato.

Gli agenti della stradale ed i vigili del fuoco del distaccamento di Modica hanno trovato il corpo del giovane praticamente senza vita ad una cinquantina di metri dal luogo dell’impatto mentre il ciclomotore ha finito la sua corsa contro il guard rail. L’uomo non ha riportato traumi particolari ed ha avuto la lucidità di cercare aiuto nonostante il suo evidente stato di shock per quanto accaduto.

La morte è stata dovuta ai vari traumi riportati in tutte le parti del corpo anche se il giovane indossava il casco protettivo. Il padre ha appreso la notizia della morte del figlio al momento del suo arrivo in ufficio presso la sede dell’agenzia delle entrate di Modica sulla Ss115. Francesco Veneziano ha frequentato l’istituto agrario nella sua città natale e dopo il diploma si è iscritto al corso di laurea in scienze agrarie a Ragusa dove ha conseguito la minilaurea. Veneziano lavorava alle dipendenze della ditta Busso a Giarratana e si dirigeva presso il centro montano per il turno di lavoro fissato per le 4 del mattino: Francesco è il secondo figlio dei coniugi Veneziano, la cui madre, Maria Teresa Spanò, docente in pensione, svolge attività teatrale con una compagnia amatoriale.

Nella galleria sotto, le foto della vittima e dell´incidente. Cliccateci sopra per ingrandirle.

Il punto dell´impatto I rottami della Renault Megane Lo scooter in sella al quale viaggiava la vittima
In ricordo di Francesco "Ciccio"  Veneziano