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Giovedì 18 Gennaio 2018 - Aggiornato alle 23:20 - Lettori online 741
SCICLI - 12/01/2018
Cronache - Le indagini dei carabinieri

Operazione "Verdura e devozione" con 4 arresti

Gli arrestati sono tutti di Scicli e già noti alle forze dell’ordine per vari reati Foto Corrierediragusa.it

I carabinieri l´hanno chiamata "Verdura e devozione" l´operazione condotta all´alba che ha portato all´arresto di 4 persone implicate in un fiorente giro di spaccio di droga. Le manette sono scattate per gli sciclitani Mimmo Mormina, Antonello Ingallinesi, Guglielmo Inì e Giuseppe Mililli (nella foto in senso orario), rispettivamente di 43, 46, 56 e 29 anni e già noti alle forze dell´ordine per vari reati. Le indagini dei militari, cominciate nel settembre 2016, sono andate avanti con pedinamenti, appostamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche fino agli arresti in flagranza con contestuale recupero dello stupefacente. La droga veniva spacciata in un bar del centro storico di Scicli, come accertato dai carabinieri anche grazie alle testimonianze di numerosi assuntori.

Era lo stesso titolare, con la complicità di altri soggetti suoi collaboratori, a gestire una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina, reperita tramite diversi canali e che veniva poi venduta o consumata nello stesso bar, punto di ritrovo di molti assuntori. La scelta di indicare l´operazione con il singolare nome di "Verdura e devozione" scaturisce dall’attività di uno degli indagati principali, venditore ambulante di frutta e verdura, che ha utilizzato nelle conversazioni con gli acquirenti nomi di frutti e ortaggi per indicare in realtà le dosi di cocaina da cedere. Il termine "devozione" scaturisce invece dal linguaggio in codice con il quale il venditore ambulante indicava la disponibilità a pagare lo stupefacente: ade esempio con la frase "Sei devoto a Santa Venera"? per chiedere all´acquirente di turno se avesse disponibilità di denaro.

I militari hanno potuto accertare oltre 150 episodi di spaccio che si svolgevano principalmente nel bar, abituale luogo di ritrovo degli assuntori, 20 dei quali segnalati agli uffici competenti. "L’attività dei militari dell’arma - come ha specificato il capitano Francesco Ferrante, ha dunque permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati che sono gravati da numerosi precedenti specifici e condanne". I quattro sono stati tutti sottoposti agli arresti domiciliari.