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Mercoledì 18 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 10:34 - Lettori online 765
SCICLI - 08/06/2017
Cronache - Sentenza del gup del tribunale di Ragusa Andrea Reale

Processo villaggi turistici: 7 proscioglimenti

Deciso il proscioglimento perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato Foto Corrierediragusa.it

Si è chiuso con una sentenza di non luogo a procedere emessa dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Ragusa Andrea Reale un procedimento penale scaturito dall’indagine complessiva, avviata nel 2013, sui due villaggi turistici di Sampieri, ovvero Baia Samuele e Marsa Siclà, e su quello del litorale ispicese, ovvero Marispica. Gli indagati dalla magistratura furono sette e questo procedimento riguardava in particolare la struttura ricettiva ispicese. Si trattava dei responsabili della struttura, di dipendenti comunali di Ispica, dei responsabili di due imprese, una di Modica e un’altra di Ispica, che avrebbe autorizzato la realizzazione di un pozzo non del tutto a norma, e del legale rappresentante dell’impresa che eseguì i lavori.

Gli imputati erano il dipendente comunale Salvatore Agnello, di Ispica (doveva rispondere di omissione di atti d´ufficio), difeso dall’avvocato Enzo Galazzo; Giovanni Carmelo Buscema, imprenditore di Modica (era accusato di attività di gestione rifiuti non autorizzata), difeso dall’avvocato Salvatore Poidomani; Ernesto Cannata di Ispica, dipendente comunale (omissione di atti d´ufficio), difeso dall’avvocato Fabio Borrometi; Luigi Clementi, di Milano (smaltimento e gestione di rifiuti non autorizzato), difeso dagli avvocati Margherita Conte e Aldo Lazzaro; Francesco Donzello, di Ispica (scarico senza autorizzazione ed illecito trattamento di rifiuti), difeso dall’avvocato Giorgio Terranova; Gaetano Gennaro, dipendente comunale di Ispica (omissione di atti d´ufficio), difeso dall’avvocato Salvatore Rustico, e Giorgio Pini, di Catania (attività di gestione rifuti non autorizzata), difeso dall’avvocato Lazzaro.

Il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti ma il gup ha deciso per il proscioglimento con le formule "perchè il fatto non sussiste" e "non costituisce reato". L’indagine fu avviata dall´allora procura di Modica, in seguito alle ripetute segnalazioni di un degrado ambientale e marino, con preoccupazioni, diffuse nella collettività, per la sicurezza e la balneabilità delle acque, con particolare riferimento alla condizione dei luoghi, specie durante la stagione estiva.

Le ispezioni, disposte dalla procura ed effettuate dai carabinieri della motovedetta di Pozzallo, con l’ausilio di sommozzatori dell’arma, rilevarono la presenza di inquinamento (ampie chiazze vischiose, tracce evidenti di rifiuti organici solidi) che, sulla base della presunta provenienza delle tracce e del periodo di manifestazione del fenomeno (coincidente con il fine settimana, nel quale è notoriamente maggiore l’afflusso turistico), gli inquirenti ritennero imputabile ad un presunto sversamento indebito di rifiuti avente origine ad ovest dalla zona di rilevazione, e precisamente nel tratto di mare antistante il litorale ispicese. Ora per il gup nulla di tutto ciò, sulla base di quanto emerso nel corso del procedimento penale a porte chiuse. La vicenda mise in ginocchio le strutture ricettive, con gravi ripercussioni per i circa 400 dipendenti.