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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 460
SCICLI - 24/05/2017
Cronache - I fatti risalgono al febbraio 2014

Acqua messa a bollire in cucina: conteneva gasolio

L’indagine alla fine fu archiviata ma si punta alla riapertura dell’inchiesta Foto Corrierediragusa.it

Una donna mise sul fuoco una pentola piena d’acqua per cucinare ed improvvisamente perse i sensi, finendo in ospedale. Il malore sarebbe stato causato da esalazioni di carburante, di cui inequivocabili tracce furono rinvenute proprio nell´acqua messa a bollire. Tutto questo accadde nell´estate del 2014 e fece scattare una denuncia, anche perché nella cisterna che riforniva di acqua la casa della donna fu rilevata una patina oleosa. Le indagini furono affidate alla polizia provinciale. La vicenda si verificò in una zona rurale di Scicli. L´Arpa, che effettuò gli accertamenti, stabilì la presenza nell´acqua di idrocarburi (gasolio, per la precisione) in concentrazione considerevole (su un metro cubo, 30 centimetri di gasolio). «Lo stesso organismo – spiega l´avvocato Giuseppe Pellegrino, legale della donna – dichiarò il sito contaminato e avviò una serie di indagini».

Da ulteriori accertamenti su altri pozzi ne risultò un altro ancora più inquinato, mentre altre cisterne private risultarono essere contaminate. Fu avviato un procedimento penale nei confronti del presunto responsabile, individuato tramite accertamenti. I consulenti tecnici d´ufficio conclusero che l´inquinamento era molto localizzato. L´indagine alla fine fu archiviata ma ora l’avvocato Pellegrino punta alla riapertura dell´inchiesta, anche alla luce di alcune, nuove testimonianze. La donna alla fine se la cavò solo con un malore ed un grosso spavento ma, a tutt’oggi, il suo pozzo idrico risulta inutilizzabile.