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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1143
SCICLI - 26/07/2016
Cronache - Indagini dei carabinieri condotte tra gennaio e febbraio scorsi

Scoperti "furbetti del cartellino" a Scicli

Sono impiegati nel cosiddetto «servizio scuolabus» Foto Corrierediragusa.it

Ancora furbetti del cartellino negli Iblei. Dopo i casi, recenti e meno recenti, che hanno interessato gli enti pubblici di Vittoria e Modica, stavolta è a Scicli che i carabinieri hanno dato esecuzione a delle misure cautelari interdittive nei confronti di cinque dipendenti del comune, che, subito dopo aver timbrato il badge, si assentavano dal posto di lavoro. Le indagini, condotte nel periodo tra gennaio e febbraio 2016, hanno permesso di accertare come gli indagati, in svariate occasioni, dopo aver timbrato il cartellino per sé e per altri, si allontanavano dal posto di lavoro per svolgere faccende personali senza avere alcun permesso, non rispettando così gli orari di servizio stabiliti da contratto. I soggetti coinvolti fanno tutti parte del settore amministrativo e sono impiegati nel cosiddetto «servizio scuolabus». Gli indagati, una volta completato il servizio di trasporto alunni nelle scuole, invece di svolgere le successive mansioni previste da contratto, stando alle indagini dei militari erano invece soliti allontanarsi senza alcun permesso dal posto di lavoro, con le loro auto private e per svolgere faccende personali nonostante risultassero in servizio, in particolare, timbrando il «badge» in entrata ma uscendo subito dopo per poi ritornare a timbrare l’uscita all’orario al quale avrebbero dovuto finire il turno.

Le indagini dei carabinieri, oltre che con servizi di osservazione, controllo e pedinamento, sono state supportate da delle telecamere che riprendevano il dispositivo di controllo e timbratura dei cartellini personali dei dipendenti grazie alle quali è stato possibile accertare il modus operandi dei cinque indagati. L’accusa nei confronti degli indagati è di truffa in concorso ai danni di un ente pubblico e di false attestazioni o certificazioni da parte di dipendente pubblico. I cinque dipendenti comunali sono dunque stati sospesi dal pubblico servizio per tre mesi.