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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 529
SCICLI - 30/10/2015
Cronache - Avevano organizzato una maxi truffa di 300 mila euro

Erano del Vaticano? No: solo truffatori

Alla denuncia penale, faranno ora seguito, a cura dei finanzieri, i necessari accertamenti di natura fiscale Foto Corrierediragusa.it

«Abbiamo conoscenze in Vaticano, trasformeremo in poco tempo il vostro raccolto in denaro sonante». I millantatori della Santa sede altro non erano se non volgari truffatori che non si sono fatti scrupoli di raggirare povere persone, facendo leva sul loro stato di bisogno dettato dalla crisi che da anni affligge il settore agricolo. Ora i truffatori, sette in tutto, sono stati scoperti e denunciati dalla guardia di finanza della tenenza di Modica. Prima che i finanzieri scoprissero gli altarini, i sette denunciati avevano fatto in tempo ad organizzare un maxi truffa di 300 mila euro in danno di imprenditori agricoli e semplici agricoltori. Non a caso le denunce dalle quali sono scaturite le indagini erano state fatte da un consorzio agricolo. Sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri sono così finite due società di capitali, entrambe di Scicli, amministrate da un gruppo di sette imprenditori senza scrupoli, i quali avevano escogitato un semplice ma ingegnoso sistema truffaldino per appropriarsi, nel giro di poco meno di un anno, di merce per un valore di oltre 300 mila euro. È stato accertato, infatti, che i sette soggetti finiti sotto accusa per truffa ed appropriazione indebita, avevano costituito «ad hoc» due società aventi apparentemente fini di sostegno e supporto per le aziende agricole iblee in difficoltà, alle quali si presentavano millantando una decennale esperienza nel settore, nonché conoscenze e collegamenti con intermediari della grande distribuzione.

Come accennato i truffatori millantavano pure conoscenze con non meglio specificati personaggi ben inseriti nello Stato del Vaticano, convincendo gli ignari e sprovveduti agricoltori a cedere tutto il raccolto con la promessa di trasformarlo in moneta sonante. Decine i malcapitati caduti nella rete della truffa e diverse migliaia di chilogrammi, tra frutta ed ortaggi, sono spariti e venduti in nero. Alla denuncia penale, faranno ora seguito, a cura dei finanzieri, i necessari accertamenti di natura fiscale nei confronti delle due società che hanno operato in completa evasione delle imposte.