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SCICLI - 03/09/2015
Cronache - Per i prossimi giorni attesa la sentenza

Richieste pesanti per gli imputati dei cani assassini

Anche il comune di Scicli si è costituito parte civile nel procedimento Foto Corrierediragusa.it

E’ per l’ex sindaco di Scicli Giovanni Venticinque una delle richieste di condanna più pesanti avanzata dalla pubblica accusa nel processo sui cosiddetti cani assassini di contrada Pisciotto: cinque anni e mezzo di carcere. Pugno duro, come accennato, da parte del pm Alessia La Placa, al termine della sua requisitoria dinanzi al collegio penale presieduto dal giudice Vincenzo Saito. Giovanni Venticinque doveva tra le altre cose rispondere di omicidio colposo in concorso. La pena complessiva chiesta per tutti gli imputati è di 28 anni di carcere, di cui ben 18 anni e mezzo per i 3 medici veterinari dell’Asp 7 di Ragusa. Si tratta di Saverio Agosta, Antonino Avola e Roberto Turlà. Per quest’ultimo è stata chiesta la pena più pesante in assoluto: 8 anni e un mese di carcere, laddove evidentemente la pubblica accusa ha ravvisato maggiori responsabilità rispetto agli altri colleghi Agosta e Avola per i quali sono stati rispettivamente chiesti 6 anni e 5 mesi e 4 anni di reclusione. La pubblica accusa ha poi chiesto tre anni e 9 mesi per Virgilio Giglio, l’allora padrone dei cani che doveva pure lui rispondere, come l’allora sindaco, di omicidio colposo, ciascuno per le proprie responsabilità. Coimputato nel procedimento anche il dipendente del comune di Scicli Salvatore Calvo, per il quale sono stati chiesti 4 mesi di carcere. Per le prossime ore sono attese le arringhe difensive, dopodiché comincerà la lunga camera di consiglio, anche se è probabile che la sentenza non venga emessa prima di qualche giorno. Battute finali insomma per il processo scaturito da quei drammatici fatti verificatisi nel 2009 tra contrada Pisciotto e la spiaggia di Sampieri. Il territorio ibleo balzò alle cronache nazionali ed estere per il bimbo modicano di 10 anni Giuseppe Brafa sbranato vivo mentre pedalava in bici da un branco di randagi, gli stessi che qualche giorno dopo attaccarono anche una ragazza che faceva jogging di buon mattino sulla spiaggia di Sampieri, sfregiandole il viso e lasciandole ferite di cui ancora oggi porta le cicatrici, alcune delle quali mostrate in aula. La ragazza in questione, Marija Stefanie Mikulcic, in una delle ultime udienze venne a Ragusa dalla Germania, dove risiede, appositamente per rendere testimonianza di quei tragici eventi dai quali uscì viva per puro miracolo. Non fu invece altrettanto fortunato il bambino, che fece una morte orribile. La donna in lacrime ripercorsero quei terribili momenti, quando i cani la accerchiarono all’improvviso sulla spiaggia deserta e la attaccarono, azzannandola al volto e alle braccia. Poco distante si trovava lo stesso Venticinque, che assistette impotente alla terribile scena. La ragazza era in vacanza e non avrebbe mai potuto immaginare di ritrovarsi in un incubo ad occhi aperti. Solo il tempestivo intervento di un carabiniere della compagnia di Modica, Carmelo Litrico, che mise in fuga i randagi, scongiurò un’altra possibile tragedia.

Anche le testimonianze dei due carabinieri che per primi giunsero sul luogo della tragedia fece ghiacciare il sangue nelle vene ai presenti in aula: «Il bambino era in un lago di sangue, dilaniato da quattro cani che gli stavano ancora attorno. Mi tolsi la giacca per scacciarli e mi chinai sul piccolo, che, con un filo di voce, mi chiese di portarlo via da lì, perché sentiva tanto freddo». Questi alcuni stralci della toccante rievocazione di quei tragici momenti che costituirono il prologo della contorta vicenda. Parti civili sono i genitori e i parenti di Giuseppe Brafa, l’Asp di Ragusa, e poi ancora Paola Bruna Finotti, Giorgio Pluchino, Giovanni Buscema e la teste a suo tempo sentita dai giudici Marija Stefanie Mikulcic: tutti e quattro furono vittime di aggressioni da parte dei randagi. Anche il comune di Scicli si è costituito parte civile nel procedimento con l´avvocato Bartolo Iacono. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Enrico Platania, Giovanni Riccotti La Rocca, Francesco Riccotti, Fabio Ferrara, Fabio Borrometi, Luigi Piccione e Rosario Avveduto.