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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 617
SCICLI - 09/05/2015
Cronache - Incardinato il procedimento con alla sbarra 11 imputati

Al via processo ad ex sindaco Scicli e ai fratelli Mormina

In aula erano presenti ieri solo gli imputati trasferiti dai luoghi di detenzione: Giovanni e Ignazio Mormina, Ugo Lutri e Giacomo Fidone Foto Corrierediragusa.it

A poco più di una settimana dallo scioglimento del consiglio comunale di Scicli per infiltrazioni mafiose deliberato dal consiglio dei ministri, è stato incardinato ieri il procedimento scaturito dalla vicenda da cui presero le mosse tutti i successivi accadimenti. Tra gli 11 imputati spicca il già sindaco Franco Susino (foto), dimessosi dalla carica lo scorso 23 dicembre. I reati contestati comprendono l’associazione mafiosa, anche a titolo di concorso esterno (come nel caso di Susino), truffa, estorsione e furto. Alla sbarra pure Renzo Gazzè, Lorenzo Trovato, Giovanni Distefano, Bartolomeo Cannella, Vincenzo Tumino, Giovanni Mormina, Ugo Lutri e Giacomo Fidone, oltre ai fratelli Ignazio e Franco Mormina. Come accennato, il processo scaturisce dall’operazione «Eco» condotta dai carabinieri e attinente al presunto condizionamento criminale vicino ad ambienti mafiosi del servizio di raccolta dei rifiuti a Scicli. Il collegio penale, presidente Saito, a latere Manenti e Levanti, ha ammesso tra le parti civili anche l’associazione «Codici onlus» che si è così aggiunta all’associazione «Obiettivo legalità», al comune di Scicli, alla ditta «Ecoseib» che gestiva il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e ad altri tre privati cittadini.

In aula erano presenti ieri solo gli imputati trasferiti dai luoghi di detenzione: Giovanni e Ignazio Mormina, Ugo Lutri e Giacomo Fidone. Non c’era invece Franco Mormina, ritenuto essere dagli inquirenti a capo dell’organizzazione e che, secondo l’accusa, avrebbe imposto il suo controllo sulla gestione del servizio di raccolta rifiuti, compromettendo anche la regolare attività dell’azienda. In questa prima udienza sono stati altresì sentiti tre testi, tutti parti offese, citati dal pm Valentina Sincero della direzione distrettuale antimafia di Catania, che coordinò a suo tempo le indagini.

L’interrogatorio dei testimoni è stato incentrato sui rapporti interni che avrebbero influito sulla normale attività dell’azienda. Molti i «Non ricordo» dei teste alle domande della pubblica accusa. Dalle dichiarazioni è però emerso come fossero frequenti le pressioni di Mormina affinché alcuni dipendenti si licenziassero per poter procedere così alle assunzioni di persone a lui vicine. Le prossime udienze sono state fissate al 12 giugno e al 23 ottobre per l’audizione di altri teste, tra cui l’allora titolare della «Ecoseib» e 4 dipendenti.