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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1375
SCICLI - 05/02/2015
Cronache - La situazione sempre più pesante del comune

Certificato antimafia non più valido per "Ecoseib" a Scicli

Intanto a preoccupare il commissario Ferdinando Trombadore è l’affidamento temporaneo e urgente del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti Foto Corrierediragusa.it

Pare proprio che si respiri sempre di più "odor" di mafia a Scicli: non a caso il certificato antimafia della "Ecoseib", la ditta che si occupa della gestione dei rifiuti, non è più valido. La prefettura ha trasmesso l´informazione interdittiva al comune e il commissario Ferdinando Trombadore ha immediatamente sospeso l´appalto del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Un atto, quello della prefettura, che sembra preludere allo scioglimento del consiglio comunale, per mafia appunto. Si aspetta infatti l´esito dell´inchiesta della triade prefettizia ma i primi "presagi" sono già arrivati dalle dimissioni del sindaco Franco Susino, dalle defezioni di alcuni assessori e consiglieri, e adesso pure dalla certificazione sulla "Ecoseib". Intanto a preoccupare il commissario Ferdinando Trombadore è l´affidamento temporaneo e urgente del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, la cui gestione precedente è sotto la lente d´ingrandimento degli inquirenti nell´inchiesta della Dda di Catania che ha coinvolto 11 persone. Le indagini dei carabinieri di Modica hanno contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, truffe e minacce. Le indagini avrebbero consentito di assumere elementi di prova sull´esistenza del sodalizio criminale di stampo mafioso operante a Scicli, promosso e capeggiato da Franco Mormina.

L´organizzazione criminale facente capo anche ad alcuni suoi parenti, avrebbe assunto il controllo della ditta "Ecoseib" appaltatrice dal 21 ottobre 2010 del servizio di rsu e di cui i Mormina erano operai. Le intimidazioni verso titolare, capo cantiere e alcuni degli operai costringevano l´imprenditore ad assoggettarsi alle estorsioni per ottenere indebiti profitti mediante la falsa rendicontazione delle spese del carburante, le assunzioni di alcune persone o il licenziamento
di altre non "gradite".

Nella foto il municipio