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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 936
SCICLI - 26/11/2014
Cronache - L’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania

Iacono non è più il legale del comune

L’avvocato la lasciato l’incarico, come già preannunciato lo scorso luglio Foto Corrierediragusa.it

Avviso di conclusione indagini per l’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania che ha coinvolto il sindaco di Scicli, Franco Susino, per presunte infiltrazioni mafiose al Comune. Tutto ciò era avvenuto lo scorso luglio a seguito dell’arresto di cinque presunti affiliati di una cosca mafiosa catanese e la denuncia di altre sei persone per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito del sistema rifiuti in città e dell’affissione dei manifesti elettorali. A questo punto, come già preannunciato in conferenza stampa sempre in luglio, l’avvocato Bartolo Iacono (foto), che era stato chiamato a difendere l’ente nel procedimento, ha rinunciato all´incarico. Il Comune, allora, ha chiamato per il patrocinio l’avvocato Ignazio Galfo, sempre del Foro di Modica. Iacono, nei fatti, aveva preannunciato sin dalla prima conferenza stampa successiva alla notifica dell’avviso di garanzia al Sindaco, che avrebbe immediatamente riconsiderato l’accettazione dell’incarico di difendere il Comune quale persona offesa nel procedimento penale, non appena fosse stata formalizzata un’accusa anche solo con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dello stesso primo cittadino.

Ed è stato di parola, anche in in considerazione della natura fiduciaria dell’incarico che gli era stato affidato che «per la piena convinzione dal primo momento espressa pubblicamente e oggi diventata assoluta a seguito della conoscenza degli atti, della estraneità di Susino a qualsivoglia coinvolgimento nella vicenda e della assoluta trasparenza e correttezza dello stesso». Al sindaco – spiega Bartolo Iacono – al quale va sul piano personale la mia solidarietà e vicinanza, auguro di poter al più presto venire fuori da questa brutta storia e che finalmente si faccia quella chiarezza necessaria a restituirgli serenità e quella dignità che molti in questi mesi hanno calpestato. Mi rammarico del fatto che nessuno sarà chiamato a chiedergli scusa e non mi riferisco solo ai dileggiatori della situazione, per averlo trascinato in questa orribile storia».

SUSINO NON SI DIMETTE? SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE!
Non si era mai vista una determinazione tale da parte di un attivista politico per esortare un sindaco alle dimissioni: accade invece a Scicli, dove un attivista grillino sta facendo lo sciopero della fame e della sete fino a quando il sindaco Franco Susino non lascerà la poltrona. E´ l´ultima tegola che, in ordine di tempo, si abbatte su una Giunta che sta lottando strenuamente per restare al suo posto. Domenico Corso, attivista sciclitano del movimento Cinque Stelle, si è appeso un cartello al collo e ha annunciato così la più clamorosa delle proteste. I grillini sostengono ovviamente l’attivista.

LA TRIADE PREFETTIZIA HA ULTIMATO LA SUA INDAGINE
Intanto la triade prefettizia nominata per decidere lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Scicli e del consiglio comunale venerdì 28 novembre consegnerà al Ministro dell´Interno Alfano e del Primo Ministro Renzi la relazione sulle indagini dalla quale dipenderanno le sorti dell’ente. Una accelerazione repentina e inattesa da parte della triade prefettizia che lo scorso mese aveva chiesto una proroga fino a gennaio 2015 rispetto all’originario termine di scadenza del 15 ottobre. Ora la nuova scadenza è, come accennato, venerdì 28 novembre.

La commissione di accesso agli atti nominata dal prefetto Annunziato Vardè aveva sentito i venti consiglieri comunali e già nelle scorse settimane la commissione, composta dal vice prefetto aggiunto di Messina Caterina Minutoli, dal vice comandante della polizia tributaria di Ragusa Salvatore Cannizzo e dal capitano della compagnia dei carabinieri di Modica Edoardo Cetola, aveva acquisito documentazione varia riconducibile alle amministrazioni rette dai sindaci Bartolomeo Falla, Giovanni Venticinque e dallo stesso Susino succedutesi in questi ultimi 16 anni alla guida del comune. Subito dopo la pausa estiva erano stati ascoltati anche i più alti funzionari dell’ente con riferimento alla contabilità ed ai bilanci. In almeno un caso l’interrogatorio è durato oltre tre ore. I commissari prefettizi intendono, tra le altre cose, accertare dai diretti interessati come sono stati disposti i flussi di spesa e con quale priorità. Una parte determinante del lavoro ispettivo riguarda la contabilità e i bilanci dell´ente e le manovre finanziarie compiute nell’ultimo periodo. L’indagine riguarda soprattutto gli atti più recenti e anche per tale ragione erano stati convocati e sentiti pure i consiglieri dimissionari.

L’inchiesta, condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Catania, vede tra gli altri indagati il sindaco Franco Susino per concorso esterno in associazione mafiosa. Dalla relazione della triade prefettizia ci si renderà conto se l’amministrazione e il consiglio comunale, nel corso degli ultimi 16 anni, hanno subito e subiscono condizionamenti mafiosi esterni oppure no e se sarà applicabile l’articolo 143 del Tuel, che prevede lo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose. Rischiano difatti di essere sciolti per mafia l´ente comune e il consiglio comunale.

I componenti della Commissione, in stretto raccordo con la Dda di Catania, hanno ascoltato a più riprese tutti i consiglieri comunali. Audizioni verbalizzate e ora poste alle attente valutazioni degli inquirenti. Molti settori esterni avrebbero cercato di «condizionare» le decisioni politiche prese dentro il palazzo. Rileggendo i fatti di cronaca nera che si sono susseguiti a Scicli negli ultimi 15 anni, non c’è da stare allegri. Danno adito a diverse interpretazioni. Le pressioni per gli appalti di affissione dei manifesti elettorali (ultimo filone inquietante), le decine di attentati incendiari di automobili, i due grossi roghi di locali pubblici, guarda caso di proprietà di due consiglieri comunali. Ultimo atto, dunque, venerdì 28 novembre.