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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 961
SCICLI - 24/11/2014
Cronache - La clamorosa protesta di Domenico Corso del Movimento 5 stelle

Niente cibo e acqua contro Susino!

La triade prefettizia consegnerà la relazione al Ministro dell’Interno Alfano e del Primo Ministro Renzi Foto Corrierediragusa.it

Non si era mai vista una determinazione tale da parte di un attivista politico per esortare un sindaco alle dimissioni: accade invece a Scicli, dove un attivista grillino sta facendo lo sciopero della fame e della sete fino a quando il sindaco Franco Susino non lascerà la poltrona. E´ l´ultima tegola che, in ordine di tempo, si abbatte su una Giunta che sta lottando strenuamente per restare al suo posto. Domenico Corso (foto), attivista sciclitano del movimento Cinque Stelle, si è appeso un cartello al collo e ha annunciato così la più clamorosa delle proteste. I grillini sostengono ovviamente l’attivista.

Intanto la triade prefettizia nominata per decidere lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Scicli e del consiglio comunale venerdì 28 novembre consegnerà al Ministro dell´Interno Alfano e del Primo Ministro Renzi la relazione sulle indagini dalla quale dipenderanno le sorti dell’ente. Una accelerazione repentina e inattesa da parte della triade prefettizia che lo scorso mese aveva chiesto una proroga fino a gennaio 2015 rispetto all’originario termine di scadenza del 15 ottobre. Ora la nuova scadenza è, come accennato, venerdì 28 novembre.

La commissione di accesso agli atti nominata dal prefetto Annunziato Vardè aveva sentito i venti consiglieri comunali e già nelle scorse settimane la commissione, composta dal vice prefetto aggiunto di Messina Caterina Minutoli, dal vice comandante della polizia tributaria di Ragusa Salvatore Cannizzo e dal capitano della compagnia dei carabinieri di Modica Edoardo Cetola, aveva acquisito documentazione varia riconducibile alle amministrazioni rette dai sindaci Bartolomeo Falla, Giovanni Venticinque e dallo stesso Susino succedutesi in questi ultimi 16 anni alla guida del comune. Subito dopo la pausa estiva erano stati ascoltati anche i più alti funzionari dell’ente con riferimento alla contabilità ed ai bilanci. In almeno un caso l’interrogatorio è durato oltre tre ore. I commissari prefettizi intendono, tra le altre cose, accertare dai diretti interessati come sono stati disposti i flussi di spesa e con quale priorità. Una parte determinante del lavoro ispettivo riguarda la contabilità e i bilanci dell´ente e le manovre finanziarie compiute nell’ultimo periodo. L’indagine riguarda soprattutto gli atti più recenti e anche per tale ragione erano stati convocati e sentiti pure i consiglieri dimissionari.

L’inchiesta, condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Catania, vede tra gli altri indagati il sindaco Franco Susino per concorso esterno in associazione mafiosa. Dalla relazione della triade prefettizia ci si renderà conto se l’amministrazione e il consiglio comunale, nel corso degli ultimi 16 anni, hanno subito e subiscono condizionamenti mafiosi esterni oppure no e se sarà applicabile l’articolo 143 del Tuel, che prevede lo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose. Rischiano difatti di essere sciolti per mafia l´ente comune e il consiglio comunale.

I componenti della Commissione, in stretto raccordo con la Dda di Catania, hanno ascoltato a più riprese tutti i consiglieri comunali. Audizioni verbalizzate e ora poste alle attente valutazioni degli inquirenti. Molti settori esterni avrebbero cercato di «condizionare» le decisioni politiche prese dentro il palazzo. Rileggendo i fatti di cronaca nera che si sono susseguiti a Scicli negli ultimi 15 anni, non c’è da stare allegri. Danno adito a diverse interpretazioni. Le pressioni per gli appalti di affissione dei manifesti elettorali (ultimo filone inquietante), le decine di attentati incendiari di automobili, i due grossi roghi di locali pubblici, guarda caso di proprietà di due consiglieri comunali. Ultimo atto, dunque, venerdì 28 novembre.