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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 644
SCICLI - 18/06/2008
Cronache - Scicli - Manette per un albanese, un tunisino e un libico

La multi etnica banda degli allegri spacciatori: 3 arresti

Spacciavano cocaina nel quartiere di Santa Maria La Nova Foto Corrierediragusa.it

Un albanese, un tunisino e un libico. Tre diverse etnie «fuse» in una banda con un unico scopo: fare i soldi spacciando cocaina nel quartiere di Santa Maria la Nova. E però arrivata la polizia a guastare la festa alla banda multi etnica composta da Veiz Topi (nella foto), 24 anni, albanese, il più giovane del gruppo; Jaida Saber, 25 anni, tunisino e Ossama Ghorab 31 anni, della Libia. Il terzetto teneva un «ingombrante» inquilino nell’abitazione di via Porticale dalla quale spacciavano: un pastore tedesco di grossa stazza utilizzato per intimidire gli ospiti sgraditi.

I poliziotti, che rientravano in questa categoria, hanno dovuto prendere le loro brave precauzioni, per non rischiare di finire azzannati. Favoriti da un pizzico di fortuna, che non guasta mai, gli agenti hanno preso un micio che sonnecchiava da quelle parti e lo hanno mostrato al pastore tedesco che si è subito buttato all’inseguimento del gatto, che ha poi trovato riparo sul balcone di una casa vicina. E così mentre Fido abbaiava contro il micio, gli agenti facevano scattare le manette per detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio. Saber aveva tentato di sgattaiolare tra i vicoli, un po’ come aveva fatto il micio.

Ma i poliziotti lo hanno subito agguantato, scoprendo in commissariato che il tunisino era già stato colpito nel 2004 da un decreto d’espulsione dal territorio italiano. Ghorab si è invece rivelato essere un latitante. Era difatti ricercato per reati di droga commessi a Trento, la cui procura aveva spiccato un ordine di carcerazione. E’ evidente che Ghorab si sentiva fin troppo sicuro dei fatti suoi, se aveva deciso di continuare a spacciare droga assieme ad altri due immigrati, peraltro clandestini. Anche se non risulta nulla dalla fedina penale di Topi, i poliziotti hanno accertato che non era in possesso del permesso di soggiorno.

Al reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, quindi, si aggiunge altresì l’aggravante della clandestinità. I dettagli dell’operazione antidroga sono stati illustrati dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino. Nell’abitazione dei tre clandestini, intestata a Topi, sono stati rinvenuti 35 grammi di cocaina pura pronta per essere tagliata in dosi, due bilancini elettronici di precisione e contante, ritenuto provento dello spaccio. Il via vai pressoché costante di tossicodipendenti aveva messo sul chi vive i residenti del quartiere e della viuzza in particolare.

Da lì le segnalazioni e le conseguenti indagini della polizia, che avevano studiato le abitudini dei tre spacciatori. Questi, a turno, agganciavano gli acquirenti in piazza, dove proliferava il passaparola. La coca veniva ceduta sempre nella piccola abitazione, mai all’esterno. Un «pellegrinaggio» che ha subito attirato l’attenzione, ma del quale non si erano minimamente curati i tre immigrati che, peccando d’imprudenza, sono finiti al fresco. Le indagini proseguono per scoprire le fonti di approvvigionamento della banda, che spacciava solo coca di prima scelta.

Ossama Ghorab Jaida Saber