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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1144
SCICLI - 17/10/2014
Cronache - Il blitz nell’ufficio della segreteria comunale è cominciato di buon mattino

Maxi sequestro di incartamenti al comune di Scicli

Per diverse ore gli uffici della segreteria sono rimasti praticamente inaccessibili Foto Corrierediragusa.it

Maxi sequestro di incartamenti in municipio da parte dalla Guardia di Finanza. Dopo alcune ore negli uffici comunali, le fiamme gialle se ne sono uscite portandosi via numerosi atti amministrativi. Il blitz nell’ufficio della segreteria comunale è cominciato di buon mattino e si è concluso con il sequestro di atti che pare riguardino contratti relativi a concessioni di suolo pubblico per la realizzazione di locali. Per diverse ore gli uffici della segreteria sono rimasti praticamente inaccessibili. Poi il sequestro degli incartamenti,che, a quanto pare, si ricollega all’attività d´indagine che dallo scorso 21 luglio viene condotta in municipio dalla commissione prefettizia, che, come anticipato da Corriere di Ragusa .it, ha chiesto una proroga di tre mesi delle indagini al ministro dell’Interno Angelino Alfano. La conclusione delle indagini slitta quindi a gennaio 2015 rispetto alla originaria data del 15 ottobre.

La Commissione di accesso disposta dal prefetto Annunziato Vardè, formata dagli ufficiali della Guardia di finanza e dei Carabinieri Salvatore Cannizzo ed Edoardo Cetola, e dal vice prefetto di Messina Caterina Minutoli, ha bisogno di più tempo per il completamento delle indagini che sta conducendo dal 21 luglio scorso per rendersi conto se l’amministrazione e il consiglio comunale, nel corso degli ultimi 16 anni, hanno subito e subiscono condizionamenti mafiosi esterni oppure no. Bisognerà quindi capire se sarà applicabile l’articolo 143 del Tuel, che prevede lo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose. Rischiano difatti di essere sciolti per mafia l´ente comune e il consiglio comunale. Su quanto fatto in questi mesi estivi, oltre all’indiscrezione della proroga, non trapela nient’altro. Anche questo sequestro di documentazione potrebbe rivelarsi utile in tal senso.

I componenti della Commissione, in stretto raccordo con la Dda di Catania, hanno ascoltato a più riprese tutti i consiglieri comunali. Audizioni verbalizzate e ora poste alle attente valutazioni degli inquirenti. Molti settori esterni avrebbero cercato di «condizionare» le decisioni politiche prese dentro il palazzo. Rileggendo i fatti di cronaca nera che si sono susseguiti a Scicli negli ultimi 15 anni, non c’è da stare allegri. Danno adito a diverse interpretazioni. Le pressioni per gli appalti di affissione dei manifesti elettorali (ultimo filone inquietante), le decine di attentati incendiari di automobili, i due grossi roghi di locali pubblici, guarda caso di proprietà di due consiglieri comunali.

E poi l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa che riguarda in prima persona il sindaco Franco Susino. Fatti di cronaca reali che si intercalano nella fiction del commissario Montalbano girata in larga parte proprio a Scicli, dove la sede istituzionale di via Mormino Penna era adibito a commissariato nella finzione.