Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 913
SCICLI - 14/10/2014
Cronache - Scade la prima parte dell’inchiesta voluta dal prefetto e dai magistrati, ma si va avanti

A Scicli indagini prorogate di 3 mesi per scioglimento

Al vaglio condizionamenti esterni. Si indaga su tutti gli attentati incendiari, compresi i due ristoranti, e le pressioni per le affissioni elettorali Foto Corrierediragusa.it

Per sapere quale sarà il futuro della città di Scicli si dovrà attendere per altri 3 mesi. La Commissione prefettizia ha difatti chiesto una proroga delle indagini al ministro dell’Interno Angelino Alfano. La conclusione delle indagini slitta quindi a gennaio 2015 rispetto alla originaria data del 15 ottobre. La Commissione di accesso disposta dal prefetto Annunziato Vardè, formata dagli ufficiali della Guardia di finanza e dei Carabinieri Salvatore Cannizzo ed Edoardo Cetola, e dal vice prefetto di Messina Caterina Minutoli, ha bisogno di più tempo per il completamento delle indagini che sta conducendo dal 21 luglio scorso per rendersi conto se l’amministrazione e il consiglio comunale, nel corso degli ultimi 16 anni, hanno subito e subiscono condizionamenti mafiosi esterni oppure no. Bisognerà quindi capire se sarà applicabile l’articolo 143 del Tuel, che prevede lo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose. Rischiano difatti di essere sciolti per mafia l´ente comune e il consiglio comunale. Su quanto fatto in questi mesi estivi, oltre all’indiscrezione della proroga, non trapela nient’altro.

I componenti della Commissione, in stretto raccordo con la Dda di Catania, hanno ascoltato a più riprese tutti i consiglieri comunali. Audizioni verbalizzate e ora poste alle attente valutazioni degli inquirenti. Molti settori esterni avrebbero cercato di «condizionare» le decisioni politiche prese dentro il palazzo. Rileggendo i fatti di cronaca nera che si sono susseguiti a Scicli negli ultimi 15 anni, non c’è da stare allegri. Danno adito a diverse interpretazioni. Le pressioni per gli appalti di affissione dei manifesti elettorali (ultimo filone inquietante), le decine di attentati incendiari di automobili, i due grossi roghi di locali pubblici, guarda caso di proprietà di due consiglieri comunali.

E poi l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa che riguarda in prima persona il sindaco Franco Susino. Fatti di cronaca reali che si intercalano nella fiction del commissario Montalbano girata in larga parte proprio a Scicli, dove la sede istituzionale di via Mormino Penna era adibito a commissariato nella finzione.