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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 578
SCICLI - 19/08/2014
Cronache - Tra gli indagati pure il primario del reparto al momento chiuso

Quattro chirurghi e un anestesista del "Busacca" indagati

Da qualche giorno il neo manager dell’Asp 7 Maurizio Aricò ha sospeso l’operatività di chirurgia, trasferendo i medici all’ospedale «Maggiore» di Modica Foto Corrierediragusa.it

Per le cause ritenute poco chiare del decesso di un cardiopatico 64enne di Scicli ricoverato, la procura ha indagato quattro medici chirurghi (tra cui un primario) e un anestesista del reparto di chirurgia dell’ospedale «Busacca» di Scicli (foto). L’unità operativa è in questi giorni balzata alla ribalta delle cronache per la sospensione del servizio decisa dalla direzione Asp a causa delle carenze in materia di sicurezza, e non solo, del padiglione «I» che ospitava il reparto con dieci posti letto e per il quale c’è una indagine in corso, sempre per morti sospette. I quattro medici e l’anestesista sono indagati a seguito della denuncia sporta dai familiari del degente, deceduto nel 2013 una decina di giorni dopo essere stato operato per un’ernia. L’allora commissario dell´Asp 7 di Ragusa Angelo Aliquò dispose una serie di ispezioni dalle quali sarebbe emersa l´inadeguatezza delle sale operatorie cui si accedeva spesso anche attraverso il giardino dell’ospedale, con buona pace dell’igiene e delle sterilizzazioni obbligatorie prima degli interventi chirurgici. Pare che queste sale operatorie fossero poi usate in maniera impropria anche per effettuare interventi complessi per i quali non erano attrezzate in maniera adeguata, stante l’assenza del’unità operativa di rianimazione.

Come accennato, nell’ambito dell’inchiesta della procura, da qualche giorno il neo manager dell’Asp 7 Maurizio Aricò ha sospeso l’operatività di chirurgia, trasferendo i medici all’ospedale «Maggiore» di Modica per continuare a garantire il servizio in locali idonei, per la tutela dei pazienti e del personale medico ed infermieristico. Aricò ha assunto la decisione sulla base della perizia del consulente tecnico d’ufficio della procura che ha acceso i riflettori sulle carenze strutturali, di sicurezza e di igiene dei reparti del «Busacca», con particolare riferimento all’unità operativa di chirurgia. Allo stato resta di fatto attivo solo l’ambulatorio.

MORTI SOSPETTE AL "BUSACCA"
Morti sospette di degenti all’ospedale «Busacca»: proprio da questi episodi poco chiari è scattata l’indagine penale della procura, che, prima di decidere se portare a giudizio o meno il personale sanitario e parasanitario coinvolto, ha disposto una perizia che ha rivelato che «Il padiglione "I" del presidio ospedaliero, in atto, presenta caratteristiche tecniche che non consentono lo svolgimento di attività di chirurgia», e, inoltre, che l’unità operativa di Chirurgia allocata nel padiglione "I" «Allo stato attuale non è in grado di garantire gli standard di sicurezza e assistenza». Il direttore generale dell´Asp 7 Maurizio Aricò ha quindi deciso per la radicale soluzione della chiusura del reparto, trasferendolo al «Maggiore» di Modica. Un reparto dove, fino a poche ore prima della perizia, operavano medici e vi erano ospitati pazienti. Eppure in quel padiglione, stando quanto dovrà essere accertato nell’inchiesta, qualcuno è morto per cause in corso di accertamento. Basta quindi chiudere un reparto e trasferirlo per eliminare il problema? Non secondo il sindaco Franco Susino, che quel reparto lo conosce bene, avendoci lavorato per anni come chirurgo.

E proprio il primo cittadino chiede un incontro urgente al manager Asp per valutare l’opportunità di allocare la chirurgia nel padiglione «N», che, secondo Susino, sarebbe perfetto allo scopo, dal momento che vi sono stati spesi nel recente passato alcuni dei circa nove milioni di euro per il potenziamento del «Busacca». Per il sindaco il trasferimento del reparto all’ospedale di Modica avrebbe dovuto essere evitato e quindi intende discutere con Aricò dell’accelerazione dell´iter procedurale per completare le opere cosicché il padiglione «I» possa tornare ad ospitare il reparto, che, nelle more, potrebbe trovare una collocazione ottimale nel padiglione «N» che consta, tra le altre cose, di ben due sale operatorie.