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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1015
SCICLI - 21/07/2014
Cronache - La commissione di accesso agli atti è formata da Carabinieri e Guardia di Finanza

Avviata procedura scioglimento comune Scicli per mafia

Già 23 anni fa il consiglio comunale fu sciolto per lo stesso motivo con 6 arresti e 11 indagati. Intanto la Cgil respinge ogni coinvolgimento nella vicenda Foto Corrierediragusa.it

E’ stata avviata a Scicli, su disposizione della Prefettura di Ragusa, la procedura propedeutica allo scioglimento dell’ente comune per infiltrazioni mafiose. La comunicazione ufficiale è stata notificata ieri mattina in municipio. Il prefetto Annunziato Vardè ha nominato una commissione d’accesso agli atti formata dai carabinieri, che hanno condotto le indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Catania, e dalla guardia di finanza. Compito della commissione sarà quello di verificare se sussistano o meno le condizioni per lo scioglimento dell’ente. Nei giorni scorsi il provvedimento era stato caldeggiato alla stessa prefettura, ma anche alla commissione nazionale antimafia di cui fa parte e al ministro dell’interno Angelino Alfano, dal senatore del Movimento 5 Stelle Mario Giarrusso. A quest’ultimo aveva risposto indirettamente il sindaco Franco Susino, invitandolo a dimettersi da senatore per aver cavalcato l’onda lunga dell’inchiesta della Dda che vede tra gli indagati lo stesso primo cittadino per l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Susino aveva chiarito il suo punto di vista sulla complessa vicenda, che, a suo dire, si intreccia a doppio filo con oscuri interessi politici «A beneficio di avvoltoi che vogliono solo la mia testa, infischiandosene del bene della città».

Susino, nell’ambito di tre ore di interrogatorio negli uffici della procura della Dda di Catania, da cui aveva ricevuto un avviso di garanzia per l’articolo 416 bis con l’invito a comparire, si era detto estraneo ai fatti, rigettando ogni presunta collusione con soggetti vicini a cosche catanesi, con in primis Franco Mormina. L’ex operatore ecologico, arrestato di recente nell’operazione «Eco», è uno dei personaggi chiave dell’inchiesta. Susino, che aveva espresso le sue considerazioni nell’incontro convocato in municipio sabato scorso, sull’avvio della procedura di scioglimento dell’ente ha continuato a dirsi sereno.

Già 23 anni fa il consiglio comunale di Scicli fu sciolto per infiltrazioni mafiose, sotto la giunta guidata dal sindaco Giuseppe Amenta, che finì in manette con altri 6 tra amministratori e funzionari comunali. Undici furono gli indagati. Molti finirono assolti, altri optarono per il patteggiamento della pena. Il Tar reintegrò tutti i consiglieri, che decisero di non accettare il provvedimento, dimettendosi comunque.

LA CGIL SI CHIAMA FUORI DALLA VICENDA
In una nota a firma dei sindacalisti Giovanni Avola e Aldo Mattisi che riportiamo in maniera integrale, la Cgil e la Fp-Cgil di Ragusa, in relazione alle dichiarazioni rese dal sindaco di Scicli Franco Susino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, tengono a precisare quanto segue:

"La Cgil e la Fp-Cgil non si sono mai occupate dell’assunzione dei quattro operatori ecologici, prima assunti a tempo determinato e successivamente a tempo indeterminato, poiché tutto questo è avvenuto esclusivamente su disposizione interne all’Amministrazione Comunale di Scicli. Pertanto si respinge, in modo categorico, ogni tipo di pressione «politica» con l’obiettivo di fare assumere i quattro operatori ecologici. Tale atteggiamento non fa parte del nostro modo di agire perché riusciamo ancora a distinguere compiti, autonomia di azione e responsabilità di ognuno.

La Cgil e la Fp-Cgil e quindi nessun dirigente della categoria, hanno mai effettuato pressioni di alcun tipo, se non ordinaria attività sindacale nei luoghi deputati al confronto e alla discussione con la controparte, alla luce del sole e nel rispetto della legalità;

La Cgil e la Fp-Cgil hanno svolto nella vicenda esclusivamente un compito costituzionalmente tutelato ovvero quello della difesa dei lavoratori e del lavoro, tanto è vero che, due dei lavoratori già licenziati sono stati riassunti nei primi giorni del mese di luglio, a seguito di conciliazione monocratica con la ditta. Questa è la ratio dell’agire sindacale. Se il Sindaco, nella sua foga difensiva, ha inteso coinvolgere tutto e tutti per dimostrare, legittimamente da parte sua, l’ estraneità ai fatti, con la Cgil e la Fp-Cgil ha sbagliato destinatario.

Sarebbe legittimo chiedersi, piuttosto, perché il sindaco Susino, non cita gli eventuali nomi dei politici, anziché accusare inutilmente il sindacato. Continueremo a difendere diritti e aspettative dei lavoratori e lo faremo con la responsabilità e la consapevolezza di sempre nel rispetto della giustizia e delle leggi dello Stato e quindi, in contrapposizione al malaffare e alle infiltrazioni malavitose nella Pubblica Amministrazione".

Cgil e Fp-Cgil Giovanni Avola e Aldo Mattisi