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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 843
SCICLI - 19/07/2014
Cronache - Il primo cittadino paventa interessi politici e non solo nella vicenda che lo vede indagato

VIDEO - Non si dimette il sindaco Susino: "Niente mafia"

"Mio padre mi ha insegnato i veri valori della vita, tra cui quello di non chinarmi mai"
Foto CorrierediRagusa.it

«Sono figlio di carabiniere e mio padre mi ha insegnato i veri valori della vita, tra cui quello di non chinarmi mai, andando avanti sempre a testa alta». Emblematiche le frasi del sindaco Franco Susino per esplicitare il concetto di assoluta estraneità ai fatti nell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catania che lo vede indagato per l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa. (Video del discorso)



Susino, apparso sereno, ma a tratti pure amareggiato, ha inteso chiarire i termini della vicenda sulle presunte infiltrazioni mafiose nel comune ibleo. “Avvoltoi”: così il primo cittadino bolla i suoi detrattori, non usando mezzi termini nei confronti dei suoi avversari politici e non, che, a suo dire, stanno sfruttando l’onda lunga dell’inchiesta della Dda per farlo fuori politicamente, facendo leva sulla pesante ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Come ribadito nel corso delle 3 ore di interrogatorio alla procura etnea, il cui contenuto sarà valutato, come precisato dal procuratore Salvi in una nota ufficiale, Susino si dice sereno, perché assolutamente estraneo ai fatti. Il sindaco quindi non abbandona la nave che affonda, facendo chiaro riferimento alla “Costa Condordia”, non si dimette, perchè sarebbe la soluzione più semplice, e non teme lo scioglimento della giunta, invocato dal senatore Mario Giarrusso, componente della commissione nazionale antimafia. “Se dovessero emergere problemi del genere a Scicli – ha detto Susino con un sorriso amaro – allora tornerei sui miei passi e lascerei. Ma, fino a prova contraria – ha tagliato corto Susino – allora farebbe bene Giarrusso a dimettersi da senatore”. L’assunzione a tempo indeterminato come operatore ecologico alle dipendenze della ditta di raccolta rifiuti di Franco Mormina, uomo chiave della vicenda in quanto vicino ad una cosca mafiosa catanese, è stata quindi addebitata alla precedente amministrazione, in quanto avvenuta prima che si insediasse Susino, che, come specificato dall’avvocato Cesare Borrometi, legale di fiducia di Susino, e dall’avvocato dell’ente Bartolo Iacono, il quale ha tenuto a precisare che “In questa vicenda il comune di Scicli è persona offesa”.

Il sindaco non ha mai avuto contatti con Mormina e ha anzi ripristinato la legalità a Scicli, restando sordo alle pressioni provenienti dal mondo politico e da quello sindacale, con particolare riferimento alla Cgil funzione pubblica provinciale, che, come chiarito da Susino e dai suoi legali, ha difeso a spada tratta le quattro assunzioni (tra cui quella di Mormina) verificatesi sotto l’egida della giunta Venticinque e in palese violazione del capitolato d’appalto con il comune, che prevedeva 28 operatori ecologici, e non 32. “Il comune – ha detto Susino – non mai versato un solo centesimo alla ditta per i quattro lavoratori assunti in esubero e per i quali era stato proposto il licenziamento, tra cui Mormina, e questa volontà dell’ente ha dato fastidio a molti, a cominciare dai carnefici che ora fanno la parte delle vittime e dei lupi che come per magia si sono mutati in agnelli ma che all’epoca dei fatti hanno esercitato forti pressioni da noi debitamente denunciate ai carabinieri”. Questi ed altri aspetti della vicenda, che si intrecciano quindi a doppio filo con presunti interessi politici e non solo, sono stati chiariti da Susino anche alla procura etnea, e i difensori produrranno a breve una corposa documentazione a sostegno di tali tesi da consegnare al sostituto procuratore Valentina Sincero.


LE DICHIARAZIONI INTEGRALI DEL SINDACO SUSINO (vedere video sopra)
“Se si trattasse solo di me e se fosse davvero utile a Scicli, Vi assicuro che non avrei problema alcuno a rassegnare le mie dimissioni oggi stesso.  Anzi, proprio perché sono del tutto sereno riguardo alle indagini in corso, che mi vedono coinvolto, l’essere libero dalla carica e dallo sfibrante tasso polemico che il restare in carica comporta, sarebbe, per conto mio, una condizione auspicabile di ulteriore serenità. In questi giorni, io e le persone che condividono il percorso di salute pubblica intrapreso in questo comune da qualche mese, ci troviamo a vivere una condizione da cittadella assediata. Fra gli assedianti vi sono proprio coloro che hanno prodotto le criticità, dalle quali è assolutamente necessario, nell’interesse di tutti gli sciclitani, uscire il prima possibile. Le loro armi e le armi di tutti gli speculatori che dal male comune pensano di trarre un vantaggio personale o di parte, consistono del fango che pensano di rovesciarci addosso e del quale su di noi non resterà la minima macchia. Così facendo, unicamente per il proprio interesse, non si fanno il minimo scrupolo nel contribuire a sfregiare, a livello nazionale, il volto della Città, ed a mettere in atto una operazione di travisamento della realtà, che rischia di avere conseguenze incalcolabili per il futuro di Scicli.

Fra i paradossi di questa scellerata azione, di questa mistificazione di una realtà capovolta, dove i lupi si mascherano da agnelli ed i carnefici si professano vittime, c’è l’utilizzo della metafora della nave Concordia. E così, assurdamente, si evoca quella tragedia, caratterizzata dall’abbandono della nave da parte del comandante, scandalizzandosi del fatto che qui il comandante, invece, si ostina a restare al ponte di comando.

Agli stessi che determinarono il naufragio della sindacatura del mio predecessore, ed agli avvoltoi occasionali, che ad essi si associano, piacerebbe ripetere quella esperienza. Io ero convinto di riuscire ad evitare il bis del naufragio di Venticinque a causa di “inchini”, forse sarebbe meglio parlare di mancati “inchini” , ordinati alla Concordia da fuori bordo; purtroppo, cosi come Giovanni Venticinque, non ci sono riuscito. La differenza fra me ed il mio predecessore è che io ho individuato un gruppo di volenterosi che, oltre le divisioni politiche, incuranti della pioggia di fuoco e di fango, hanno guardato non tanto alla mia persona, quanto alla necessità assoluta di uscire dagli scogli.  Uscire dagli scogli è una operazione che va fatta ora non fra sei mesi, ma ora! Non è un compito né semplice né veloce, ma che faticosamente si sta portando avanti e di cui qualche risultato comincia ad intravvedersi, come anche la magistratura contabile, fra non molto, non potrà non cominciare a prender atto.

A questi consiglieri ed a questi assessori mi sono rivolto in questi mesi, così come l’ho fatto anche adesso nell’ora più critica, chiedendo loro se se la sentissero di continuare in questa traversata del deserto, in cui sia io che loro abbiamo tutto da perdere e nulla da guadagnare, se non la soddisfazione e l’onore di fare l’interesse della Città, nel momento in cui il mio ed loro contributo è essenziale. Sia pur tra le frustrazioni di un compito che, talora appare improbo per la difficoltà, per la lentezza e per, diciamocelo francamente, l’incapacità di condividere all’esterno il senso dello sforzo immane che si sta facendo, nonostante tutto questo, tutti abbiamo convenuto che la cosa più importante, più importante anche della nostra stessa tranquillità, consiste nel ripristinare condizioni di trasparenza, di ordine, di efficienza nella macchina distrutta che abbiamo trovato; tutti avvertiamo, insopprimibile, il dovere di riconsegnare ai cittadini elettori una “nave” in grado di navigare anziché un “relitto”. Confidiamo sul fatto che la storia renderà giustizia ai sacrifici che stiamo sostenendo”.

IL PROCURATORE SALVI: "SUSINO RESTA INDAGATO, VALUTEREMO IL CONTENUTO DELL´INTEROGATORIO"
Si è tenuto nei locali della Procura della Repubblica di Catania l´interrogatorio del Sindaco di Scicli Franco Susino nei cui confronti si procede per il reato di concorso esterno nel reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, contestato nelle settimane passate con ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Franco Mormina, Giovanni Mormina e Ignazio Mormina». E’ quanto si apprende da una nota del procuratore di Catania Giovanni Salvi . «Le ordinanze di custodia cautelare – scrive il procuratore - sono state confermate dal tribunale del riesame. Il signor Susino ha risposto alle domande relative in particolare alla gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani e ai rapporti con i Mormina. Il contenuto dell´interrogatorio sarà valutato. Le indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Catania sono condotte dai carabinieri di Modica».

L´INTERROGATORIO ALLA PROCURA ETNEA
Si è dichiarato estraneo ai fatti in riferimento all’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa il sindaco di Scicli Franco Susino, sentito per oltre tre ore negli uffici della procura della direzione distrettuale antimafia di Catania, dov’era stato invitato a comparire. Proprio la Dda aveva notificato 48 prima a Susino, tramite i carabinieri della compagnia di Modica, un avviso di garanzia per l’articolo 416 bis del codice penale relativo all’associazione di tipo mafioso. Rispondendo alle domande degli inquirenti, alla presenza del suo avvocato di fiducia Cesare Borrometi, il sindaco Susino ha, come accennato, proclamato la sua assoluta estraneità ai fatti in riferimento a presunte infiltrazioni mafiose in municipio, con presunti contatti con esponenti vicini ad una cosca mafiosa catanese da parte dello stesso Susino, che, al termine dell’interrogatorio, si è detto sereno e fiducioso nell’operato della magistratura. Il sindaco ha convocato una conferenza stampa a palazzo di Città per chiarire i termini di una vicenda che appare comunque piuttosto complessa.

Susino, che non ha affatto intenzione di dimettersi, a dispetto delle molteplici esortazioni in tal senso da parte di esponenti politici, ha quindi deciso di rompere il silenzio, come era stato auspicato dal senatore del M5S Mario Giarrusso, intervenuto nella vicenda in qualità di componente della commissione nazionale antimafia. Proprio all’organismo di cui fa parte, Giarrusso aveva sottoposto il cosiddetto «caso Scicli», prospettando anche alla prefettura le condizioni per lo scioglimento della giunta. Il riferimento di Giarrusso era ai già citati presunti incontri tra esponenti politici ed istituzionali con soggetti equivoci, tra cui il 45enne sciclitano Franco Mormina, di recente arrestato dai carabinieri assieme al figlio Ignazio, al fratello Gianni e ad altre due persone, Ugo Lutri e Giacomo Fidone, al termine dell’operazione «Eco».

GIARRUSSO NON SI FERMA: "LA GIUNTA VA SCIOLTA SUBITO PER MAFIA"
E intanto Mario Giarrusso non si ferma e rincara la dose: «Chiedo l´immediato intervento del prefetto di Ragusa Annunziato Vardè per avviare la procedura di scioglimento per mafia del comune di Scicli, per la grave posizione che riguarda il sindaco Susino». Il senatore del Movimento 5 Stelle ha presentato in queste ore la medesima richiesta anche al ministro degli interni Angelino Alfano «Che – afferma Giarrusso – non può non prendere atto di ciò che sta accadendo nella realtà iblea. Il sindaco Susino è oggi sostenuto dal Partito Democratico, che sui temi della legalità e della trasparenza – prosegue Giarrusso – ne ha fatto una questione d’onore a livello nazionale. Evidentemente – conclude il senatore – tali valori vengono annacquati nelle articolazioni locali del partito del premier Renzi». Susino forse parlerà anche di queste circostanze nell’incontro convocato con la stampa, fermo restando il riserbo imposto dal segreto istruttorio che copre le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Dda etnea Valentina Sincero.

L´AVVISO DI GARANZIA E L´ORIGINE DELLA VICENDA
Avviso di garanzia per il 416 bis, articolo del codice penale sull’associazione di tipo mafioso, per il sindaco di Scicli Franco Susino, comparso dinanzi alla direzione distrettuale antimafia della procura di Catania per essere sottoposto ad interrogatorio. Il 416 bis è contestato a chiunque è accusato di far parte di un´associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, ed è punibile con la reclusione da tre a sei anni. Coloro che invece promuovono, dirigono o organizzano l´associazione sono puniti con la reclusione da quattro a nove anni. Per il primo cittadino di Scicli non è stata ritenuta necessaria nessuna misura cautelare della restrizione della libertà personale (compresi gli arresti domiciliari) perché evidentemente gli inquirenti non ritengono sussistano al momento le principali motivazioni a sostegno di un tale provvedimento: reiterazione del reato, inquinamento di prove o pericolo di fuga. Susino ha sostenuto l’interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta su presunte connivenze tra soggetti mafiosi ed autorità politiche ed istituzionali a Scicli, coordinata dal sostituto procuratore Valentina Sincero.

Una denuncia su questa presunta situazione poco chiara a Scicli era stata di recente presentata del senatore del M5S Mario Giarrusso, in qualità di componente della commissione nazionale antimafia. Proprio all’organismo di cui fa parte, Giarrusso ha sottoposto il cosiddetto «caso Scicli», prospettando anche alla prefettura le condizioni per lo scioglimento della giunta, «Alla luce – ha detto il senatore – dell’imbarazzante silenzio del sindaco Franco Susino su certe situazioni perlomeno equivoche che lo avrebbero coinvolto nel recente passato». Il riferimento di Giarrusso era a presunti incontri tra esponenti politici ed istituzionali con soggetti equivoci, tra cui il 45enne sciclitano Franco Mormina, di recente arrestato dai carabinieri assieme al figlio Ignazio, al fratello Gianni e ad altre due persone, Ugo Lutri e Giacomo Fidone, al termine dell’operazione «Eco».

Stando alle indagini dei militari il quintetto, e Mormina in particolare, sarebbe stato affiliato ad una cosca catanese, come comprovato dalle pesanti accuse di associazione mafiosa, estorsioni, truffe, violenza privata e furto aggravato. Stando invece all’oggetto delle indagini della dda, Mormina avrebbe avuto contatti anche con il sindaco Franco Susino e con il consigliere comunale Bartolo Venticinque, figlio del precedente primo cittadino Giovanni, per quanto riguarda in primis l’affissione di manifesti elettorali.


Mi ha rovinato le ferie Sindaco!
25/07/2014 | 10.30.21
Mika

Clamoroso sono senza parole...!!! grazie a questo sindaco di Donnalucata sospenderà anche le vacanze a molti turisti (tra i quali io) grazie alla sua geniale idea di levare le attività della città, niente feste niente manifestazioni e serate.

http://www.essepress.com/caro-sindaco-donnalucata-non-puo-ridursi-ricovero-per-anziani-sciclitano-fuorisede-scrive-susino

Mika