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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 968
SCICLI - 18/07/2014
Cronache - Per il primo cittadino Susino non è stata ritenuta necessaria nessuna misura cautelare

Si è detto estraneo ai fatti per il concorso esterno in associazione mafiosa il sindaco di Scicli sentito per 3 ore

Per domani Franco Susino ha indetto una conferenza stampa in municipio per fornire la sua versione dei fatti. E intanto il senatore Giarrusso non si ferma e si rivolge ad Alfano e al prefetto di Ragusa per chiedere lo scioglimento della giunta di Scicli per mafia Foto Corrierediragusa.it

Si è dichiarato estraneo ai fatti in riferimento all’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa il sindaco di Scicli Franco Susino (foto), sentito per oltre tre ore negli uffici della procura della direzione distrettuale antimafia di Catania, dov’era stato invitato a comparire. Proprio la Dda aveva notificato 48 prima a Susino, tramite i carabinieri della compagnia di Modica, un avviso di garanzia per l’articolo 416 bis del codice penale relativo all’associazione di tipo mafioso. Rispondendo alle domande degli inquirenti, alla presenza del suo avvocato di fiducia Cesare Borrometi, il sindaco Susino ha, come accennato, proclamato la sua assoluta estraneità ai fatti in riferimento a presunte infiltrazioni mafiose in municipio, con presunti contatti con esponenti vicini ad una cosca mafiosa catanese da parte dello stesso Susino, che, al termine dell’interrogatorio, si è detto sereno e fiducioso nell’operato della magistratura. Il sindaco ha convocato una conferenza stampa a palazzo di Città per chiarire i termini di una vicenda che appare comunque piuttosto complessa.

Susino, che non ha affatto intenzione di dimettersi, a dispetto delle molteplici esortazioni in tal senso da parte di esponenti politici, ha quindi deciso di rompere il silenzio, come era stato auspicato dal senatore del M5S Mario Giarrusso, intervenuto nella vicenda in qualità di componente della commissione nazionale antimafia. Proprio all’organismo di cui fa parte, Giarrusso aveva sottoposto il cosiddetto «caso Scicli», prospettando anche alla prefettura le condizioni per lo scioglimento della giunta. Il riferimento di Giarrusso era ai già citati presunti incontri tra esponenti politici ed istituzionali con soggetti equivoci, tra cui il 45enne sciclitano Franco Mormina, di recente arrestato dai carabinieri assieme al figlio Ignazio, al fratello Gianni e ad altre due persone, Ugo Lutri e Giacomo Fidone, al termine dell’operazione «Eco».

GIARRUSSO NON SI FERMA: "LA GIUNTA VA SCIOLTA SUBITO PER MAFIA"
E intanto Mario Giarrusso non si ferma e rincara la dose: «Chiedo l´immediato intervento del prefetto di Ragusa Annunziato Vardè per avviare la procedura di scioglimento per mafia del comune di Scicli, per la grave posizione che riguarda il sindaco Susino». Il senatore del Movimento 5 Stelle ha presentato in queste ore la medesima richiesta anche al ministro degli interni Angelino Alfano «Che – afferma Giarrusso – non può non prendere atto di ciò che sta accadendo nella realtà iblea. Il sindaco Susino è oggi sostenuto dal Partito Democratico, che sui temi della legalità e della trasparenza – prosegue Giarrusso – ne ha fatto una questione d’onore a livello nazionale. Evidentemente – conclude il senatore – tali valori vengono annacquati nelle articolazioni locali del partito del premier Renzi». Susino forse parlerà anche di queste circostanze nell’incontro convocato con la stampa, fermo restando il riserbo imposto dal segreto istruttorio che copre le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Dda etnea Valentina Sincero.

L´AVVISO DI GARANZIA E L´ORIGINE DELLA VICENDA
Avviso di garanzia per il 416 bis, articolo del codice penale sull’associazione di tipo mafioso, per il sindaco di Scicli Franco Susino, comparso dinanzi alla direzione distrettuale antimafia della procura di Catania per essere sottoposto ad interrogatorio. Il 416 bis è contestato a chiunque è accusato di far parte di un´associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, ed è punibile con la reclusione da tre a sei anni. Coloro che invece promuovono, dirigono o organizzano l´associazione sono puniti con la reclusione da quattro a nove anni. Per il primo cittadino di Scicli non è stata ritenuta necessaria nessuna misura cautelare della restrizione della libertà personale (compresi gli arresti domiciliari) perché evidentemente gli inquirenti non ritengono sussistano al momento le principali motivazioni a sostegno di un tale provvedimento: reiterazione del reato, inquinamento di prove o pericolo di fuga. Susino ha sostenuto l’interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta su presunte connivenze tra soggetti mafiosi ed autorità politiche ed istituzionali a Scicli, coordinata dal sostituto procuratore Valentina Sincero.

Una denuncia su questa presunta situazione poco chiara a Scicli era stata di recente presentata del senatore del M5S Mario Giarrusso, in qualità di componente della commissione nazionale antimafia. Proprio all’organismo di cui fa parte, Giarrusso ha sottoposto il cosiddetto «caso Scicli», prospettando anche alla prefettura le condizioni per lo scioglimento della giunta, «Alla luce – ha detto il senatore – dell’imbarazzante silenzio del sindaco Franco Susino su certe situazioni perlomeno equivoche che lo avrebbero coinvolto nel recente passato». Il riferimento di Giarrusso era a presunti incontri tra esponenti politici ed istituzionali con soggetti equivoci, tra cui il 45enne sciclitano Franco Mormina, di recente arrestato dai carabinieri assieme al figlio Ignazio, al fratello Gianni e ad altre due persone, Ugo Lutri e Giacomo Fidone, al termine dell’operazione «Eco».

Stando alle indagini dei militari il quintetto, e Mormina in particolare, sarebbe stato affiliato ad una cosca catanese, come comprovato dalle pesanti accuse di associazione mafiosa, estorsioni, truffe, violenza privata e furto aggravato. Stando invece all’oggetto delle indagini della dda, Mormina avrebbe avuto contatti anche con il sindaco Franco Susino e con il consigliere comunale Bartolo Venticinque, figlio del precedente primo cittadino Giovanni, per quanto riguarda in primis l’affissione di manifesti elettorali.