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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1021
SCICLI - 13/07/2014
Cronache - Il silenzio del sindaco Susino sul cosiddetto "Caso Scicli" viene definito "Imbarazzante"

Mafia a Scicli? Chieste le dimissioni del sindaco

E’ complessa l’indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia delle procura etnea, e segnatamente dal sostituto procuratore Valentina Sincero
Foto CorrierediRagusa.it

Aleggia su Scicli l´ombra della mafia, con presunte connivenze con alcuni esponenti politici e istituzionali? Le uniche certezze sono al momento date dalla complessa indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia delle procura etnea, e segnatamente dal sostituto procuratore Valentina Sincero, nonché dalla denuncia, pesante come un macigno, del senatore del M5S Mario Giarrusso, in qualità di componente della commissione nazionale antimafia.

PER L´OPPOSIZIONE IL SINDACO DI SCICLI DI DEVE DIMETTERE
"Incredulità, smarrimento, costernazione: sono questi i sentimenti emersi tra le segreterie, i coordinamenti ed i gruppi consiliari di Udc, Territorio, Ncd, Forza Italia, Liberi e Concreti e Patto per Scicli nell’apprendere le notizie di stampa e di agenzia relativamente al "Caso Scicli" e «alle presunte
infiltrazioni mafiose nel comune di Scicli», che vedrebbe il sindaco Franco Susino, appoggiato e sostenuto dal Pd cittadino e da alcuni consiglieri «fuoriusciti», al centro di una vicenda dai contorni preoccupanti". Tutto questo si legge in un documento inviato alla nostra redazione dai suddetti gruppi, i quali evidenziano che "Nell’attesa che venga fatta chiarezza da parte del sindaco in primis ed anche dal Partito Democratico, organico a tutti gli effetti all’amministrazione Susino in giunta ed in consiglio, i gruppi consiliari delle suddette forze politiche di opposizione firmatarie del documento, oltre a dimettersi da tutte le commissioni consiliari, diserteranno il consiglio comunale dell’ente.

«Permanendo una situazione di cosi poca chiarezza e trasparenza, in merito al «Caso Scicli» ormai alla ribalta nazionale - prosegue il documento - ancora una volta invitiamo il sindaco Susino a valutare la possibilità di formalizzare, a difesa dell’onore di una intera città, le proprie dimissioni da Sindaco di Scicli. In caso contrario - chiude la nota - saremo costretti, a tutela degli interessi comuni e diffusi della Città di Scicli, a proporre formale mozione di sfiducia al consiglio comunale».

GIARRUSSO: «NON ESCLUDO LO SCIOGLIMENTO DELLA GIUNTA»
Proprio all’organismo di cui fa parte, ovvero la commissione nazionale antimafia, il senatore Giarrusso ha sottoposto il cosiddetto «caso Scicli», prospettando anche alla prefettura le condizioni per lo scioglimento della giunta, «Alla luce – ha detto il senatore – dell’imbarazzante silenzio del sindaco Franco Susino su certe situazioni perlomeno equivoche che lo avrebbero coinvolto nel recente passato». Il riferimento di Giarrusso è a presunti incontri tra esponenti politici ed istituzionali con soggetti equivoci, tra cui il 45enne sciclitano Franco Mormina, di recente arrestato dai carabinieri assieme al figlio Ignazio, al fratello Gianni e ad altre due persone, Ugo Lutri e Giacomo Fidone, al termine dell’operazione «Eco». Stando alle indagini dei militari il quintetto, e Mormina in particolare, sarebbe stato affiliato ad una cosca catanese, come comprovato dalle pesanti accuse di associazione mafiosa, estorsioni, truffe, violenza privata e furto aggravato.

I PRESUNTI CONTATTI TRA FRANCO MORMINA E GLI ESPONENTI POLITICI E ISTITUZIONALI
Stando invece all’oggetto delle indagini della dda, Mormina avrebbe avuto contatti anche con il sindaco Franco Susino e con il consigliere comunale Bartolo Venticinque, figlio del precedente primo cittadino Giovanni, per quanto riguarda in primis l’affissione di manifesti elettorali. Mentre Susino non ha mai confermato questa circostanza, non negando tuttavia di conoscere Mormina, il consigliere Venticinque ha dichiarato alla procura etnea e al giornalista Paolo Borrometi del sito d’informazione online La Spia .it di aver elargito «Qualche centinaio di euro all’amico Mormina, disconoscendo i suoi presunti legami mafiosi, per ricompensarlo della cortesia di aver affisso i manifesti durante la campagna elettorale». Questa circostanza è stata oggetto di una seduta del consiglio comunale tenuta a porte chiuse in cui lo stesso Venticinque ha inteso rispondere alle accuse non troppo velate rivoltegli dalla consigliera comunale Bernadetta Alfieri, che aveva parlato senza mezzi termini di «presenze mafiose» in consiglio comunale, facendo chiaro riferimento a Venticinque, pur senza nominarlo.


PER IL SENATORE «IL SINDACO SUSINO DEVE FARE CHIAREZZA»
Circostanze inquietanti che hanno destato l’attenzione del senatore Giarrusso: «Chiederò alla Commissione bicamerale – ha detto – di occuparsi con estrema celerità del «caso Scicli» per fare chiarezza sulle presunte infiltrazioni mafiose nel comune. So per certo – ha aggiunto il senatore – che la magistratura catanese si sta occupando con scrupolo della vicenda che vedrebbe coinvolta una cosca mafiosa che avrebbe gestito a Scicli, tra le altre cose, l’appalto dei manifesti elettorali, condizionando altresì l’affidamento e la gestione del servizio rifiuti e decidendo sui destini di fiere e mercatini. Tuttavia il sindaco Susino – ha proseguito Giarrusso nella lunga nota diramata alle agenzie di stampa – non ha saputo indicare ad oggi chi ha affisso i suoi manifesti elettorali, non contribuendo quindi a fare chiarezza su questa presunta quanto inquietante commistione tra cosche mafiose, politica ed istituzioni».

I MORMINA E L’OPERAZIONE «ECO»
Non a caso, dalle indagini condotte dai carabinieri nell’ambito della già citata operazione «Eco», sarebbe emerso, come riportato testualmente nel comunicato a suo tempo diramato alla stampa, che «Mormina e soci, approfittando dell´assenza di sodalizi concorrenti ormai decimati da precedenti inchieste giudiziarie e forte dei legami con esponenti delle famiglie mafiose catanesi, si stavano insediando nel tessuto socio-economico di Scicli per assumere il predominio delle attività criminali nel territorio e infiltrarsi nelle attività d´impresa, attraverso violenze e pesanti intimidazioni».

A CHE PUNTO SONO LE INDAGINI DELLA DDA ETNEA
Intanto la dda prosegue nella sua inchiesta nella quale sarebbero già iscritti i nomi di parecchi indagati, alcuni pare di spicco. Una indagine lunga e complessa scattata ben otto anni fa a seguito della denuncia dell’allora sindaco Bartolomeo Falla sul pestaggio di due attacchini impegnati nell’affissione di manifesti elettorali e dalla quale pare sia saltato fuori un autentico verminaio. Alla dda sarebbero in queste settimane state sentite diverse persone ritenute informate dei fatti e sulle cui dichiarazioni vige il più stretto riserbo dettato, ovviamente, dal segreto istruttorio. Pare comunque che a breve potrebbero registrarsi grosse novità con effetti deflagranti su Scicli, città patrimonio dell´Unesco e che, ironia della sorte, è stata per anni la location della sede del commissariato del poliziotto più famoso e amato d’Italia: il commissario Montalbano della omonima fiction, nato dalla penna di Andrea Camilleri.

Nella foto il municipio di Scicli