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SCICLI - 27/05/2014
Cronache - I giudici del riesame hanno accolto il ricorso dell’avvocato Galazzo

Dissequestrata spiaggia "Marsa Siclà"

Erano state riscontrate tracce di inquinamento di origine organica e addirittura residui di metalli pesanti nelle azzurre acque dei luoghi di Montalbano Foto Corrierediragusa.it

E’ stata dissequestrata l’ampia porzione di spiaggia (migliaia di metri quadrati) alla quale lo scorso 9 maggio erano stati apposti i sigilli da Carabinieri e Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura di Ragusa su presunti reati ambientali. La spiaggia, che era stata transennata con conseguente divieto di accesso, ricomprendeva pure il tratto demaniale in concessione per la stagione estiva al «Marsa Siclà», il villaggio turistico al quale furono apposti i sigilli nell’ambito dell’inchiesta che nel gennaio 2012 portò pure al sequestro della vicina struttura ricettiva di «Baia Samuele» e, successivamente, di «Marispica», sempre per reati ambientali. I villaggi turistici sono stati nel frattempo dissequestrati, ma il «Marsa Siclà» era stato colpito da quest’altro sequestro, proprio nella porzione di spiaggia in uso alla struttura per il posizionamento di sdraie ed ombrelloni. L’omonima società aveva quindi avanzato ricorso avverso il provvedimento del gip di Ragusa tramite l’avvocato Enzo Galazzo.

Il ricorso è stato quindi accolto dal tribunale del riesame di Ragusa (Saito presidente, Maggiore e Manenti a latere), che, con ordinanza dello scorso 23 maggio, ha annullato la misura cautelare. Dissequestrato anche il sottopassaggio che, dalle dune, è utilizzato dai turisti per raggiungere l’arenile direttamente dal villaggio turistico, senza passare dalla strada. La spiaggia è pertanto tornata nella piena disponibilità della società «Marsa Siclà» che potrà avvalersene per il pieno svolgimento della già avviata stagione turistica, che non rischierà quindi d’essere di nuovo compromessa. Sotto sequestro restano solo il vicino boschetto e il laghetto artificiale (nella foto di Giovanni Antoci).

Si tratta del bacino idrico in uso alla forestale e che è stato accertato essere inquinato, con sversamenti copiosi in mare quando c’è l’alta marea, a causa in primis di presunti scarichi abusivi il larga parte riconducibili a fosse biologiche interrate non a norma. I Carabinieri avevano effettuato dei prelievi d’acqua dal bacino artificiale. Gli esami effettuati nei laboratori specializzati dell’Arpa avevano confermato valori preoccupanti. Erano state riscontrate difatti tracce di inquinamento di origine organica e addirittura residui di metalli pesanti nelle azzurre acque dei luoghi di Montalbano, all’ombra della Fornace Penna, la «mannara» della fiction.