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SCICLI - 12/05/2008
Cronache - Modica - Processo direttissimo per Giuseppe Calabrese

Libertà vigilata per il presunto piromane: terapia in comunità

Il pm aveva chiesto il mantenimento della custodia in carcere Foto Corrierediragusa.it

E’ stato scarcerato dopo appena 24 ore trascorse in una cella di Piano del Gesù Giuseppe Calabrese (nella foto), 40 anni, il presunto piromane arrestato domenica sera a Scicli dai Carabinieri per danneggiamento di un’auto a seguito d’incendio. Lo ha deciso il giudice Patricia Di Marco nell’ambito del processo per direttissima celebratosi ieri mattina.

Il giudice ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Bartolo Iacono, secondo cui lo sciclitano starebbe attraversando una crisi depressiva. A Calabrese è stata così concessa la libertà vigilata per consentirgli di soggiornare in una comunità terapeutica di riabilitazione, dove il presunto piromane si sarebbe dovuto recare già lunedì scorso, prima che scattassero le manette. I militari ritengono Calabrese l’autore di un incendio appiccato alla «Fiat Panda» di una 29enne barista del luogo, che era parcheggiata in via Tripoli, a due passi dal quartiere Stazione dove negli ultimi giorni erano state incendiate altre tre utilitarie.

Il pm Maria Mocciaro aveva avanzato richiesta di mantenimento della custodia cautelare in carcere per Calabrese, peraltro non nuovo a reati del genere. Nel dicembre 2002 lo sciclitano, già sorvegliato speciale, venne difatti condannato a due anni e due mesi di carcere per l’incendio di un canneto di contrada Corvo, lungo la provinciale 65 Cava D’Aliga ? Donnalucata. Giuseppe Calabrese, al momento disoccupato, viveva da tempo in casa con i suoi genitori dopo un lungo soggiorno, sotto il regime della libertà vigilata, in una casa di cura per malati psichici di Genova, dove era stato seguito da medici specializzati.

Lo stesso regime al quale Calabrese è stato adesso sottoposto dal giudice, per consentirgli di seguire una nuova terapia riabilitativa. Ritenuto essere dagli investigatori già cinque anni fa l’autore della lunga sequela d’incendi dolosi di auto e cassonetti, Calabrese venne assolto dal gup da tutti gli episodi contestati, fatta eccezione per l’incendio di una «Ford Mondeo», reato alla fine derubricato in quello meno grave di danneggiamenti, e per il tentato incendio del «Maracaibo». I Carabinieri stanno comunque proseguendo le indagini.