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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 515
SCICLI - 03/10/2007
Cronache - Scicli - Confermata dai giudici etnei la sentenza di primo grado

Assolto per la seconda volta
Allibrio, accusato di uxoricidio

La vicenda giudiziaria si è chiusa dopo nove anni Foto Corrierediragusa.it

E’ stato assolto per la seconda volta dalla pesante accusa di uxoricidio perché il fatto non sussiste lo sciclitano Carmelo Allibrio, 42 anni, manovale, difeso dall’avvocato Giuseppe Pitrolo.

Sono stati i giudici della Corte d’Assise d’appello di Catania a confermare la sentenza di primo grado emessa il due febbraio 2005 in udienza preliminare e con il rito abbreviato dal gup Daniela Di Sarno, che aveva deciso per l’assoluzione ai sensi del 530 del codice di procedura penale, che mantiene in vita la vecchia insufficienza di prove.

Il pm Domenico Platania aveva invece chiesto l’ergastolo. Con la sentenza dei giudici etnei, si chiude in via definitiva dopo ben nove anni la vicenda giudiziaria di Allibrio, anche perché la Procura generale di Catania non ha intenzione di impugnare la sentenza. Lo sciclitano era accusato dell’omicidio premeditato della moglie e di occultamento di cadavere.

Maria Giovanna Aprile scomparve all’improvviso, senza lasciare traccia alcuna, il 25 ottobre del 1998, all’età di 27 anni. Da allora non se ne è mai saputo nulla. Il padre ed i figli della donna scomparsa si erano costituiti parte civile nel procedimento, chiedendo un risarcimento danni dai 500 agli 800 mila euro, pari ad oltre un miliardo del vecchio corso. Mai nessuna prova concreta è stata raccolta dai Carabinieri a carico di Allibrio che, dopo essersi in un primo momento avvalso della facoltà di non rispondere, decise poi di collaborare con li inquirenti.