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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 163
SCICLI - 22/11/2013
Cronache - La Corte d’Assise d’Appello di Catania ha dichiarato inammissibile l’appello

Femminicidio: pena definitiva per La Terra

Il gup condannò il 42enne, col rito abbreviato, a venti anni di carcere Foto Corrierediragusa.it

Pena definitiva per l’uxoricida Massimo La Terra (foto): la Corte d’Assise d’Appello di Catania ha dichiarato inammissibile l’appello proposto, per il tramite del suo legale di fiducia, dal 42enne di Scicli, condannato in primo grado per l´omicidio della moglie Rosetta Trovato, 38 anni. L´uomo il 14 gennaio 2012, fu arrestato per aver ucciso la donna nella loro casa di via Simeto a Scicli. Il gup condannò La Terra, col rito abbreviato, a venti anni di carcere. L’uxoricida, dopo che finirà di scontare la pena, sarà sottoposto inoltre ad altri tre anni di libertà vigilata. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna a trent’anni. Il Riesame di Catania, nel febbraio 2012, confermò l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ritenendo sussistente a carico dell’indagato un «grave quadro indiziario, ulteriormente arricchitosi con la produzione da parte del pubblico ministero di nuove dichiarazioni di persone informate sui fatti». L’uomo fu riconosciuto colpevole di omicidio aggravato in quanto procurò la morte della moglie con sevizie e con un lento strangolamento ed una azione di strozzamento. La figlia minorenne della coppia si costituì parte civile. Il gup concesse alla famiglia di Rosetta Trovato una provvisionale di 40mila euro.

La donna fu trovata cadavere dai Carabinieri dopo che qualcuno chiamò il 112. In un primo momento Massimo La Terra si dichiarò estraneo ai fatti e quindi innocente, riferendo agli inquirenti di aver trovato la moglie già priva di vita al momento del suo rientro a casa. L’uomo chiamò il 118, ma quando i sanitari arrivarono in via Simeto, Rosa Trovato era già priva di vita e presentava segni di violenza al collo. Il sospetto del femminicidio cominciò diventare certezza dopo l’ispezione cadaverica del medico legale. I Carabinieri si resero subito conto della morte violenta e procedettero al fermo dell’uomo sottoponendolo ad un lungo interrogatorio. Uno spintone dal primo piano e il ruzzolone dalla scala sarebbero stati fatali alla donna, che stramazzò al suolo e non si rialzò più. Stando a quanto riferirono allora i testimoni, pare che le liti tra i due coniugi fossero diventate sempre più frequenti.