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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1484
SCICLI - 21/11/2013
Cronache - Accolto il ricorso della società che gestisce il villaggio turistico

Cassazione dà ragione a "Baia Samuele"

In sostanza i giudici romani del massimo grado di giudizio hanno ritenuto che l’ordinanza dello scorso 17 gennaio a firma del gip di Catania non fornisce elementi sui quali possa dirsi integrato il «fumus» Foto Corrierediragusa.it

«Baia Samuele» come «Marsa Siclà»: la Cassazione ha accolto il ricorso della società che gestisce il villaggio turistico con le medesime motivazioni che avevano contraddistinto l’accoglimento di quello presentato dai titolari dell’altro residence. In sostanza i giudici romani del massimo grado di giudizio hanno ritenuto che l’ordinanza dello scorso 17 gennaio a firma del gip di Catania non fornisce elementi sui quali possa dirsi integrato il «fumus». In altre parole per la Cassazione non ci sarebbero stati gli elementi sufficienti per contestare il reato di traffico illecito di rifiuti propedeutico al provvedimento di sequestro del magistrato etneo concretizzatosi nell’apposizione dei sigilli alle due strutture ricettive il 19 gennaio 2013. Mentre «Marsa Siclà» fu poi dissequestrato ad agosto, per «Baia Samuele» i sigilli furono tolti lo scorso mese su decisione dei giudici del tribunale del riesame di Catania (presidente Maria Grazia Vagliasindi), in accoglimento dell’appello proposto dall’avvocato Aldo Lazzaro. Nei prossimi giorni si conosceranno le motivazioni della Cassazione, ma pare che rispetto all’analogo provvedimento che aveva riguardato il «Marsa Siclà» i magistrati abbiano espresso considerazioni più approfondite sulla complessa vicenda.

«Baia Samuele» è rimasto chiuso per nove mesi e, dunque, la stagione è andata perduta con gravi ripercussioni tra cui la perdita, tra dipendenti diretti e dell’indotto, di un rilevante numero di posti di lavoro, oltre a un danno di diversi milioni di euro. «Marsa Siclà» era invece riuscito a salvare solo in minima parte la stagione estiva dopo il dissequestro.


A vergognarsi dovrebbero essere in tanti!
21/11/2013 | 18.27.45
Salvo

Tutti quelli che in questi anni hanno gridato "Forza Puleio...! dove sono... Qualcuno si è mai chiesto quanti dei fascicoli aperti e delle richieste di arresti sono stati convalidati! Ricordatevi di tutto questo quando poi andrete a votare per la responsabilità dei giudici e di chi ha messo in piedi una sorta di "grande fratello" con una magistratura che autorizza con disinvoltura intercettazioni che finiscono puntualmente sui giornali e crocifiggono persone che dopo anni vengono poi prosciolti "perché il fatto non sussiste"!


la procura di ex Modica dovrebbe vergognarsi
21/11/2013 | 9.55.57
paolo

La procura dell´ex tribunale di Modica ed in assoluto il suo capo dott. Puleio dovrebbero vergognarsi per quello che è accaduto.
Tale magistrato, che ha rovinato tanti padri di famiglia per mero spettacolo e gloria personale, oggi dov´è?
Desidererei tanto un commento da parte delle istituzioni e dei politici.
desidererei molto di più che l´ex Procuratore della Repubblica si ritirasse a vita privata.


Chi paga i danni ?
21/11/2013 | 8.59.19
il criticone

Ora che la vicenda sembra conclusa ( a parte eventuali e sicuri ripensamenti ), i danni economici a queste due strutture alberghiere, compresi i dipendenti mandati a casa, chi li paga? I magistrati che hanno preso l´abbaglio o il popolo italiano (cosa che succede sempre)?