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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 840
SCICLI - 04/09/2013
Cronache - Tornati liberi i 5 siriani. Restano in carcere i 2 egiziani

VIDEO - Scarcerati 5 dei 7 scafisti

La Procura della Repubblica, intanto ha disposto dei prelievi sui cadaveri per il Dna
Foto CorrierediRagusa.it

C’è una novità importante nelle indagini sul tragico sbarco di lunedì scorso nel mare di Sampieri che ha provocato la morte di tredici migranti, finiti annegati. Cinque dei sette scafisti in cella sono stati scarcerati. Si tratta dei cinque siriani. Il Gip di Ragusa Giovanni Giampiccolo non ha convalidato gli arresti perché non avrebbero alcuna responsabilità sul naufragio. Insomma a loro carico nessun favoreggiamento all´immigrazione clandestina e omicidio colposo. Restano in carcere invece i due egiziani su di essi ci sarebbero gli elementi necessari per mantenere la carcerazione. Intanto le salme dei tredici immigrati, sistemate nelle celle frigorifere del cimitero di Scicli, resteranno ancora sotto sequestro. Non si sa se tutti i corpi saranno seppelliti a Scicli oppure se quelli identificati torneranno nella loro terra d’origine.

La Procura della Repubblica, intanto ha disposto dei prelievi sui cadaveri per il Dna. Dopo la tragedia di giovedì a Lampedusa, il sindaco di Scicli Franco Susino ha scritto alla sua collega dell’isola agrigentina. Lei stessa, aveva mandato una lettera a Susino qualche giorno fa, dopo il drammatico sbarco del Pisciotto. Una solidarietà forte fra sindaci di frontiera Susino esprime la sua vicinanza e della comunità che rappresenta. «Appresa la notizia- scrive il sindaco Franco Susino-, ho rivissuto il dramma di lunedì mattina che ha coinvolto la mia città, Scicli, moltiplicato esponenzialmente» afferma Susino. «È una tragedia immane, la più grande della storia in Sicilia in tema di immigrazione e quello che fa più male è che l´Europa sta a guardare.

I Comuni come il nostro non possono essere lasciati soli in prima linea. Non possiamo che restare inermi innanzi a ciò». Nei giorni precedenti il Sindaco Nicolini aveva espresso, dal profilo personale Twitter, le sue condoglianze per la tragedia di Sampieri: «E ora che i morti non sono solo di Lampedusa? Inviamo condoglianze al Sindaco di Scicli».



LE TESTIMONIANZE DEI SOCCORRITORI
Le fasi concitate di poche ore prima del salvataggio a mare sono invece state raccontate dal residente Massimiliano Di Fede, 45 anni, uno tra i primi ad accorgersi di quanto stesse accadendo. «Quando ho raggiunto la spiaggia da casa mia – ha detto Fede – ho visto decine di persone annaspare in acqua, mentre una di loro che aveva già guadagnato la riva mi si è parata dinanzi mentre parlava al cellulare, colpendomi con un pugno al fianco. Presumo fosse uno scafista, non capivo cosa diceva. Mi sono subito dato da fare per aiutare quei disgraziati in acqua. Molti di loro, una volta portati sull’arenile – ha concluso il testimone – hanno cominciato a buttare acqua e schiuma biancastra dalla bocca, è stato terribile». Fede ha poi riferito di un presunto ritardo nei soccorsi.

«Ho chiamato l’ambulanza intorno alle 9.30 – ha aggiunto il residente – ma il primo mezzo di soccorso è arrivato solo un’ora dopo». Pure il maresciallo capo dei Carabinieri della tenenza di Scicli Carmelo Floriddia si è tuffato in mare per dare una mano, assieme a due bagnini di un vicino lido che si sono prodigati nel salvare donne e bambini. «Alcuni clandestini siamo riusciti a tirarli via dal mare agitato per i capelli – raccontano Alberto Proietto e Davide Roccasalva – e a trascinarli a riva dove abbiamo praticato il massaggio cardiaco per fargli espellere l’acqua ingurgitata».