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SCICLI - 30/09/2013
Cronache - Rese note le ragioni dei giudici romani sul dissequestro del villaggio turistico

"Marsa Siclà" fuori da inchiesta: motivazioni Cassazione

Intanto è stato accolto dai giudici del Tar di Catania il ricorso presentato avverso la revoca del comune di Scicli dell’autorizzazione allo scarico nel depuratore dei reflui

«Marsa Siclà» non c’entra con il traffico di rifiuti. E’ il sunto delle motivazioni rese note la scorsa settimana dalla Cassazione, che lo scorso luglio ha disposto il dissequestro del villaggio turistico di Sampieri, cui erano stati apposti i sigilli assieme all’altra struttura ricettiva «Baia Samuele» (ancora sotto sequestro) nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di rifiuti coordinata dalla Dda etnea. Dalle motivazioni addotte dai giudici si evince che il villaggio turistico di Sampieri sarebbe estraneo all’oggetto dell’inchiesta. «Non si riesce a comprendere, secondo le motivazioni dell´ordinanza impugnata, come il residence «Marsa Siclà» possa essere strumento di siffatto traffico. I magistrati romani, infatti, ritengono che l´ordinanza non fornisce elementi sui quali possa dirsi integrato il fumus... tenuto conto che avanti al Tribunale del Riesame di Catania vi era espressa menzione del provvedimento di dissequestro dell´impresa di trasporto dei liquami, Buscema di Modica, circostanza che assume, nella fattispecie, importanza fondamentale».

Questo è il passaggio fondamentale con il quale la Corte di Cassazione, con sentenza dello scorso 16 luglio e le cui motivazioni sono state depositate la scorsa settimana, ha accolto il ricorso discusso dall´avvocato Giorgio Floridia, annullando gli atti del gip e del tribunale del riesame di Catania, disponendo il dissequestro e la conseguente restituzione della struttura di Sampieri ai legittimi proprietari, che hanno riaperto la struttura lo scorso agosto, seppure a scartamento ridotto. «La verità comincia a venire a galla – dice l´avvocato Enzo Galazzo, difensore dei legali rappresentanti della società «Marsa Siclà» – sia in sede penale che in sede amministrativa. Questa è ancora solo una tappa – aggiunge Galazzo – seppure abbastanza determinante. Il prossimo 14 novembre dinanzi al gip di Catania discuteremo l´incidente probatorio e sentiremo cosa avrà da dire il consulente tecnico d´ufficio a sei mesi dall´affidamento dell’incarico».

Intanto è stato accolto dai giudici del Tar di Catania il ricorso presentato avverso la revoca del comune di Scicli dell’autorizzazione allo scarico nel depuratore dei reflui. Fu difatti decisa la chiusura della saracinesca del by-pass nel pozzetto adiacente alla stazione di sollevamento della frazione balneare. Si erano opposti al provvedimento gli avvocati Enzo Galazzo e Andrea Palazzolo, secondo cui non «Erano sussistenti situazioni di irregolarità o di pericolosità afferenti lo scarico dei reflui della società ricorrente, così come autorizzato dal comune con il provvedimento la cui revoca, per l’appunto, è stata impugnata». Le paventate interferenze con l’attività giudiziaria penale del traffico di rifiuti, cui ha fatto riferimento l’ente civico all’atto dell’adozione della revoca, secondo il Tar non hanno motivo di essere ritenute utili.