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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1473
SCICLI - 24/03/2013
Cronache - Nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Catania

Rischio fallimento per il villaggio "Marsa Siclà"

I sigilli continuano ad essere apposti pure a "Baia Samuele" Foto Corrierediragusa.it

C’è da qualche tempo a questa parte il serio e concreto rischio fallimento per la società proprietaria del villaggio turistico «Marsa Siclà», sotto sequestro assieme all’altra struttura ricettiva di «Baia Samuele» nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Catania su un presunto traffico di rifiuti. Il rischio fallimento è determinato proprio dai sigilli apposti al residence, che, di fatto, ne concretizza la mancata apertura per la bella stagione. Questa motivazione è alla base dell’istanza di dissequestro avanzata dai legali al gip di Catania. Intanto i consulenti di parte Corrado Barone, Luca Ferlito e Federico Vagliasindi, sulla base di una prima disamina degli incartamenti hanno contestato la relazione del consulente tecnico d’ufficio che aveva portato al sequestro dei due villaggi turistici, ritenendola «macroscopicamente errata, fuorviante e travisante della realtà».

I tre periti hanno avuto la possibilità di accedere ai luoghi e di stilare un primo importante documento a sostegno della tesi difensiva, secondo cui la gestione dei reflui, almeno per quanto riguarda «Marsa Siclà», sarebbe stata ottimale e in linea con i parametri previsti dalle rigide normative in materia ambientale. Da qui la richiesta da parte dei legali volta all’immediato dissequestro della struttura.