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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1180
SCICLI - 28/02/2013
Cronache - Contestato un nuovo, grave reato per la vicenda "Baia Samuele" e "Marsa Siclà"

Avvelenamento di acqua per 16 indagati

Parte offesa nella vicenda è il comune di Scicli, che ha nel frattempo nominato quale perito l’ingegnere Salvatore Calvo, capo settore ecologia Foto Corrierediragusa.it

Avvelenamento d’acqua: è il nuovo reato penale contestato dalla procura distrettuale antimafia di Catania ai 16 indagati accusati, a vario titolo, del traffico di rifiuti, reflui in particolare, sfociato lo scorso 19 gennaio nel sequestro dei due villaggi turistici di «Baia Samuele» e «Marsa Siclà». Il provvedimento fu deciso dal gip del tribunale etneo. La pena prevista, in caso di condanna, per il reato di avvelenamento d’acqua è non inferiore ai 15 anni. L’altro reato contestato, oltre ai due già citati, è quello di omissione di atti d´ufficio collegato allo smaltimento abusivo di reflui provenienti dalle fosse settiche delle due strutture recettive.

Agli originari undici indagati se ne erano nelle ultime ore aggiunti altri cinque, per un totale di 16 nomi iscritti nel registro. Parte offesa nella vicenda è il comune di Scicli, che ha nel frattempo nominato quale perito l’ingegnere Salvatore Calvo, capo settore ecologia. Un altro consulente è stato nominato ieri nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal gip etneo, quale atto irripetibile, per accertare le condizioni attuali degli impianti di smaltimento dei due villaggi turistici.

ALTRI 5 INDAGATI, TRA CUI UN ESPONENTE DELLA SOCIETA´ "GRANDI VIAGGI"
Altri cinque indagati si aggiungono agli undici già iscritti nel registro dell’inchiesta per traffico di rifiuti avviata dal gip del tribunale di Catania e coordinata dalla direzione distrettuale antimafia etnea e sfociata nel sequestro dei due villaggi turistici di Sampieri «Baia Samuele» e «Marsa Siclà» (nella foto). Agli undici originari indagati, ovvero i responsabili delle due strutture ricettive, i due dipendenti comunali di Scicli e i responsabili dell’impresa di espurgo fosse biologiche di Modica, si sono aggiunti altri cinque soggetti.

Tra i nuovi indagati ci sarebbero quindi un elettricista di Ispica, un impiegato del Genio Civile di Ragusa, che avrebbe autorizzato la realizzazione di una fossa biologica senza seguire la prassi, il legale rappresentante dell’impresa che eseguì i lavori e un alto esponente della società «I Grandi Viaggi», attiva nel settore turistico dal 1931 che ha «voce» nella gestione dei villaggi turistici giacchè svolge attività di tour operator. Le ipotesi di reato vanno dal già citato traffico di rifiuti, all´omissione di atti d´ufficio collegata allo smaltimento abusivo di reflui provenienti dalle fosse settiche dei due villaggi turistici. Stando a quanto evidenziato dalle indagini, queste presunte carenze ed inosservanze nello smaltimento dei reflui avrebbero causato il riversamento in mare di almeno parte dei reflui provenienti dalle due strutture.