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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 422
SCICLI - 19/01/2013
Cronache - Informazioni di garanzia per il capo settore e l’addetto all’ufficio manutenzioni di Scicli

VIDEO - Sequestri villaggi: 11 indagati

Sotto sequestro pure i mezzi di lavoro della ditta di trasporto rifiuti "Buscema" di Modica
Foto CorrierediRagusa.it

Sono 11 gli indagati per il presunto traffico illecito di rifiuti, in particolare reflui fognari scaricati nel mare ibleo, che ha coinvolto i villaggi turistici di Baia Samuele e Marsa Siclà a Sampieri, nello Scicliano. Alle due strutture ricettive, tra le più importanti della Sicilia, sono stati apposti i sigilli da parte di carabinieri e capitaneria di porto.



Sequestrati anche i mezzi di lavoro della ditta di espurgo pozzi neri e trasporto rifiuti «Buscema» di Modica. La ditta si occupava di smaltire i reflui. Il sequestro preventivo è stato disposto dal gip di Catania. Come accennato, gli indagati sono 11 tra i legali rappresentanti delle due strutture, il titolare della ditta modica di espurgo pozzi neri "Buscema" che si occupava di smaltire i reflui senza seguire la prassi e due funzionari del comune di Scicli. Le ipotesi di reato prospettabili per gli 11 indagati, ciascuno per le rispettive responsabilità, vanno dal traffico illecito di rifiuti, reflui in particolare, all´omissione di atti d´ufficio collegata allo smaltimento abusivo di reflui provenienti dalle fosse settiche dei due villaggi turistici.

TRA GLI INDAGATI DUE FUNZIONARI DEL COMUNE DI SCICLI
Due informazioni di garanzia con invito a comparire sono state già notificate in queste ore ad altrettanti funzionari del settore manutenzioni ed ecologia del comune di Scicli: si tratta del caposettore e dell’addetto agli ufficio manutenzione ed ecologia. Entrambi saranno interrogati in riferimento alle ipotesi di reato di omissioni di atti d’ufficio collegate allo smaltimenti abusivo di reflui provenienti dalle fosse settiche dei due villaggi turistici. Alle due società che gestiscono Baia Samuele e a Marsa Siclà sarebbero stati forniti dai due funzionari indagati parere favorevole allo scarico dei reflui fognari nella condotta comunale di Scicli, non effettuando i preventivi controlli per evidenziare le carenze strutturali in materia di smaltimento accertate in questi mesi a carico delle due strutture ricettive.

IL DETTAGLIO DELLE INDAGINI
Le indagini, avviate dalla procura di Modica la scorsa estate e coordinate dalla procura distrettuale antimafia etnea, forniscono una prima risposta all’inquinamento marino che ha riguardato il tratto di mare compreso tra Marina di Modica e Sampieri, lungo la scogliera dove si affaccia la fornace Penna, ovvero a «Mannara» resa famosa dalla fiction del commissario Montalbano. Le persone indagate avrebbero smaltito illegalmente in mare e nelle campagne circostanti i reflui fognari delle fosse settiche delle due strutture ricettive, che in estate registrano picchi di presenze ben oltre le mille unità al giorno.

QUELLA STRADINA "MISTERIOSA"
Una stradina, nei pressi del Marsa Siclà, sbocca in una sorta di pantano, che, stando alle indagini, veniva utilizzato per lo smaltimento illegale dei reflui fognari. Reflui che poi andavano a finire direttamente a mare, causando la formazione delle chiazze scure che preoccupavano i bagnanti e che avevano fatto scattare le indagini. Oltre a questo canale erano altri i punti utilizzati per scaricare i reflui illegalmente. In questo modo, i responsabili dei villaggi turistici Baia Samuele e Marsa Siclà, il cui valore è stimato sui 30 milioni di euro e con un volume d’affare tra i più grossi d’Italia, risparmiavano sui costi di smaltimento dei reflui nelle strutture attrezzate.

MARSA SICLA´ SI CHIAMA FUORI DALLA VICENDA
Pubblichiamo di seguito in maniera integrale il comunicato giunto in redazione dalla direzione del villaggio turistico di Marsa Siclà.

Marsa Siclà respinge fermamente le contestazioni di gestione e di smaltimento abusivo di rifiuti contenute nell’ordinanza di sequestro preventivo del Giudice per le Indagini Preliminari di Catania. Stigmatizza il gravissimo danno patito dalla struttura e da quanti vi lavorano o collaborano. Comunica di avere conferito incarico al legale per il riesame e la revoca del provvedimento.

IL DETTAGLIO DELLE IMPUTAZIONI CONTESTATE DALLA PROCURA DI MODICA AI DUE FUNZIONARI COMUNALI DI SCICLI

B.A.C. e V.S., indagati in ordine al delitto di rifiuto di atti di ufficio in concorso, p. e p. dagli artt. 110 e 328 c.p. perché, in concorso tra loro, B.A.C., quale Capo Settore dell’Ufficio Manutenzione ed Ecologia del Comune di Scicli (RG); V.S., quale addetto all’Ufficio Manutenzione ed Ecologia del Comune di Scicli (RG);

rivestendo le qualità di pubblici ufficiali, avendo in data 03 agosto 2002 e in data 12 ottobre 2004 V.S. rilasciato alla società Marsa Siclà s.r.l. di Pozzallo (RG) (gestore del complesso turistico facente parte della più ampia lottizzazione denominata Torre Samuele / autorizzazione allo scarico n. 56 dell’08/09/2008) parere favorevole allo scarico dei reflui fognari nella condotta comunale, nonché avendo lo stesso V.S. rilasciato alla società Baia Samuele s.r.l., con sede presso l’hotel Villaggio Samuele nella frazione Sampieri del Comune di Scicli (RG), in data 20 dicembre 2004, il parere favorevole allo scarico avente ad oggetto “Autorizzazione allo scarico per il progetto di ampliamento dell’impianto di depurazione di tipo biologico a fanghi attivi ad ossidazione totale a servizio dell’hotel presso il villaggio Baia Samuele a Sampieri” (autorizzazione allo scarico n. 5 del 20 settembre 2005);
indebitamente rifiutavano di compiere atti del loro ufficio indifferibili ed urgenti per ragioni di igiene e sanità, ai sensi della normativa prevista dal D.L.vo 152/2006 (Norme in materia ambientale), e segnatamente:

omettevano di attivare le azioni di monitoraggio e di controllo circa l’osservanza, da parte delle società sopra indicate, delle condizioni dei vincoli e delle prescrizioni imposte dal Comune di Scicli (RG) con le autorizzazioni allo scarico di cui sopra - che prevedono, tra l’altro, che qualsiasi disattenzione a quanto prescritto comporta la decadenza automatica dei provvedimenti in questione senza preavviso e che le ditte saranno dichiarate responsabili di eventuali trabocchi dal troppo pieno di emergenza ubicato nella spiaggia di Sampieri nel caso in cui non saranno rispettati i limiti di scarico fissati in 2,7 lit/sec. per MARSA SICLÀ e in 3,7 lit/sec. per Baia Samuele -, nonostante fosse loro noto che, durante la gestione dei reflui, erano già sorti problemi di insufficienza dell’impianto di rilancio, in quanto la portata di convogliamento da parte dei Resort era superiore a quanto il Comune aveva concesso e, pertanto, la capacità di assorbimento da parte del depuratore comunale era insufficiente rispetto ai liquami effettiva-mente prodotti dai residenti dei due villaggi turistici, tanto che vi erano stati degli sversamenti di liquami, contravvenendo alle prescrizioni riportate nelle autorizzazioni allo scarico, e nonostante, inoltre, sia il B.A.C. che il V.S. fossero consapevoli del fatto che gli sversamenti per eccesso di portata si erano verifi-cati dalla vasca di troppo pieno di emergenza ubicata presso la spiaggia di Sampieri (invero, il sistema di smaltimento dei reflui nei periodi di massima portata era assistito da contenitori di accumulo fatti predisporre dal Comune per trattenere ed accumulare - in particolare, nei periodi di alta stagione - una quantità di liquami necessaria a mantenere costante la portata convogliata al depuratore);

omettevano di effettuare i dovuti controlli sul regolare funzionamento del contatore volumetrico che a-vrebbe dovuto essere collocato a valle del sistema di depurazione di pertinenza del residence Marsa Siclà (in realtà, presso il Resort non esiste alcun impianto di depurazione, essendo stata realizzata solamente una vasca di raccolta nella parte terminale della condotta fognaria, dopo la quale i rifiuti vengono convogliati al depuratore comunale, mentre il contatore - necessario per la tassazione dei reflui inviati al depuratore comunale - che avrebbe dovuto essere installato nei pressi della vasca e delle relative pertinenze, non è stato rinvenuto; per quanto concerne il Resort Baia Samuele, l’impianto di depurazione non ha le caratteristiche tecniche necessarie per garantirne un buon funzionamento ed una piena efficienza), nonché sulla documentazione amministrativa che avrebbe dovuto essere tenuta al fine di registrare i quantitativi di reflui scaricati in condotta per evitare picchi di portata superiori a quelli stimati/autorizzati ed eliminare, quindi, i problemi che negli anni hanno reso insufficiente l’impianto di rilancio delle acque reflue ubicato in località Sampieri di Scicli , con i conseguenti sversamenti di reflui nelle aree circostanti, oggetto di ripetute lamentele dei residenti e dei commercianti della zona;

omettevano, inoltre, di inviare le cartelle esattoriali per il pagamento dei tributi relativi allo scarico nella rete fognaria comunale alla società Marsa Siclà e di avviare la procedura di riscossione (invero, il residence Marsa Siclà non è collegato alla rete idrica comunale e, per sopperirvi, la struttura ricettiva ha sempre approvvigionato acqua, tramite autocisterne, dalla ditta Pediliggieri di Pozzallo, circostanza che avrebbe dovuto imporre ai gestori del villaggio di comunicare periodicamente al Comune di Scicli tali acquisti per la corresponsione del tributo legato ai reflui che deve essere calcolato sulla base dei quantitativi di acqua immessi nella condotta; acqua la cui fonte di provenienza deve essere nota e che an-drebbe preventivamente analizzata per garantirne la qualità ed il conseguente possibile utilizzo ai fini igienici e/o alimentari; al contrario, presso gli Uffici competenti del Comune di Scicli, non esiste alcuna raccolta dei prelievi a cadenza mensile delle acque reflue completi delle risultanze delle analisi, nonché con i contenuti imposti dalle Leggi di riferimento fissati dalla tab. 3 del D. L.vo 152/99 - tale attività di monitoraggio è, peraltro, prescritta dal medesimo Ente Locale nell’atto autorizzativo allo scarico dei re-flui in favore della società Marsa Siclà);

omettevano di effettuare i necessari collaudi e di rilasciare le conseguenti attestazioni di conformità dei lavori di realizzazione del bypass eseguiti allo scopo di convogliare ed indirizzare i reflui delle predette strutture turistiche direttamente nel nuovo depuratore comunale di Donnalucata tramite un sistema di pompaggio in pressione dei reflui in questione fino all’impianto di sollevamento di Cava d’Aliga (considerato che la stazione di sollevamento di Sampieri non si era dimostrata sufficientemente attrezzata per il pompaggio dei reflui generandone continui svasamenti), essendo stato accertato dalla P.G. operante che l’impianto e la condotta di immissione dei reflui, tramite il suddetto bypass, nella condotta fognaria comunale risultavano sprovvisti del previsto contatore volumetrico, necessario per verificare la portata/quantità di immissione dei reflui convogliati dai villaggi Baia Samuele e Marsa Siclà di quelli effettivamente giunti all’impianto di sollevamento di Cava d’Aliga, installazione di contatori prescritta nelle autorizzazioni allo scarico (l’eventuale differenza di volumi registrati dai contatori volumetrici degli impianti dei villaggi con il contatore volumetrico installato nel bypass presso la stazione di sollevamento di Cava d’Aliga permetterebbe, oltre alla prevista registrazione dei reflui immessi, anche e soprattutto l’individuazione di un malfunzionamento del sistema di pompaggio a pressione e/o di per-dite della conduttura ubicata lungo la fascia costiera);
omettevano ogni segnalazione agli organismi competenti (Provincia di Ragusa e Arpa) e di pretendere dalle due società sopra indicate la messa in sicurezza di emergenza e definitiva del pozzetto di troppo pieno, necessaria per bonificare l’area circostante (art. 242 D. L.vo 152/2006);

omettevano di effettuare le prescritte verifiche di collaudo e conformità dell’impianto di trattamento dei reflui di depurazione di proprietà di Baia Samuele situato a valle del villaggio al confine con la strada provinciale 66, come pure di effettuare la misurazione dei reflui immessi alla condotta fognaria;

omettevano di stipulare la prescritta convenzione tra il Comune di Scicli ed i due villaggi avente ad oggetto lo smaltimento di fanghi provenienti dalle fosse settiche nel depuratore del Comune e di verificare che presso tale depuratore venissero smaltiti soltanto detti fanghi, e non quelli provenienti dalla prima grigliatura dell’impianto di depurazione dei due villaggi (definito “vaglio”, quindi rifiuto avente codice CER “190801”, la cui destinazione naturale può e deve essere solo la discarica);

omettevano, infine, nonostante le suddette anomalie e le evidenti gravi carenze e violazioni nella gestio-ne, di avviare il procedimento di decadenza automatica delle autorizzazioni allo scarico delle acque reflue rilasciate in favore delle due strutture ricettive.


dantesco
20/01/2013 | 14.10.51
giovanni

Penso ad una punizione dantesca.
Chi ha letto l´Inferno può immaginarla...
Sicuramente i "buoni rapporti" dei proprietari garantiranno la riapertura a ridosso della stagione estiva.
E la punizione dantesca sarà riservata a noi bagnanti...


galera
19/01/2013 | 19.41.37
salvatore

spero che finiscano in galera e paghino con denaro sonante lo scempio arrrecato ai cittadini, se le amministrazioni non sono corree dovrebbero costituirsi parte civile.lo faranno??????


A proposito del convegno sul turismo di Mario Papa
19/01/2013 | 14.41.40
Giovanni2

Spero proprio che Il Distretto Turistico promuova un´azione forte contro chi considera il turismo come qualsiasi altra attività speculativa che massimizza solo il profitto e si costituisca parte civile qualora venisse accertato il fatto delittuoso che ha portato alla chiusura di due dei più prestigiosi, per notorietà, villaggi turistici. Il Marchio d´aria che il Distretto Turistico vuole creare, per dare una specifica identità nella promozione del territorio ibleo, non poteva avere migliore pubblicità. O quelle dei convegni sono solo parole.....