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SCICLI - 20/12/2012
Cronache - Lo sciclitano è stato condannato in udienza preliminare con il rito abbreviato

All´uxoricida La Terra 20 anni di carcere

Il Pm aveva chiesto 30 anni di reclusione Foto Corrierediragusa.it

Massimo La Terra (foto), 41 anni, sciclitano, è stato condannato a venti anni di carcere per l’omicidio della moglie, Rosetta Trovato, 38 anni. La sentenza è stata emessa ieri dal Giudice per le Udienze preliminari, Gup, Maria Rabini, che ha giudicato Massimo La Terra con rito abbreviato facendo così scattare lo sconto di un terzo della pena. L’uxoricida sciclitano, difeso dall’avvocato Raffaele Rossino, dopo avere scontato la pena a venti anni sarà sottoposto inoltre ad altri tre anni di libertà vigilata.

Il Pm Gaetano Scollo aveva chiesto la condanna a 30 anni di carcere. L’uomo, in atto detenuto presso la casa circondariale di Piano del Gesù a Modica Alta, è stato riconosciuto colpevole di omicidio aggravato in quanto procurò la morte della moglie con sevizie e con un lento strangolamento ed una azione di strozzamento. La figlia minorenne della coppia si è costituita parte civile attraverso il curatore speciale, Giuseppe Polara, che era stato nominato dal Gip su richiesta della Procura, e con l’avvocato Ignazio Galfo; l’avvocato Concetta Drago ha invece difeso gli interessi dei genitori e dei fratelli della vittima. Il Gup ha concesso alla famiglia di Rosetta Trovato una provvisionale di quarantamila euro ed ha disposto per tutte le altre parti civili il risarcimento che sarà quantificato in sede civile.

L’omicidio si consumò nel primo pomeriggio dello scorso 14 gennaio nella casa di via Simeto, nel popoloso quartiere della Stradanuova. Rosetta Trovato fu rinvenuta morta dai Carabinieri accorsi sul posto. In un primo momento Massimo La Terra si dichiarò estraneo ai fatti ed innocente riferendo agli inquirenti di aver trovato la moglie già priva di vita al momento del suo rientro a casa. L’uomo chiamò il «118» ma quando i sanitari arrivarono in via Simeto Rosa Trovato era già priva di vita e presentava segni di violenza al collo. Il sospetto dell’uxoricidio cominciò diventare certezza col passare delle ore grazie anche all’ispezione cadaverica del medico legale. I Carabinieri si resero subito conto della morte violenta e procedettero al fermo dell’uomo sottoponendolo ad un lungo interrogatorio. Furono anche sentiti molti vicini della coppia per avere la conferma delle violente liti fra i due coniugi.

L’ultima lite è stata fatale. Rosa Trovato e Massimo La Terra avevano cominciato ad alzare la voce e le mani di primo mattino: nel pomeriggio, intorno alle 14,30, il silenzio all’improvviso fino al suono delle sirene dell’autoambulanza e dei Carabinieri. Uno spintone dal primo piano e il ruzzolone dalla scala sarebbero stati fatali alla donna, 38 anni, che stramazzò al suolo e non si rialzò più. Alla scena del litigio e del delitto era presente la figlia di 15 anni.

Massimo La Terra è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, proprio per via del suo carattere piuttosto iracondo. Nel 1999 l’uomo era finito in carcere per il tentato omicidio del padre. Poi una vita familiare difficile e man mano insostenibile tanto che l’uomo, disoccupato, aveva instaurato una relazione extraconiugale, come si evince dai post scritti in un italiano stentato dallo stesso La Terra nel suo profilo Facebook. «Spero che duri per tutta la vita perchè sono stanco di avere delusione: ti amo Nina». Sicuramente la nuova relazione, neanche tanto segreta, avrebbe originato nuovi dissapori tra marito e moglie, che si lamentava anche per lo stato di disoccupazione del marito. La donna era infatti l´unica a provvedere al sostentamento della famiglia, lavorando come domestica.