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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1080
SCICLI - 28/11/2012
Cronache - Date alterate su presunti interventi: dichiarazioni eclatanti in udienza

Cani assassini: petizione 3 anni prima della tragedia

Stando alle parole riferite da un carabiniere in aula, tre impiegati del settore ecologia finirono col litigare perché la petizione non si trovava
Foto CorrierediRagusa.it

Già nel 2006, circa tre anni prima della tragedia di contrada Pisciotto, quando il piccolo Giuseppe Brafa fu sbranato vivo dai randagi, un petizione con almeno una cinquantina di firme di altrettanti residenti evidenziava la pericolosità di quella zona, che pullulava di cani potenzialmente aggressivi. Ma quella famosa petizione si perse negli uffici del comune di Scicli, salvo poi riapparire nell’ambito delle indagini condotte dai carabinieri dopo i ben noti fatti.

Questo il dato eclatante emerso dalla testimonianza di un militare del nucleo antisofisticazioni nell’ultima udienza del processo sui cosiddetti «cani assassini». Dalle parole del carabiniere si evince che già nel 2006 era palpabile tra i residenti la preoccupazione scaturente dalla presenza di almeno una quarantina di randagi, molti dei quali si riunivano in branco nei pressi del casolare di Virgilio Giglio, poi finito in manette per le responsabilità indirette nella morte del piccolo Giuseppe e coimputato nel procedimento assieme all’ex sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque; a Saverio Agosta, Antonino Avola e Roberto Turlà, ovvero i veterinari dell’Asp, e infine assieme a Salvatore Calvo e Giuseppe Pisana, entrambi dipendenti comunali.

I cittadini firmarono quindi la petizione, che non fu trovata subito dai militari negli uffici comunali competenti. Stando alle parole riferite dal carabiniere in aula, tre impiegati del settore ecologia finirono col litigare perché la petizione non si trovava. Poi uno dei dipendenti si allontanò e il carabiniere, che lo aveva seguito in maniera discreta, scoprì che l’uomo tirò fuori da un cassetto la famosa e introvabile petizione. Da questo episodio dubbio saltarono fuori altre circostanze strane, come la presunta alterazione di date relative ad interventi, alcuni dei quali mai effettuati, volti alla graduale bonifica dell’area dai randagi e per sensibilizzare Giglio a stare più attento ai suoi cani. Pare che il comune di Scicli avesse dato incarico alla «Dog professional» di Ragusa di catturare i randagi. Poi non se ne fece più nulla per mancanza di soldi. Il processo proseguirà il 13 marzo.


e non solo...
29/11/2012 | 13.03.03
gianni

e non solo: dopo che i cani azzannarono anche la turista tedesca e la situazione divenne incontrollabile il prefetto ordinò la soppressione dei cani, facendo l´unica cosa seria che si poteva fare... e fu fermato!
morale della favola: le persone possono morire mentre i cani rognosi devono essere tutelati...
VERGOGNA!


e non solo...
29/11/2012 | 12.56.16
gianni

e non solo: dopo che i cani azzannarono anche la turista tedesca e la situazione divenne incontrollabile il prefetto di allora ordinò l´abbattimento di quelle bestiacce (l´unica cosa seria che si doveva fare) e subito fu fermato!
morale della favola: gli esseri umani possono morire ma i cani rognosi vanno tutelati...!
VERGOGNA!


ping -pong
29/11/2012 | 8.58.43
Asimmetrico

Intanto un bellissimo bambino di 10 anni,non c`e` piu`.
Ucciso nel piu atroce dei modi, lasciato agonizzare da solo in mezzo alla campagna. I genitori distrutti da un dolore immane, noi tutti scioccati e sconvolti.
Lacrime amre per te piccolo Angelo.
Ed invece i politici, i responsabili, la polemica continua a vivere senza portare ne conforto ne una risposta alla domanda cruciale:
Perche` quel bambino doveva fare quella morte ?
Perche`?
Vergogna!
Altro che dimissioni ci vuole L`impiccagione.