Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 661
SCICLI - 29/08/2012
Cronache - Dalla Guardia di finanza fanno sapere: "Si deve dimostrare la provenienza del denaro"

Parla il legale di Guccione: "Il mio cliente non è evasore"

Fa discutere la presunta evasione fiscale di 700mila euro del pittore accertata dalle Fiamme gialle Foto Corrierediragusa.it

«Il maestro Guccione (foto) non è evasore totale, nè paratotale, e non mancherà di smontare, una per una, le contestazioni che gli verranno mosse atteso che, ad oggi, non ha ancora ricevuto alcuna notifica o comunicazione ufficiale da parte degli uffici tributari competenti». Questo il sunto della missiva diramata dall’avvocato Ignazio Galfo, difensore di fiducia del pittore sciclitano. Lo stesso Guccione sottoscrive in pieno il contenuto della lettera, che riporta testualmente: «Si ha motivo di ritenere che i verificatori della Guardia di Finanza, verso cui, per il lavoro svolto, va comunque il nostro grande rispetto, abbiano operato dei rilievi su operazioni bancarie considerate presunti compensi evasi, senza dare il tempo al maestro Guccione di giustificare le operazioni che, in verità, sono irrilevanti ai fini fiscali».

Il legale tiene poi ad evidenziare che «Non avendo il maestro Guccione ricevuto, ad oggi, alcuna contestazione, sarà tutelato in tutte le sedi competenti per la fuga di notizie ancora riservate che non avrebbero dovuto e potuto essere diramate, procurandogli un gravissimo danno d’immagine».

LA REPLICA DEL COMANDO PROVINCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Nel merito delle indagini, registriamo anche una nota del comando provinciale della Guardia di finanza: «I controlli sul conto di Piero Guccione – precisano le Fiamme gialle – sono riconducibili ad una mera verifica fiscale fatta nei confronti di vari professionisti. I controlli della Guardia di finanza, basati sul raffronto tra dichiarazione reddituale e conto corrente, hanno accertato una forte sperequazione tra la dichiarazione dei redditi effettuata dall´artista e la movimentazione del conto corrente personale. In questi casi, se la somma depositata in banca non è frutto dei proventi dell´attività personale, ma di altre persone – conclude la Finanza – si deve dimostrarne la provenienza".

GUCCIONE SI DICE SERENO
Il giorno dopo essere stato classificato dalla Guardia di finanza come evasore paratotale, si dice sereno il maestro Piero Guccione. L’artista, dalla sua casa ubicata nelle verdi campagne tra Modica e Scicli, mentre continua instancabilmente a coltivare la sua passione di una vita, quella della pittura, fa sapere che l’indagine fiscale delle Fiamme gialle non ha intaccato il suo stato d’animo, improntato all’ottimismo, nell’ottica di uno stile di vita semplice, quasi bucolico.

Il pittore 77enne di fama e caratura internazionale, noto per la sua vita ritirata e fondatore del prestigioso «Gruppo di Scicli», che annovera altri artisti di peso, secondo la Finanza non avrebbe dichiarato ai fini fiscali il ricavato dalla vendita di alcune sue opere. L’evasione fiscale accertata sarebbe di 700mila euro in tre anni. Tali somme sono state giudicate dalle Fiamme gialle come redditi non dichiarati e quindi sottoposti a tassazione. L’ammontare dei compensi ricostruito sarebbe superiore al 50% rispetto a quello della dichiarazione dei redditi.

Nel merito delle indagini, registriamo una dichiarazione degli inquirenti delle "fiamme gialle", le quali tengono a precisare: "Si tratta di una mera verifica fiscale fatta nei confronti di professionisti. I controlli della Guardia di finanza, basati sul raffronto dichiarazione reddituale-conto corrente, hanno accertato una forte sperequazione tra la dichiarazione dei redditi effettuata dall´artista e la movimentazione del conto corrente personale. In questi casi, se la somma depositata in banca non è frutto dei proventi dell´attività personale, ma di altre persone, si deve dimostrare la provenienza".

Guccione avrebbe dichiarato redditi annui per circa 30mila euro. Nel corso dell’attività ispettiva sono state rinvenute, tra l’altro, fatture emesse nei confronti di un soggetto residente a San Marino, che, com’è noto, ha una legislazione fiscale particolare, con esportazioni di merce non assoggettate ad Iva. Attraverso verifiche e controlli incrociati su internet, sono state individuate case d’asta e gallerie artistiche che avevano esposto o venduto le opere del maestro Guccione.

Procedendo al raffronto tra il valore delle opere e la effettiva dichiarazione dei redditi di Guccione, è risultata evidente la discrasia, palesatasi nell’evasione fiscale. Il pittore, tramite il suo commercialista, documenterà i movimenti dei suoi conti corrente, che, in larga parte, annovererebbero entrate ed uscite estranee all’attività artistica, giustificando tutti i movimenti bancari, attivi e passivi, all’Agenzia delle entrate, di cui si attende la convocazione. Guccione è stato assistente di Renato Guttuso dal 1966 al 1969 alla cattedra di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Il pittore è famoso in tutto il mondo per le sue opere.

I CONTROLLI DEI FINANZIERI

I preziosi e ricercati quadri del maestro Piero Guccione andavano a ruba tra i collezionisti e gli appassionati d’arte, ma non «passavano» attraverso il fisco. In altre parole, il pittore 77enne di fama e caratura internazionale, fondatore del prestigioso «Gruppo di Scicli» che annovera altri artisti di peso, non avrebbe dichiarato ai fini fiscali il ricavato dalla vendita delle sue opere. E’ quanto accertato dalla Guardia di finanza, che, a conti fatti, ha calcolato in 700mila euro l’evasione fiscale del maestro Guccione.

Gli accertamenti hanno mirato alla ricostruzione del reddito di lavoro autonomo effettivamente prodotto dall’artista. Attraverso verifiche e controlli incrociati su internet, sono state individuate case d’asta e gallerie artistiche che avevano esposto o venduto le opere del maestro Guccione. Procedendo al raffronto tra il valore delle opere e la effettiva dichiarazione dei redditi di Guccione, è risultata evidente la discrasia, palesatasi nell’evasione fiscale.

Ad accertare la circostanza in via definitiva sono state le successive ed approfondite indagini finanziarie, che hanno portato alla scoperta di movimentazioni bancarie per circa 700mila euro in 3 anni, che l’artista non sarebbe stato in grado di giustificare ai finanzieri. Tali somme sono state quindi giudicate dalle Fiamme gialle come redditi non dichiarati e quindi sottoposti a tassazione.

I PRECEDENTI NEL SETTORE DELL´ARTE
Per quanto riguarda l’evasione fiscale da parte di artisti noti, tanto per limitarci a quelli della provincia di Ragusa divenuti famosi nel mondo, Guccione è in ottima compagnia. Difatti, il penultimo caso più eclatante in tal senso è quello dell’artista Arturo di Modica, originario di Vittoria e creatore della leggendaria scultura del Charging Bull (il toro che carica) in Wall Street, diventato il simbolo della borsa di New York e dell’economia mondiale.

Arturo Di Modica, come scoperto dai finanzieri nel luglio 2011, omise di dichiarare oltre 5 milioni di euro al fisco italiano, con Iva per un complessivo importo di oltre 600mila euro. Non a caso, la Guardia di finanza ha accertato, solo nell’ultimo biennio, 7 milioni di euro evasi da parte di artisti di spessore.


vogliamo le prove non i proclami
01/09/2012 | 7.14.54
Nicola



Si urla allo scandalo all´infamia quando si è colti in castagna. Nessuno vuol credere e tutti dovremmo berci la balla che il maestro Guccione vie della sua arte e di 30.000 euro annui ovvero della quotazione media del più piccolo dei suoi quadri? Non siamo cretini e non ci sentiamo rappresentati da artisti evasori a cui farebbero meglio a ritirare certe onorificenze.
Vogliamo fatti; se è vero che non ha evaso tiri fuori: ricevute, bolle d´accompagnamento, dichiariazioni giurate di chi ha avuto quadri in regalo ed eventuali dichiarazioni presentate all´estero. Ci si difende con le prove non con i proclami d´innocenza! Inoltere finiamola di prendere per fessi i finanzieri perchè prima di dare in pasto una notizia del genere avranno fatto sicuramente i loro rilievi.
Gli artisti emettano le ricevute come tutti e la finanza crei un corpo speciale nazionale per l´" evasione d´arte" che verifichi le quotazioni e le opere che lascinao le gallerie in modo da fare studi di settore e far pagare loro con tutti.
Siamo stanchi di pagare solo noi!


Il manifesto del 1848
01/09/2012 | 0.21.30
bastiano

PROLETARI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!


ERRORE???
30/08/2012 | 8.19.45
Emanuele

Un errore di un uomo delle fiamme gialle? Tutto si chiarirà? Allora facciamo una cosa, indaghiamo questo finanziere delinquente per il suo madornale errore!
Infatti uno che dichiara trentamila euro di reddito, che corrispondono alla pensione di professore, vuol dire che i quadri li regala, e i soldi che ha in banca sono solo frutto di donazioni. Tutto risolto e chiarito. Povero incompetente e inefficente impigatucciolo della guardia di finanza che paghi fino all´ultimo centesimo di tasse.


29/08/2012 | 22.51.03
emiliano

ma fatemì il piacere, se ha evaso DEVE pagare, come tutti e senza tanti fronzoli !


Non é in questione l´artista, ma il cittadino
29/08/2012 | 12.50.05
margaret

Anche a me dispiace leggere questa notizia. Ma faccio una distinzione netta tra l´artista e il cittadino. Se ha sbagliato, paghi. Sconti a nessuno.