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SCICLI - 07/07/2012
Cronache - Ordinanza di custodia cautelare notificata dai Carabinieri

Omicidio Drago: torna in carcere Pacetto

Il provvedimento consegue alla sentenza con la quale la Corte d’Assise d’Appello di Catania aveva condannato l’uomo, nel marzo del 2010, a 4 anni di reclusione

C’è una «coda» nell’omicidio del giovane di Scicli Giuseppe Drago. I Carabinieri della Tenenza di Scicli hanno arrestato Giovanni Pacetto, lo sciclitano sul cui conto era pendente un «ordine di esecuzione per l’espiazione di pena detentiva» emesso nei giorni scorsi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte
d’Appello di Catania.

Il provvedimento consegue alla sentenza con la quale la Corte d’Assise d’Appello di Catania lo aveva condannato, nel marzo del 2010, a 4 anni di reclusione riconoscendolo colpevole dei reati di favoreggiamento personale e detenzione di armi clandestine. La condanna è riconducibile al già accennato omicidio di Giuseppe Drago avvenuto a Scicli nel lontano ottobre 2007 allorquando, nel quartiere Jungi, l’uomo venne ammazzato a pistolettate sull’uscio di casa sua, in via fratelli Cervi.

I quattro imputati venero giudicati con il rito abbreviato: 20 anni di carcere vennero inflitti al 38enne Antonino Ferrante, inteso Toni, che si assunse la responsabilità dell’omicidio. 16 anni di reclusione alla sorella 41enne Maria Ferrante. 20 anni di carcere anche all’altra sorella 33enne Elena Ferrante. Dodici anni di carcere sono stati inflitti al coimputato Giovanni Pacetto, pastore 21enne incensurato.

Quest’ultimo rivestì un ruolomarginale nell’episodio di sangue, essendo stato chiamato di corsa da Toni Ferrante a cose già fatte per nascondere in un posto sicuro il fucile a canne mozze e la pistola calibro 7,65 utilizzati per ammazzare la vittima. La Corte d’Appello di Catania ha poi riformato le condanne. Nel 2010 i magistrati etnei hanno, infatti, ridotto di cinque anni ciascuno le condanne inflitte in primo grado dal Gup del Tribunale di Modica ad Antonino Ferrante e alla sorella Elena. Sei in meno sono stati inflitti alla sorella Maria, mentre 4 anni (rispetto ai dodici di primo grado) sono stati inflitti a Giovanni Pacetto, unico ad essere stato rimesso nel frattempo in liberta.

A seguito del suo arresto, avvenuto nel lontano ottobre del 2007, Pacetto aveva già trascorso in carcere 2 anni e 29 giorni quale misura cautelare. Tornato in libertà ed ottenuta la sospensione della pena, Pcetto si è visto però negare l’affidamento ai servizi sociali ed ora dovrà scontare una pena detentiva di un anno e 11 mesi presso la sua abitazione, in regime di detenzione domiciliare.