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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1111
SCICLI - 26/06/2012
Cronache - L’operazione "Cuscus" dei Carabinieri della compagnia di Modica e della tenenza di Scicli

Banda di pusher nel centro di Scicli. Droga pure ai minorenni, 4 arresti

Altri due soggetti sono ricercati, perché latitanti all’estero
Foto CorrierediRagusa.it

Avevano tirato su soldi a palate spacciando cocaina, hashish e marijuana, anche a minorenni. Quattro immigrati, due dei quali insospettabili perché incensurati, sono stati arrestati dai Carabinieri all’alba di ieri nell’operazione antidroga «Cuscus». Altri due immigrati sono ricercati, perché latitanti all’estero.

I due latitanti erano stati colti in flagranza nel gennaio 2011 dai militari, in possesso di oltre un chilo di hashish. La coppia di pusher era riuscita a sottrarsi all’arresto, sfuggendo ai Carabinieri ed espatriando in Nord Europa. La banda, che aveva continuato ad operare anche in assenza dei due complici latitanti, aveva organizzato un vasto giro di spaccio con epicentro piazza Italia, il «salotto buono» di Scicli più volte utilizzato come location della popolare fiction Rai di Montalbano.

Le manette sono scattate per Majed Mbarek, 32 anni, tunisino residente a Scicli, nullafacente, e per Tarik El Jirari, venditore ambulante marocchino di 36 anni, anche lui residente a Scicli e già noto ai militari per reati specifici. Mbarek in particolare è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, essendo già stato arrestato almeno una decina di volte, sempre per reati di droga. Nella rete dei militari, come accennato, sono finiti anche due incensurati: si tratta di Yassine Messai, 35 anni, bracciante agricolo tunisino, residente a Cava d’Aliga, e di Habib Chiheb ben Eodha, anche lui bracciante agricolo, 33 anni, tunisino.

Quest’ultimo, a differenza degli altri tre, arrestati in territorio di Scicli, è stato ammanettato dai Carabinieri a Modica centro. Come accennato, gli spacciatori non si facevano scrupolo di cedere droga anche a minorenni, di età compresa tra i 16 e i 17 anni. Il passaparola si era presto sparso tra gli assuntori di sostanze stupefacenti, e piazza Italia era diventata meta di tossicodipendenti, in orario notturno e non solo. Un viavai insolito che aveva messo sul chi vive i militari, che, nel corso delle indagini, scattate lo scorso cinque gennaio, si sono avvalsi di intercettazioni ambientali e telefoniche, effettuando anche numerosi appostamenti e pedinamenti.

Gli immigrati, che paravano tra loro abbastanza spesso al cellulare, utilizzavano un linguaggio in codice per indicare il tipo e la quantità della droga, reperita a Palermo, dove i pusher si recavano in pullman almeno una volta a settimana, portando a Scicli, circa un chilo e mezzo di droga. La sostanza stupefacente era nascosta in scatole di scarpe, ai quali gli immigrati facevano spesso riferimento nel corso delle loro telefonate. Talvolta gli spacciatori si rifornivano anche a Catania.

I particolari dell’operazione sono stati illustrati ieri in procura dal procuratore Francesco Puleio e dal suo sostituto Gaetano Scollo, nonché dal comandante provinciale dei Carabinieri Salvo Gagliano e dal capitano della compagnia di Modica Alessandro Loddo. Puleio e Gagliano hanno puntato l’attenzione sull’incessante lotta al traffico ed allo spaccio di droga, che, come in questo caso, coinvolge sempre più spesso minorenni che acquistano dosi sempre più consistenti di sostanza stupefacente, inconsapevoli dei rischi mortali ai quali vanno incontro.

Nella foto da sx Gagliano, Puleio, Scollo e Loddo