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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 885
SCICLI - 13/06/2011
Cronache - Presi gli autori, due cittadini tunisini

Spedizione punitiva contro una donna albanese

I due immigrati sono stati arrestati a Scicli

Non l’hanno fatta franca i due cittadini tunisini protagonisti di una «spedizione punitiva» ai danni di una donna e del suo convivente. Uno di loro è finito in carcere mentre uno ha avuto imposto l’obbligo giornaliero di firma presso la Compagnia dei carabinieri di Modica. A disporre le due misure il Gip del Tribunale di Modica, Patricia Di Marco.

I due immigrati sono stati arrestati a Scicli, lo scorso 6 giugno, dai carabinieri della locale Tenenza dopo un episodio alquanto movimentato. L’uomo che si trova rinchiuso nel carcere di Piano del Gesù a Modica Alta è C.W., 44 anni, mentre quello con l’obbligo di firma è il suo amico B.B. 27 anni. Tutto prende inizio da una storia d’amore finita male e da periodiche richieste di soldi avanzate alla donna.

Un anno fa C.W., dopo un periodo di convivenza con una donna di nazionalità albanese T.B. 29 anni, è costretto a lasciare l’abitazione in cui la coppia vive, sita nel centro cittadino di Scicli, per le continue incomprensioni che deteriorano di giorno in giorno il rapporto fra i due. Mentre la cittadina albanese vive un nuovo amore con uno sciclitano, M. G., 48 anni, non riesce a farsi una ragione della separazione.

Lo scorso anno, subito dopo l’interruzione della convivenza, decide di chiedere una somma di denaro alla sua ex ed al suo convivente. Riesce, con fare minaccioso, a spillargli la somma di mille euro. Per il quieto vivere la nuova coppia s’arrende e consegna il denaro. Lo scorso 6 giugno C.W. ritorna alla carica. Nel pomeriggio chiama la giovane albanese e chiede la consegna di 500 euro.

Al diniego il tunisino s’infuria e decide di andare di filato nell’abitazione della giovane e chiedere con la forza la consegna del denaro. Non và solo, però: porta con sé un amico. L’approccio non è dei più sereni: anzi volano le parole forti ed addirittura anche le mani. I due tunisini menano il nuovo convivente della ragazza albanese dandogliele di santa ragione, reo di aver voluto dare ragione alla sua donna che si rifiuta di consegnare il denaro. Ne nasce una colluttazione con botte da orbi l’un l’altro.

Della storia vengono informati i carabinieri della locale Tenenza che traggono in arresto i due tunisini. E’ il Gip Di Marco a disporre le misure: l’innamorato deluso ma a corto di soldi, C.W., finisce in carcere a Piano del Gesù mentre l’amico, B.B., dovrà presentarsi tutti i giorni con obbligo di firma presso la Tenenza dei carabinieri di Scicli. E’ epilogo di una storia fatta di violenze e di minacce. Vittima, ancora una volta, una donna.