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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1150
SCICLI - 31/01/2011
Cronache - Scicli: il rogo dello scorso maggio nella pizzeria a Sampieri

Incendio doloso alla "Spiaggetta": 5 indagati

Sarebbero due sciclitani e tre albanesi gli autori dell’incendio

Sarebbero due sciclitani e tre albanesi gli autori dell’incendio che rischiò seriamente di mandare in fumo, nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2010, la pizzeria «La spiaggetta», annessa all’omonimo camping a Sampieri. Per i cinque indagati l’accusa è di incendio doloso aggravato in concorso. Gli inquirenti hanno notificato la chiusura delle indagini a loro carico.

La denuncia dei proprietari del locale, tre fratelli di Scicli, fu all’epoca sporta contro ignoti, ma le indagini dei carabinieri presero subito la giusta direzione. In questi mesi sarebbero state parecchie le prove raccolte a carico dei cinque indagati, per i quali sarà fissata a giorni la data dell’udienza preliminare del procedimento giudiziario a loro carico. I proprietari del locale, che non avevano ricevuto minacce o richieste estorsive, avrebbero dichiarato di conoscere solo uno dei cinque presunti autori del rogo, ignorando i motivi del gesto intimidatorio.

La pizzeria fu salvata dalle fiamme grazie a un pizzico di fortuna, alla prontezza di spirito di uno dei proprietari e alla velocità dei vigili del fuoco. I piromani avevano cosparso di benzina la struttura, in modo da ridurla in cenere, ma il fato aveva voluto che, neanche una decina di minuti dopo che le fiamme avevano cominciato a divampare, passasse nei pressi uno dei proprietari.

L’uomo, che stava facendo rientro a casa, si era insospettito per l’assenza delle luci notturne, che, in base alla programmazione del timer automatico, dovevano restare accese ancora per un’ora. Giunto nella struttura, il proprietario non si era perso d’animo, e, dopo aver chiamato i vigili del fuoco, si era dato da fare in prima persona per spegnere il rogo, utilizzando gli estintori in dotazione al locale. Il celere arrivo dei pompieri aveva scongiurato ulteriori danni. La struttura riportò solo l’annerimento delle suppellettili. Non furono intaccati né la cucina, né la parte esterna del locale, riaperto in tempo per la stagione estiva.