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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1147
SCICLI - 21/12/2010
Cronache - Scicli: un anno e un mese di carcere per Giovanni Comitini, ora in pensione

Cartelle cliniche "scomparse", condannato ex primario

L’imputato doveva rispondere di omissioni d’atti d’ufficio

Condanna ad un anno e un mese di carcere per l’ex primario di ortopedia e traumatologia dell’ospedale «Busacca» di Scicli Giovanni Comitini, 69 anni. L’imputato doveva rispondere di omissioni d’atti d’ufficio, in riferimento al mancato rilascio delle cartelle cliniche di alcuni pazienti dell’ospedale sciclitano. La pena è stata comunque condonata, secondo quanto previsto dall’indulto.

Coimputato nel procedimento, celebrato dinanzi al collegio penale presieduto dal giudice Lucia De Bernardin, era l’infermiere di reparto Gino Bonincontro, assolto per non aver commesso il fatto. I giudici hanno altresì accolto la richiesta avanzata dall’Asp 7 tramite l’avvocato Danilo Vallone, per la quantificazione in sede penale del danno d’immagine subito dall’azienda. Comitini dovrà quindi liquidare all’Asp 16 mila 500 euro, oltre al pagamento delle spese processuali di 2 mila 500 euro.

I fatti per i quali il medico è stato condannato risalgono al primo semestre del 2005. Alcuni utenti del «Busacca» si lamentarono del mancato rilascio delle cartelle cliniche, nonostante la richiesta in questo senso fosse stata più volte reiterata. Pazienti e familiari temevano che la mancanza di cartelle cliniche potesse in qualche modo cagionare un danno, in quanto il contenuto è come noto determinante per una corretta cura durante la degenza in ospedale. Dopo questo episodio, Comitini venne collocato a riposo dall’Asp 7 per raggiunti limiti d’età, come previsto dalla legge.

Una circostanza alla quale si oppose il diretto interessato, che intendeva continuare ad esercitare nel nosocomio sciclitano per altri tre anni. Comitini presentò ricorso al giudice del lavoro del tribunale di Ragusa, che lo rigettò, così come accadde anche a Modica, in base all’eccezione sollevata dall’avvocato Vallone.